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Scritto Domenica 13 aprile 2014 alle 07:41

L’ultimo giorno a Palermo e un cappellino lasciato a ricordo di dove fu ucciso Borsellino

Giorno 11/04/2014
Sveglia presto, ultima colazione.

La classe davanti all'ulivo in Via D'Amelio a Palermo

Siamo pronti per la giornata, tristi al pensiero di terminare il nostro percorso, ma soddisfatti per quello che ci ha lasciato.
Partiamo per Palermo e dopo aver ammirato la bellissima città, siamo andati in un luogo importante e commovente.
Il luogo dove Paolo Borsellino fu ucciso, via d'Amelio, in cui c'è un grande ulivo dove molta gente ha testimoniato la sua presenza e la sua stima, sentendo il bisogno di lasciare qualcosa di personale come cuffie, sciarpe o anche un semplice messaggio.

La Cattedrale di Palermo

Abbiamo deciso di lasciare anche noi un segno, qualcosa di semplice: un cappello, di cui un nostro amico si è privato malgrado fosse un caro ricordo, con tutte le nostre firme. 
Sempre a Palermoabbiamo avuto anche l'occasione di vedere l'albero dedicato a Falcone "addobbato" anch'esso dall'amore della gente di Palermo e di tutto il mondo.

Arrivati in Questura, un ex agente del nucleo investigativo " Catturandi" ci ha raccontato cos'è  in realtà la mafia, non solo in Sicilia, ma anche all'estero o nel nord Italia. Ci ha esortati inoltre a tenere gli occhi aperti, a denunciare e a cercare sempre di capire in quanto, in passato, l'ignoranza e la paura hanno alimentato la forza dei mafiosi.
Gli facciamo delle domande sulla cattura di Provenzano e ci racconta che dopo 46 anni di latitanza e 8 di indagini sono riusciti ad arrestarlo ed è stata enorme la soddisfazione anche perché fu il risultato di un lavoro di gruppo e di tanti sacrifici.

In Questura, davanti alla targa che ricorda gli agenti della squadra mobile di Palermo uccisi in servizio
Terminato l'incontro in Questura, ci mettiamo in viaggio verso l'aeroporto.
Ci aspetta però una sorpresa: tutti al mare! 
Dopo un picnic di un'ora sulla spiaggia, una partita di calcio e le corse sul lido, dobbiamo tornare a casa.
L'unica cosa che ci rimane è fare un grossissimo ringraziamento.
Alla prof Barassi, a Giulia ed ad Antonio, che ci ha sempre accompagnato nelle nostre tappe siciliane e a tutti quelli che hanno reso emozionante e speciale la nostra esperienza.
Grazie a tutti

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Melissa, Francesca e Riccardo
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