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Scritto Mercoledì 09 aprile 2014 alle 18:54

Valgreghentino: i lavoratori Nord Dolciaria dal 22 maggio mobilità con tanta amarezza

“Auguri a tutti per un futuro migliore” e “Cercasi mugnaio (Banderas) che riaccenda la speranza e i forni”. Questi alcuni dei messaggi, tra l’ironico e l’ottimista, scritti sugli striscioni che alcuni dipendenti della Nord Dolciaria di Valgreghentino hanno affisso nel pomeriggio di oggi, mercoledì 9 aprile, ai cancelli dell’azienda in cui non mettono piede da oltre un anno, da quel 15 febbraio 2013 in cui la produzione si è fermata per sempre.

Gli operai di fronte ai cancelli

Sono battute e risate amare le loro, quelle di madri e padri di famiglia che non hanno più nulla da perdere e che dal 25 maggio 2012, data della prima – temporanea - cessazione dell’attività della ditta, vivono un’altalena di emozioni tra lo scoraggiamento per aver perso l’impiego come lo conoscevano e la speranza che questo potesse riprendere. Hanno sperato anche nelle ultime settimane, quando nonostante un interessamento da parte di alcune realtà industriali la vendita dell’attività non è andata a buon fine. “L’incontro di oggi non servirà a molto, ma è stato fatto sull’onda delle emozioni dopo aver appreso che l’asta è andata deserta” ha spiegato Rita Mazzina, rsu aziendale presente insieme a Emma Brescia e agli altri lavoratori. “Fino a due settimane fa ci speravamo davvero, eravamo convinti che un futuro per l’azienda potesse esserci. Ci era stato comunicato che alcune realtà industriali si erano dette interessate, ma poi purtroppo nessuna ha concretizzato economicamente l’offerta. Ora dell’azienda si farà uno spezzatino, e per noi la cassa integrazione scadrà il 22 maggio”. Dopo quella data, per una 50ina di operai provenienti per lo più da Valgreghentino, Olginate e Airuno, sarà attivata la mobilità. L’ennesimo, durissimo colpo per chi da tanti mesi vive nell’incertezza di un futuro degno di questo nome. Dopo la cessazione dell’attività il 25 maggio 2012, la Nord Dolciaria aveva ripreso l’attività con una cassa integrazione a rotazione.

Le rsu Emma Brescia e Rita Mazzina

“Lavoravamo meno, ma si entrava in ditta” ha spiegato un magazziniere. “Il 15 febbraio 2013 ci hanno bloccato, ed è stato sottoscritto un concordato che ha dato vita alla Nord Dolciaria Italy”. A giugno dell’anno scorso alcuni operai sono entrati in azienda per “fare pulizie” in attesa del rientro degli operai, che però non si è mai verificato. “Continuavano a rimandare, abbiamo capito in fretta che qualcosa non andava” ha raccontato la rsu. La trattativa è fallita a causa di problematiche sorte durante il passaggio dell’attività, tra cui una presunta appropriazione indebita di denaro (100.000 €) da parte dell’ex liquidatore. “Abbiamo saputo di quel problema, e il 25 luglio è stato decretato il fallimento. A settembre è stata autorizzata la cassa integrazione, poi prorogata di un anno, e anche lì ci sono stati problemi legati alla comunicazione con l’Inps. Il bando di vendita ci aveva ridato speranza, si era fatto il nome della Bauli, ma poi tutto è finito nel peggiore dei modi”.


I lavoratori, affiancati oggi dal sindacalista Giorgio Carnicella (Cgil), sanno che altrove sarà molto difficile trovare un nuovo impiego, soprattutto per coloro che hanno oltre 50 anni ma non sono ancora vicini alla pensione. “Tutto quello che vogliamo è che ci venga restituita la dignità, cioè di poter lavorare” ha spiegato una signora. “Altrove non ho possibilità, cosa farò? Abbiamo tutti mutui o spese da pagare, famiglie da mantenere, e qui è tutto finito”. “Ci chiediamo se si poteva fare di più, se l’asta non poteva esser fatta più al ribasso. In questa ditta gli ordini c’erano, la crisi certamente si è fatta sentire ma come in altre realtà, i problemi si risolvevano. Poi all’improvviso c’è stato il tracollo” ha commentato la rsu Emma Brescia. “Prima che l’attività cessasse facevamo 3 turni, anche la notte. Come è possibile che poi non ci sia stato più lavoro, e che nessuno voglia comprare la ditta?” ha spiegato un lavoratore di origine straniera.

Ma ormai le parole non servono a molto, e tra un augurio di un futuro migliore e un laconico “Non vogliamo #stare sereni” gli operai della Nord Dolciaria possono solo rassegnarsi alla mobilità ormai vicina.

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R.R.
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