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Scritto Mercoledì 09 aprile 2014 alle 18:16

Garlate: a processo per falsa testimonianza, dopo infortunio

Ogni tanto anche “essere buoni” può costare caro. E’ finito a processo per “falsa testimonianza” (art.372 cp) il medico che per primo cercò di tranquillizzare e assistere un’utente della piscina di Garlate, scivolata all’interno della doccia posta prima di arrivare alle vasche natatorie. I fatti risalgono al 2007. Il professionista si trovava presso la struttura in qualità di cliente e, udite le urla della signora, particolarmente agitata e dolorante per quanto accaduto, è prontamente intervenuto in suo aiuto venendo quindi poi escusso come testimone nell’ambito della causa risarcitoria intentata dalla donna nei confronti della società che gestisce l’impianto, causa persa però dalla proponente. Fondamentale, in quell’occasione, il racconto dell’odierno imputato ed in particolare quanto dallo stesso riportato in riferimento a una stampella in uso alla donna al momento dell’incidente. Proprio per quanto asserito dal medico relativamente alla presenza del presidio egli è stato “tacciato” di falsa testimonianza e rinviato così a giudizio con il fascicolo affidato al giudice Gian Marco De Vincenzi dinnanzi al quale quest’oggi sono sfilati quattro volontari del Soccorso Calolzio, intervenuti subito dopo l’infortunio in piscina. Nessuno di loro, però, visto anche il tempo intercorso dal fatto, è riuscito a dare indicazioni utili sull’effettiva presenza o meno della stampella all’origine dell’odierno procedimento per il quale il dottore si è affidato, per essere tirato fuori dai guai, all’avvocato Nadia Invernizzi. Si tornerà in Aula, per l’escussione dei testi rimanenti di accusa e difesa il prossimo 4 giugno.
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