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Scritto Mercoledì 09 aprile 2014 alle 09:05

Calolzio: Arrigoni interroga il Governo sulla crisi Trafilerie

Il senatore Paolo Arrigoni (Lega Nord) ha presentato al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e alla collega dello Sviluppo economico Federica Guidi un’interrogazione scritta sulla crisi aziendale delle Trafile Brambilla di Calolziocorte.
Arrigoni ha ricordato a Poletti e a Guidi come le Trafilerie Brambilla “versino da mesi in uno stato di agitazione e tensione. E se poco più di un anno fa sembrava andasse tutto a gonfie vele (tanto che la proprietà il 5 marzo 2013 aveva organizzato l’open day dell’azienda, con televisioni nazionali e promesse di assunzioni), nel giro di poco più di dodici mesi l’azienda invece ha avuto un tracollo, inspiegabile per gli oltre ottanta dipendenti oggi a rischio di perdita del posto di lavoro”.
“Il 9 aprile scadrà il termine entro il quale l’azienda avrebbe dovuto onorare il concordato preventivo, che ha già avuto due proroghe: se entro questa data non ci sarà alcuna manifestazione concreta da parte di qualche imprenditore che vuole acquistare l’azienda calolziese, il giudice potrebbe sì concedere un’ulteriore proroga, ma è più probabile che ne dichiari il fallimento”, evidenza con preoccupazione Arrigoni che sottolinea ulteriori criticità: “I dipendenti, in presidio oramai da mesi ed esasperati, contestano l’esser tenuti all’oscuro della situazione dell’impresa e del proprio futuro occupazionale”.
E mentre la proprietà rassicura sulla presenza di imprenditori interessati a subentrare con garanzia della salvaguardia dei posti di lavoro, “queste voci non sembrano avere fondamento dal momento che a un giorno dalla scadenza del 9 aprile nessun possibile acquirente risulta aver manifestato concretamente l’intenzione di acquisto”. Ad aggravare la situazione dei lavoratori c’è anche il problema del mancato pagamento della cassa integrazione, perché l’Inps è ferma in attesa del decreto di concessione ministeriale.
Arrigoni ha quindi chiesto a Poletti e alla Guidi “se e quali iniziative di propria competenza, anche in termini di moral suasion, il Governo intenda adottare a salvaguardia dei posti di lavoro e, al contempo, per garantire la permanenza sul territorio di una storica azienda; se sia possibile conoscere il progetto di reindustrializzazione utile al concordato preventivo predisposto dall’azienda; se, alla luce del perdurante stato di crisi economica e sociale del Paese, il Governo non convenga sull’opportunità, per ovviare ai problemi connessi alle lungaggini normative e burocratiche per l’erogazione degli ammortizzatori sociali ed evitare così che per mesi lavoratori ed intere famiglie rimangano senza alcun sostentamento economico, di riaffermare il cosiddetto “istituto dell’anticipazione”.
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