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Scritto Mercoledì 09 aprile 2014 alle 08:58

Calolzio: Trafilerie Brambilla, no al concordato, al via presidi

La manifestazione di interesse da parte di una holding turca è giunta nella giornata di ieri, lunedì 7 aprile, troppo tardi rispetto alla richiesta di pre concordato presentata dalle Trafilerie Brambilla di Calolziocorte.
Ma la proprietà della storica azienda, attiva dagli anni Quaranta e specializzata nella produzione di filo in acciaio inossidabile, potrebbe promuovere una nuova domanda di concordato sulla quale nei prossimi giorni il Tribunale lecchese sarà chiamato ad esprimersi. Sono 73 i lavoratori coinvolti, che lavorano in media una settimana al mese (integrando la mancanza con la cassa integrazione straordinaria) e che nelle giornate di mercoledì e giovedì saranno in presidio di fronte all’azienda. Per loro l’ammortizzatore sociale non è stato ancora autorizzato, e agli scarsi introiti mensili attuali si aggiunge la grande preoccupazione per quello che sarà il futuro della loro attività.
La realtà industriale calolziese soffriva da tempo le conseguenze di problematiche di carattere finanziario, e la richiesta di pre concordato era stata effettuata nel dicembre scorso. Nel corso delle ultime settimane la preoccupazione crescente dei lavoratori era sfociata in una serie di presidi, che continueranno nei prossimi due giorni. Nel pomeriggio di oggi, martedì 8 aprile, i sindacalisti Diego Riva e Elena Rossi (Fiom Cgil) si sono incontrati presso la sede di Confcommercio con una rappresentanza aziendale, ed è stata esplicata la nuova situazione.
La manifestazione di interesse da parte della holding straniera, tuttora attiva, potrebbe aprire le porte ad un’altra richiesta di concordato, necessario per salvare le sorti delle Trafilerie. Il prossimo 18 aprile è fissato un secondo incontro in Confindustria.
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