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Scritto Sabato 05 aprile 2014 alle 18:46

Andrea Massironi presenta “Più Merate”. Uomini e programmi sono la naturale continuità dell’attuale maggioranza

Aprire la campagna elettorale in piazza don Natale Basilico, meglio nota come “Area Cazzaniga” richiede coraggio e ottimismo. D’accordo la primavera induce a stare all’aperto e almeno una volta ogni quinquennio le gradinate del ridondante “anfiteatro” vanno utilizzate. Ma quello è il monumento alla superbia e allo spreco. E Andrea Massironi lo sa. Perché pur non essendo in aula tra il 1995 e il 1999 ha sostenuto il progetto voluto con forza dal sindaco Dario Perego nonostante due anni prima la popolazione con un referendum consultivo voluto dal più prudente Mario Gallina avesse deciso che il terreno doveva restare sgombro da mattoni e cemento. Dal 1999 al 2004 poi l’aveva seguito dall’interno dell’Amministrazione comunale, difendendolo dagli attacchi inveterati delle minoranze e in particolare di Pierpaolo Arlati. Dunque un atto coraggioso o un conflitto emotivo?  Quale che sia la risposta fossimo stati nei panni degli alleati più stretti avremmo deciso per una diversa location. Far decollare quel luogo come polo di aggregazione è una sfida ai limiti della credulità popolare: giocano contro il clima, d’inverno è e resterà un deserto, la struttura muraria fatta di pericolosi camminamenti, insidiosi cunicoli, locali oscuri che non hanno incontrato il consenso né delle associazioni né di promotori di iniziative occasionali come mostre di pittura e, non trascurabile, il fatto che esso si trova al centro di una zona fortemente abitata e difatti l’intera estate scorsa è stata caratterizzata dagli scontri tra residenti e avventori del bar. Circostanza che puntualmente si ripeterà tra pochi mesi. Andrea Massironi però è sicuro del contrario. Attenderemo sviluppi. Per il resto, che dire di uomini e programma? Ci saremmo aspettati qualche colpo di teatro da una vecchia volpe della politica come l’assessore uscente al Bilancio, ruolo nel quale ha sicuramente fatto bene. Il “cuore” della lista civica è costituito da uomini ben individuabili sul piano partitico anche se privi di tessera: un mix tra Scelta Civica, Nuovo centrodestra e nostalgici del Pdl con qualche spruzzata di volti semi nuovi (Norma Maggioni era col centrosinistra di Albani nel 2009). Il programma poi potrebbe portare la firma di Andrea Robbiani che, anzi, rispetto alla Cittadella della Salute ha maggiori titoli per inserirlo in cima alle priorità dell’Amministrazione comunale che guiderà Merate fino al 2019. L’ampliamento della piscina e della palestra di Via Turati-Matteotti, la realizzazione del Centro Diurno Disabili nell’ex edificio scolastico di via Fratelli Cernuschi, la risistemazione dell’area lago per renderla maggiormente fruibile sono null’altro che la prosecuzione dell’attuale lavoro della Giunta; i buoni propositi di risistemare in qualche modo Villa Confalonieri e l’ex oratorio si possono ritrovare nel programma Pdl-Lega per Robbiani sindaco del 2009. Insomma buone intenzioni ma nulla di inedito, nessun sussulto. Quindi stando così le cose ancora non si capisce perché l’alleanza uscita vittoriosa dalle urne cittadine cinque anni fa non si sia ripresentata. Naturalmente se la domanda la si pone ai diretti interessati si riceveranno risposte uguali e contrarie. I leghisti sostengono che la famosa notte dell’incontro a casa Vivenzio il 29 gennaio, gli uomini dell’ex Pdl presenti esordirono annunciando la candidatura di Andrea Massironi, l’azzeramento dei simboli e la facoltà del futuro sindaco di assegnare le deleghe assessorili. Condizioni oggettivamente irricevibili. Gli ospiti, quella sera Massironi non era presente al vertice, asseriscono che a dettare condizioni furono proprio i delegati del Carroccio determinati a mantenere il simbolo e a ricandidare Robbiani. Le versioni per quanto apparentemente in contrasto possono rientrare in un quadro di incomprensione dovuta alla posta in gioco. Tanto che, arrivate le tre e mezzo del mattino si era deciso di ritrovarsi qualche giorno dopo per riprendere le trattative su basi più mediate. Invece il 3 febbraio giungeva alla redazione di merateonline il comunicato ufficiale della candidatura di Andrea Massironi, sottoscritto da Sellitto, Tomalino, Spezzaferri, Zanmarchi e Vivenzio, tutti oggi ricandidati nella lista “Più merate”. Fu quella la mossa senza ritorno. Massironi prima di sciogliere la riserva aveva chiesto/preteso un atto di fiducia incondizionato volendo con ciò ufficializzare la rottura con Andrea Robbiani. I cinque firmarono e non sapremo mai se qualcuno a distanza di settimane e dopo colloqui informali con gli ex alleati, si pentì di quella mossa. Di certo ognuno se dovessimo interpellarli dirà la classica frase: rifarei tutto. Ma non ne siamo troppo sicuri. Il programma della lista civica conferma che il lavoro della Giunta uscente è stato condiviso da tutti; dunque è sul piano personale che si sono incrinati i rapporti. Forse qualche ambizione di troppo: Robbiani non ha ritenuto di dover fare un passo indietro, pure comprensibile all’interno di una coalizione; Massironi si è lasciato tentare da un’avventura vissuta da tutti i suoi vecchi amici della democrazia cristiana. Chiedere a entrambi il passo indietro per favorire una candidatura unitaria per quanto ragionevole fosse la richiesta si scontrava con due individualità forti, sostenute da colonnelli indefessi. Pronti tutti a finire sui banchi dell’opposizione, fedeli come legionari dietro i propri centurioni, piuttosto che voltare le spalle al generale. Il bello è che si verificherà molto probabilmente ciò che elementi moderati dello schieramento di Massironi auspicavano come possibile via d’uscita: la candidatura di Massimo Panzeri a sindaco. Finirà così: Andrea Robbiani ha 9 probabilità su 10 di essere candidato alle Europee. Lo deciderà in via definitiva il Federale della Lega nella seduta dell’11 aprile. Quindi in campo scenderà l’attuale assessore ai Lavori Pubblici, stimato e benvoluto dagli assessori massironiani. I quali ora – come accade quando la coppia scoppia – combatteranno più ferocemente il collega di quanto non faranno nei confronti dello schieramento di centrosinistra. Che osserva i litiganti, con un sorriso beffardo.
Claudio Brambilla
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