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Scritto Giovedì 27 marzo 2014 alle 22:07

Calolzio: fece sfigurare con l’acido il rivale in amore, imprenditore condannato a 10 anni

Il tribunale di Milano
Dieci anni di carcere. Questa la condanna pronunciata presso il Tribunale di Milano nei confronti di F.R., imprenditore residente a Calolziocorte e titolare di un’azienda con sede a Brivio ritenuto responsabile di stalking, lesioni e danneggiamento nei confronti di A.M., consulente finanziario 49enne a cui è stata riconosciuta quest’oggi una provvisionale di 500.000€ quale risarcimento dei danni fisici e morali patiti. L’uomo è stato infatti sfigurato con dell’acido solforico il 21 settembre 2009. Si trattò di atto di violenza giunto al termine di una serie di episodi verificatisi nei mesi precedenti, tra cui telefonate persecutorie, sms di minacce e gomme dell’auto tagliate. A causa dell’aggressione A.M. ha perso l’uso di un occhio ed è stato sottoposto a diverse operazioni chirurgiche per risolvere i danni provocati dalla pericolosa sostanza chimica gettata sul suo volto.
Il mandante di tutto questo, da quanto è emerso nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giancarla Serafini, sarebbe l’imprenditore lecchese che avrebbe agito per gelosia. Egli infatti non aveva accettato che la sua ex moglie avesse allacciato una nuova relazione con A.M. e aveva assoldato un gruppo di “mercenari” residenti in Provincia di Lecco, Bergamo e Monza e Brianza per mettere in atto la sua terribile vendetta personale.
La stessa moglie dell’imprenditore milanese era stata in un primo tempo ritenuta responsabile per i gravi fatti subiti dall’amante, per poi essere assolta con rito abbreviato. Annullata in appello anche la condanna a 5 anni e 10 mesi di un altro presunto complice del lecchese.
Egli quindi è risultato essere l’unico mandante – e vero responsabile – della terribile violenza nei confronti di chi aveva rubato il cuore delle sua compagna.
L’Ansa riporta una dichiarazione dell’uomo sfigurato, al termine del processo: “Mi sento peggio di prima perché nessuno esce vincitore da questa vicenda, due famiglie sono state distrutte, hanno perso tutto e io ho perso la salute, il lavoro, la vita” ha spiegato. L'uomo, che ora vive con la ex moglie del condannato, ha ricordato di essersi sottoposto a ben 23 interventi chirurgici a seguito di quell'aggressione del 21 settembre 2009. “Due famiglie hanno perso tutto, gli affetti e tutto il resto e per che cosa? Per la gelosia?” ha aggiunto e poi parlando dell'imprenditore condannato ha affermato: “Spero che lui abbia capito l'errore e ci lasci in pace”. Il legale della vittima, l'avvocato Annarita Augimeri, ha spiegato, però, che “oggi è il primo passo, perché il colpevole è stato individuato e condannato ed è stato riconosciuto un risarcimento”.
Inoltre, ha chiarito il legale, “sono state trasmesse alla Procura le presunte false testimonianze di quelle persone che F.R. avrebbe cercato di manipolare o con minacce o con soldi”. Esse saranno dunque probabilmente ancora oggetto di indagine.
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