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Scritto Giovedì 27 febbraio 2014 alle 18:39

Merate: si apre la mostra del grande illustratore Mario Uggeri

Una mostra per ricordare Mario Uggeri, ultimo grande illustratore di quotidiani, settimanali e riviste. Aperta  da oggi nello spazio ARTEe20 di piazza Prinetti, la  kermesse verrà inaugurata alle 18 di sabato 1 marzo da Elisabetta Parente, critico d'arte, e dalle testimonianza di amici meratesi.


Con Capitan Coviello e Tommy River, Mario Uggeri ha fatto sognare milioni di ragazzini che adesso hanno i capelli bianchi. Non solo. Sulla "Domenica del Corriere", della quale è stato l'ultimo grande illustratore, ha raccontato i momenti più tragici e spettacolari della cronaca italiana e mondiale. Dalla morte di Kennedy e Pasolini, al successo di Mina al terremoto del Friuli, fino al rapimento di Aldo Moro. Senza dimenticare i Fatti Vita su "Famiglia Cristiana", o le tavole disegnate per "Daily Mirror e "il Sunday Express", i quotidiani italiani e internazionali, "Amica" e altri settimanali.  

Nato a Codogno, una vita a Milano nelle redazioni dei grandi giornali, nel 1994 Mario Uggeri si era trasferito a Merate, in piazza Vittoria, la più antica della città. Dove l'8 marzo 2004, in una giornata di pioggia e neve, se n'era andato. Per salutarlo aveva voluto come colonna sonora "La sonata dell'imperatore" di Beethoven, pezzo che Uggeri amava moltissimo.

Per ricordarlo nel decennale della morte, ARTEe20, Pro Loco Merate e Scuola di musica San Francesco gli dedicano ora una mostra in locandina dal 27 febbraio al 16 marzo nel nuovo spazio artistico di piazza Prinetti. Ad inaugurarla ci sarà anche Pina Mazzola, moglie di "Mariett" come era solita chiamarlo. Accanto a lei Gloria e Beatrice, amatissime figlie. A presentarne la figura sarà invece  Elisabetta Parente, storica dell'arte, consulente del museo del fumetto di Milano.

Nelle sale, le strisce di Rochy Rider, fumetto western formato album tascabile, e vent'anni di cronache, non solo  italiane. "Spesso disegnate con ore rubate al sonno - ricorda la moglie. "In quella sulle Brigate Rosse, si era rappresentato anche lui" dice invece Gloria.


Originario di Codogno, nel lodigiano, dove era nato il 17 febbraio 1924, studi di perito nella sua città, Uggeri era destinato ad una vita in fabbrica. "Avrei dovuto fare il perito industriale - ci aveva raccontato in uno dei tanti incontri nella casa cenacolo di artisti, poeti, giornalisti - durante la guerra venni fatto prigioniero. Nel campo di sterminio di Dachau mi ammalai ai polmoni. Tornato in Italia dovetti rimediare un  altro lavoro. Disegnare mi piaceva. Un amico aveva tentato, senza fortuna, un concorso per illustratore. Ci provai anch'io,. Venni assunto. Prima con Torelli. Dal 1949 a Universo. Disegnavo Rochy Rider. I testi erano di Mino Milani. Tentai anche con l'Audace di Bonelli, il papà di Tex.

Il personaggio si chiamava Yuma Kid, ma non era nelle mie corde".

Arrivano gli anni sessanta. Giovanni Mosca lo vuole al "Corriere dei Piccoli". Uggeri disegna anche per il "Corriere di informazione", "Tribuna Illustrata" e la "Gazzetta dello Sport". "Il poster di Coppi è suo" ricorda la signora Pina. Alla "Domenica del Corriere" arriva Guglielmo Zucconi, poi direttore de "Il Giorno". E' con lui che il settimanale comincia a registrare la novità rappresentata dalla televisione. Scoperto da Dino Buzzati, Uggeri e accanto a Walter Molino, del quale, nel 1964, prenderà poi il posto nell'illustrazione della copertina.


Persona di grandissima umanità ("conoscerlo è stato un privilegio" diceva ieri Pinuccia Maternini) era molto schivo e non amava apparire in primo piano. Poche le mostre sui suoi lavori. La prima risale al maggio 2001. Nell'ottobre 2002 il Comune di Codogno, sua città natale, gli aveva dedicato la rassegna. Nell'aprile 2004, un mese dopo la sua morte, una grande mostra sul fumetto aveva esposto, alla Rotonda della Besana in Milano, le strisce più conosciute.

In ricordo del marito il 7 dicembre 2006, Pina Mazzola ha ricevuto dalle mani del sindaco Battista Albani, il diploma e la medaglia d'oro di cittadino benemerito.



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Sergio Perego
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