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Scritto Sabato 13 novembre 2010 alle 23:21

IL SINDACO VIETA  ALLE AUTO ''IL TAGLIO'' DELLA EX 36 MA ''DIMENTICA''  UN  SALTO  DI  CORSIA IN PIENA CURVA


La sua parola d'ordine è stata "massima sicurezza lungo la ex strada statale 36" oggi di competenza e responsabilità municipale e gli uffici hanno adempiuto. E così ai provenienti da Calco  è stato vietato l'accesso a Merate  da via Terzaghi, confermato il divieto di svolta in ingresso lungo via Annunciata ( residenti esclusi ), lungo via Brianza e lungo via Garibaldi. Monopattini, biciclette, camion, auto e  moto devono scendere fino alla rotonda  del Ceppo e da li immettersi nella trafficata viale Verdi o risalire  verso Calco per entrare nelle vie vietate a chi da Calco scende.
Questo scudo protettivo ha però una falla grande come una casa anche se percentualmente poco frequentata. Una falla che è stata decisa tanto tempo fa per ragioni poco comprensibili e che costituisce un pericolo potenziale. La domanda - che speriamo il sindaco valuti sufficientemente intelligente da prendere in considerazione - è la seguente: "questa falla la si lascia aperta per convinzione o per distrazione"?
Ecco di che si tratta.


Gli automobilisti che scendono da Sartirana lungo viale Montegrappa o salgono da Merate lungo via Frisia o via San Francesco se si immettono nel senso unico discendente che interessa la parte bassa del viale delle Piramidi (quella, per intenderci, che sbocca sulla ex statale 36 accanto all'area di svago per i cani) si trovano davanti a due opzioni perfettamente indicate dalle frecce bianche orizzontali: possono svoltare a destra, immettersi sulla strada e prendere la direzione  Lecco, oppure possono svoltare a sinistra e, previa stop, possono immettersi sulla ex statale 36 e prendere la direzione Milano. Per farlo devono scavalcare, in curva, la corsia contraria. In altre parole e in barba alla sicurezza invocata dal sindaco tagliano la carreggiata creando due possibilità di incidente: lo scontro frontale o il tamponamento da tergo. Si dirà che questa anomala facoltà di immissione sulla ex statale è riservata a pochi (a chi?) e altrettanto poco usata. Ma basta un solo uso improprio per provocare un incidente. Rimane il fatto che questa disciplina di immissione sulla strada incrina la tanto declamata volontà sindacale di imporre l'uso delle rotonde come strumento unico di inversione di marcia o di taglio della carreggiata.
E allora, a maggior ragione dopo l'imbarazzante e scortese scambio verbale tra attuale e precedente sindaco verificatosi giovedì sera in Consiglio Comunale sui poteri taumaturgici delle innovazioni viabilistiche è doveroso riproporre la domanda "questa falla la si lascia aperta per convinzione o per distrazione"? Perché tutti divieti tranne uno?
Alberico Fumagalli
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