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Scritto Sabato 01 febbraio 2014 alle 14:17

Asl: continuità assistenziale e gestione dei cronici nel Documento di programmazione

Sono sette i macro obiettivi che coinvolgeranno l’Asl nel prossimo triennio. Essi riguardano in particolare l’accessibilità ai servizi, la personalizzazione delle cure e la gestione del paziente cronico da parte del medico di medicina generale, la trasparenza e la semplificazione nelle attività di prevenzione e una nuova offerta di servizi in campo sociosanitario (centro per la famiglia).

Il dg dell'Asl Enzo Lucchini

Questo, in estrema sintesi, il contenuto “rivolto al futuro”, del Documento di programmazione e coordinamento dei servizi Sanitari e Socio-Sanitari per l’anno 2014 presentato, con notevole “stitichezza” dai dirigenti dell’Asl lecchese nel corso della Conferenza dei sindaci tenutasi nella serata di martedì 28 gennaio. Dinnanzi a una platea composta da un discreto numero di primi cittadini (o loro delegati) nonché di rappresentanti del terzo settore, delle strutture sanitarie accreditate e delle rappresentanze sindacali, gli interventi al microfono sono stati così contingentati nei tempi da ridursi alla semplice lettura delle sintetiche slide proiettate per riassumere gli esiti della programmazione 2013 e i progetti strategici nonché gli obiettivi di sistema per l’anno in corso (si clicchi qui per visualizzarle).

Prima di passare il microfono al direttore generale Asl Enzo Lucchini, il presidente della conferenza Guido Agostoni, “forte” del fatto di essere ormai arrivato a fine mandato, essendo destinato a decadere il prossimo maggio con le elezioni comunali, non ha mancato di sottolineare le “imperfezioni” che caratterizzano la presentazione di tale Documento, dovute anche a ragioni tempistiche. “Questo non sempre è un momento produttivo” si è spinto a dire, sottolineando in ogni caso come “questo è comunque un momento di scambio con i dg dell’Asl e dell’Azienda Ospedaliera”. Seduto infatti al tavolo dei relatori oltre al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale anche il suo omologo, Mauro Lovisari  a cui è stata lasciata la parola sul finire della serata per illustrare anche gli obiettivi fino ad oggi raggiunti dall’Azienda Ospedaliera e quelli tracciati per le prossime annualità.

Da sinistra Felice Baio, Mauro Lovisari, Enzo Lucchini, Guido Agostoni

Evidenziando fin da subito come la redazione della bozza del Documento di programmazione e coordinamento sia un passaggio di un percorso articolato che vede il coinvolgimento di operatori e portatori di interessi, il dottor Lucchini nella sua introduzione ha focalizzato la sua attenzione su due linee guida: “passare da una medicina di attesa a una di aspettativa” e il concetto di prendersi cura ovvero “passare dall’ansia della prestazione all’ansia della rete, spostare cioè l’attenzione dall’offerta che fino ad oggi ha modulato la domanda alla qualificazione della domanda stessa perché è dal profilo della domanda che si dovrà organizzare l’offerta”.

I relatori che si sono alternati al microfono

Primo ad entrare nel merito della trattazione è stato il dottor Limonta, alla testa del Dipartimento Programmazione Acquisto e Controllo chiamato ad elencare gli obiettivi conseguiti nel 2013 in ambito sanitario. Meritevole di attenzione la prosecuzione dell’esperienza dei Creg che ad oggi coinvolge 75 medici di medicina di base e 12.000 “persone reclutate” per dirla con l’espressione scelta dal dirigente che ha così parlato di un “consolidamento in termine di numeri e di qualità degli interventi” già conseguito lo scorso anno e a cui si mira anche per il 2014, anno per cui è stata confermata la continuazione del progetto. Sempre rimanendo nell’ambito della gestione della cronicità, nel 2013, per quanto attiene la continuità delle cure alla persona fragile si è puntato sulla rete locale delle cure palliative prevista dall’ex dgr 4610/12 con continuità assistenziale e presa in carico multidisciplinare e sulla collaborazione Asl-Ao per assicurare la presenza di pediatri legati alla prima realtà all’interno delle strutture ospedaliere specialmente nel fine settimana o in momenti di particolare bisogno.

Nella sfera delle cure primarie, è stata ampliata l’offerta delle prestazioni erogate dai medici di famiglia, sempre più spesso “associati” tra loro ed è salito al 66,9% la percentuale di prescrizione di farmaci a brevetto scaduto.
In crescita, e siamo passati al capito “assistenza specialistica”, il numero di posti letto per sub acuti disponibili in provincia, saliti da 26 a 36 (con il coinvolgimento anche di strutture extra Ao) seppur siamo ancora lontano ai 55 previsti da Regione Lombardia. E’ stato inoltre completato il progetto per la creazione di ambulatori per codici minor al Manzoni come al Mandic mentre si è intervenuti per tagliare i tempi di attesa con l’acquisto di 10mila prestazioni extra per tamponare le emergenze riscontrate nella prenotazioni di svariate prestazioni (si veda  http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=38864&origine=1).

Nel corso degli ultimi due anni, in provincia di Lecco si è avuto un’impennata di posti letto accreditati nelle Rsa (+170) con l’Asl che, nel 2013, ha compiuto un’analisi delle rette di tali strutture volta a “stabilire cosa c’è concretamente all’interno di tali cifre e dunque quali siano i servizi di base e quali quelli aggiuntivi” come spiegato dal dottor Riva chiamato a relazionare circa gli obiettivi conseguiti nell’ambito sociosanitario dove particolare attenzione è stata dedicata anche alla questione Hospice, ente sul quale la conferenza dei sindaci stessa aveva chiesto un approfondimento specifico. Svariati poi gli obiettivi relativi “alla famiglia” e al “sistema di servizi alla persona fragile”. Anche qui si è tornati quindi sul concetto di “presa in carico e continuità assistenziale: “dobbiamo essere in condizione di coprire dall’acuzie al ritorno a casa senza che vi sia soluzione di continuità” ha spiegato il relatore in riferimento anche al riordino della riabilitazione con la necessità di “individuare percorsi di cura progressivi” e introducendo i nuovi “centri per la famiglia” come punti di snodo anche per quanto attiene la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.
Ai dottori Gattinoni, Giupponi e Giorgeri, è toccato invece il compito di sintetizzare “in spot” i setti progetti speciali 2014:
- ACCANTO AL MALATO FRAGILE E ALLA SUA FAMIGLIA. CURE INCENTRATE SUI BISOGNI
Risposte nuove per adeguare le cure ai bisogni di una popolazione di malati sempre più anziani
- PERSONALIZZARE ED INCREMENTARE L’OFFERTA DI PRESTAZIONI SPECIFICHE DI PRIMO LIVELLO DELLE CURE PRIMARIE
Gestione del paziente cronico
- PIU’ QUALITA’ NEI SERVIZI EROGATI
Assicurare agli stakeholder una maggiore qualità di servizi tramite l’estensione a tutta l’azienda dell’approccio per “processi”
- BUROCRAZIA “NO GRAZIE!”
Semplificazione e trasparenza nelle attività di prevenzione
- FAR CRESCERE INSIEME LA QUALITA’ DEI SERVIZI SOCIOSANITARI
Riorganizzare l’offerta dei servizi per una presa in carico integrata dalla domanda
- GENITORI SI NASCE!
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A.M.
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