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Scritto Giovedì 26 ottobre 2006 alle 18:52

Appello agli Amministratori
salviamo l`acqua pubblica

Salviamo l`acqua pubblica in Lombardia.Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull`Acqua25 ottobre 2006. Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull`Acqua ha lanciato un appello agli amministratori locali per la mobilitazione contro la legge regionale sui servizi pubblici in Lombardia Questo Appello ? rivolto in particolare a tutti i consiglieri comunali e provinciali della Lombardia, ai sindaci e presidenti di province lombarde, all`Unione delle province lombarde (Upl), ma anche agli eletti di tutte le istituzioni locali italiane, in quanto riteniamo che quanto ? in gioco in Lombardia peser? su tutta la politica nazionale in materia di gestione dei servizi idrici. Con questo Appello, come Contratto Mondiale sull`Acqua chiediamo a tutti di esprimersi, far conoscere la propria opinione, prendere impegni coerenti con quanto sostenuto in molte occasioni e con quanto si va affermando nel Governo nazionale. L`informativa.Con l`ultimo atto del Consiglio dei Ministri, che ha impugnato per incostituzionalit? la legge della Regione Lombardia n. 18/2006 sui servizi pubblici locali, si fa un ulteriore passo verso l`affermazione della natura pubblica del servizio idrico italiano, sia nella propriet? che nella gestione.
E` bene elencare i passi fatti finora dalla coalizione governativa: - L`affermazione scritta nel programma elettorale dell`Unione che l`acqua ? pubblica nella propriet? e nella gestione.

- La proroga al 31 Dicembre 2007 della scadenza posta dalla legge nazionale per l`affidamento dei servizi idrici a livello di Ato.

- Il disegno di legge c.d. Lanzillotta che esclude le reti e il servizio idrico dalle liberalizzazioni.

- L`impugnativa alla legge regionale della Lombardia.

Se le parole hanno un senso, questi atti vanno tutti in un`unica direzione, quella di sottrarre l`acqua alle privatizzazioni, anzi: con quanto detto e scritto dalla maggioranza si pu? dire che nel nostro paese ? fatto divieto di ricorrere alla gestione privata dei servizi idrici. Ma siccome la legge lombarda va in tutt`altra direzione e non verr? fermata dall`impugnativa dei Ministri, si viene a creare nel nostro paese un pericoloso precedente, si palesa una complessa situazione legislativa, una macroscopica incertezza del diritto per tutti gli enti locali e per tutti i cittadini su una materia di principio, come quella della natura giuridica di un bene comune e di un diritto imprescrittibile come l`acqua e i servizi che ne garantiscono l`accesso.
Due parole sulla legge regionale della Lombardia.La legge lombarda obbliga gli Ato provinciali a privatizzare i propri servizi idrici attraverso la messa a gara obbligata del servizio di erogazione. Concepita in sordina, nella calura del fine luglio-inizio agosto, mesi degli agguati istituzionali, nella regione economicamente pi? importante, la legge prospetta colossali fusioni societarie tra Spa a capitale pubblico e private: Aem, Mm, Asm, Amsa, ecc..., ? perci? un qualcosa che viene calato come un maglio sui percorsi legislativi in atto a livello nazionale, con il duplice intento: di vanificare i passi intrapresi finora dal governo dell`Unione e creare un colossale precedente per tutta l`Italia. Con quanto scritto nella legge regionale si pu? dire che in Lombardia ? fatto divieto di ricorrere alla gestione pubblica dei servizi idrici. Un bel contrasto con quanto matura a livello nazionale La legge perci? si presenta come una pesante offensiva politica delle multiutility italiane: Acea, Hera, Asm, Amga e internazionali: Suez, Vzolia, delle banche: Intesa, Fideuram (quella che si ? comprata la pubblicit? su tutti i maggiori giornali italiani per dire che l`acqua sar? il business del futuro prossimo), Monte dei Paschi di Siena e dei soliti affaristi all`italiana Caltagirone e soci.La legge ? incostituzionale e in palese contrasto con la legge Galli e con le modifiche introdotte con le finanziarie al Testo Unico sui servizi locali. E in generale ? in contrasto con tutta la legislazione nazionale ed europea esistente, dal momento che non vi ? alcuna altra norma che obbliga ad andare a gara per privatizzare. I contrasti di legittimit? e costituzionalit? della legge lombarda si sostanziano in almeno tre questioni di fondo: 1) L`invenzione dell`erogazione.Illecita ed incostituzionale ? l`introduzione di tale concetto. E` fatta al solo scopo di aggirare tutte le legislazioni esistenti, le quali pur essendo fortemente caratterizzate in senso liberista, non obbligano mai alla privatizzazione, ma nella peggiore delle ipotesi parlano di propriet? pubblica e di affidamento della gestione che pu? avvenire secondo tre modalit?: con gara che privatizza totalmente, con gara che privatizza almeno il 40 per cento del pacchetto azionario o con societ? totalmente pubblica attraverso l`affidamento "in house". Tutte le regioni italiane nel legiferare si sono mosse dentro questi vincoli nazionali. Invece la Lombardia, unico caso al mondo, accanto alla propriet? e alla gestione, si inventa una ulteriore divisione, quella dell`erogazione del servizio che, a detta della Regione, pu? e deve essere esclusivamente privata. La sottile differenza tra la gestione e l`erogazione del servizio, ? un incredibile mistero. Siamo quindi di fronte ad un vero e proprio imbroglio. 2) L`obbligatoriet? alla privatizzazione.Illecita ed altrettanto incostituzionale Nessuna regione pu? obbligare gli Ato a privatizzare i servizi idrici, limitandone i poteri, e non pu? porsi in contrasto con la legge nazionale. Invece la Regione Lombardia fa obbligo a tutti gli Ato provinciali di mettere a gara l`erogazione, fatto salvo per l`Ato della citt? di Milano. Un attacco diretto oltretutto a quegli Ato, come quello della provincia di Lodi, che hanno espresso chiaramente la volont? di gestire in house il proprio servizio idrico. 3) La questione di Milano citt?.La legge regionale lombarda fa una deroga all`obbligatoriet? solo per l`Ato della citt? di Milano e questo per il semplice fatto che nel disegno di Letizia Moratti e di Formigoni, il servizio idrico della citt? deve essere privatizzato non tramite gara ma tramite assorbimento di Mm (dove sta parcheggiata l`acqua) da parte di Aem. Il problema posto dall`iniziativa della Regione Lombardia va quindi al cuore di un problema che ? costituzionale e di cultura giuridica. Pone la questione: l`acqua, il diritto al suo accesso, le modalit? con le quali vengono garantiti questo diritto e determinati i suoi costi e a chi sono a carico, ? questione nazionale e costituzionale che riguarda l`eguaglianza dei cittadini italiani? Oggi anche in virt? del colpo di mano lombardo, siamo in presenza della pi? totale disparit? e indeterminatezza. Perch? ad una legislazione gi? confusa si sovrappone una interpretazione del federalismo e della modifica al titolo V della Costituzione che d? alle regioni poteri in materia di servizi idrici. Ma se questa fosse la vera interpretazione, la legge Galli non avrebbe pi? alcun valore e nemmeno il Testo Unico degli enti locali, risulterebbe del tutto inutile il disegno di legge Lanzillotta, del tutto impossibile per l`Italia formulare una posizione nazionale in seno alla Ue e al Parlamento Europeo in merito ai servizi pubblici privatizzabili da sottoporre alla direttiva Bolkestein. E d`altro canto tutte le altre leggi regionali sono state concepite nel rispetto della legge Galli e del Testo Unico, anche dopo la modifica del Titolo V della Costituzione. La stessa legge regionale lombarda ha dovuto inventarsi l`erogazione per by-passare le leggi nazionali. La realt? ? che siamo in presenza di una assurda e anarchica confusione legislativa e in materia di principi costituzionali, di leggi quadro nazionali, che dovrebbero orientare il nostro paese sulla natura giuridica del servizio acqua. La natura economica e privata (cio? che "priva" di un diritto collettivo) o la natura pubblica e garantita del diritto naturale ad un bene comune come l`acqua potabile, ? questione di principio che riguarda l`intero territorio nazionale, pena la perdita di una identit? nazionale, la possibilit? del nostro paese di esprimere posizioni politiche nelle sedi internazionali: della Ue, della Banca Mondiale, in merito ai negoziati del Wto. Conclusioni. L`escalation delle contraddizioni iniziate con la legge Galli sono ormai arrivate nel concreto delle scelte locali all`ingestibilit? e si scontrano con la volont? espressa dal Governo attuale. La legge della Lombardia rischia di far naufragare ogni certezza del diritto in tutto il paese. Alcune proposte per la discussione Il problema del che fare. Mettere ordine nelle scelte di principio sull`acqua, questo si pone ormai come esigenza improrogabile. Per prima cosa ci chiediamo se non ? il caso di rivedere il federalismo da apprendista stregone, del titolo V della Costituzione che sta creando non pochi disastri. Il presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti ha parlato di modifiche, lo prendiamo in parola e in particolare per quanto riguarda l`acqua e il servizio idrico. Inoltre chiediamo a tutti gli eletti nelle istituzioni locali lombarde, in particolare a quelli della provincia di Milano, di non stare pi? in questo inspiegabile silenzio. Fatevi sentire, finora solo la Provincia di Lodi si ? fatta sentire in maniera chiara. Con questo Appello Vi chiediamo due impegni:

1) Vi chiediamo di aderire e di aiutarci a raccogliere le firme sulla proposta di legge d`iniziativa popolare sull`acqua, elaborata dal Forum dei Movimenti per l`Acqua ( www.acquabenecomune.org ).

2) Pi? nello specifico per la Lombardia, Vi chiediamo di aprire la discussione nei Vostri Consigli Comunali e Provinciali sulla possibilit? di abrogazione della legge regionale lombarda n. 18/2006. In base allo Statuto regionale ? sufficiente che a richiederlo siano 50 consigli comunali o 3 consigli provinciali.Due impegni molto semplici, ma in linea con quanto detto e scritto dall`Unione.

Emilio Molinari (presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull`Acqua)

Le adesioni vanno inviate a: info@contrattoacqua.it , indicando nell`oggetto: APPELLO PER L`ACQUA PUBBLICA IN LOMBARDIA, specificando cognome, nome e carica ricoperta.

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