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Scritto Lunedì 18 novembre 2013 alle 16:10

Lecco: l'Ao celebra la 'Giornata mondiale della prematurità' La struttura del dottor Bellù 'fiore all'occhiello' del Manzoni

Il dottor Roberto Bellu
Raccontare, sensibilizzare e far conoscere la realtà dei parti prematuri: questo l’obiettivo dell’open day organizzato domenica 17 novembre, Giornata Mondiale della Prematurità, dall’Azienda Ospedaliera lecchese.
“Quella dei parti prematuri – ha illustrato Roberto Bellù, direttore del  reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale Alessandro Manzoni – è una realtà specifica ma diffusa: circa il 7/8% delle nascite è infatti pretermine”.
Solo nel 2012, 300 bimbi sono nati prima della 37esima settimana di gravidanza. Tra questi sono stati 50 i parti “gravemente prematuri”, ovvero i bambini nati al di sotto dei 1500 grammi di peso, che sono stati seguiti dall’equipe di neonatologia lecchese. Numeri importanti dovuti anche al fatto che l’Ao del gd Mauro Lovisari è punto di riferimento anche al di fuori della provincia: al Manzoni arrivano infatti anche mamme da tutta la Valtellina, dalla Brianza e dall’erbese.
Proprio per questo motivo si è puntato molto anche sull’assistenza durante il trasporto delle gestanti e dei loro neonati: dal 1992 ad oggi sono stati 1500 i trasporti “speciali” compiuti, con 150 mila chilometri totali percorsi. Sia tramite ambulanza che, nei casi che lo richiedevano, trasportando i neonati nelle incubatrici addirittura in elicottero, grazie alla collaborazione con l’elisoccorso di Como e con l’ospedale Niguarda che ha permesso di garantire la disponibilità di volo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

Un'immagine scatta in reparto

Numerose le persone che hanno voluto conoscere meglio questa realtà: future mamme ma anche molte famiglie che negli anni passati hanno dovuto affrontare una gravidanza difficile e hanno sperimentato la professionalità dell’equipe del dottor Bellù.

Sulla destra  Gisella Gatto

“Al centro delle nostre attenzioni c’è certamente il bambino – ha voluto sottolineare – ma anche la famiglia.  Per questo abbiamo organizzato questionari, incontri di gruppo, e momenti di scambio con i genitori che ci hanno permesso, attraverso i loro suggerimenti, di migliorar ulteriormente e concretamente il nostro lavoro e la nostra organizzazione".
Particolarità della struttura lecchese è che, a differenza di altre realtà, la terapia intensiva neonatale è accessibile in ogni momento della giornata dai genitori e anche dai fratellini del neonato.

Un modo, in momenti spesso colmi di apprensioni, ansie e timori, per far sentire la presenza e il calore della famiglia ai bambini degenti nelle incubatrici: “Favoriamo al più possibile la presenza ed il continuo confronto con la famiglia del neonato ricoverato - ha spiegato il primario - come elementi essenziali della cura”.
È stato inoltre possibile, sotto la guida della coordinatrice Gisella Gatto, visitare gli ambienti della struttura di terapia intensiva neonatale, che accoglie per tutto il tempo necessario i bambini nati prematuramente.

Altre immagini scattate durante la visita

Una struttura all’avanguardia dove i piccoli neonati sono seguiti con le tecnologie più adatte per rispondere alle loro particolari esigenze, cercando comunque di favorire un contatto diretto, pelle a pelle, con mamma e papà che possono accudire giorno e notte, con l’aiuto dei professionisti dello staff medico, i loro piccoli.
Dunque un reparto prezioso per le famiglie, per l’azienda ospedaliera e per tutta la cittadinanza, che è diventato uno dei 12 centri di riferimento della Lombardia.

Tanto che anche in questi giorni la terapia intensiva neonatale è al completo, con ben 20 bimbi curati e seguiti dai medici del Manzoni.
Paolo Valsecchi
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