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Scritto Domenica 17 novembre 2013 alle 11:01

Valgreghentino: l’Irpef cresce, la minoranza consigliare critica

193.895 € da “tenere” come avanzo per rispettare il Patto di stabilità, 103.000 € di trasferimenti tagliati a causa della spending review, l’Irpef aumentata per garantire 77.000 € di entrata necessari ad un bilancio definito dalla stessa amministrazione “difficile”.
Questi alcuni aspetti del previsionale di Valgreghentino discussi durante il consiglio comunale di giovedì 14 novembre, sul quale la minoranza si è espressa con voto contrario. L’assessore al bilancio Filippo Milani ha illustrato i conti comunali, spiegando la motivazione dell’aumento dell’Irpef. “Ci sono stati tagliati 103.000 € e 193.000 € dobbiamo preservarli per il patto, abbiamo fatto la scelta dell’Irpef per recuperare i 70.000 € che mettevano a rischio i servizi per i cittadini” ha spiegato l’assessore. “Calcolando che i contribuenti sono 2455, si tratta di un aumento di circa 31 € all’anno per ciascuno di loro”. Uniche note positive il recupero di 30.000 € in più da Ici e Tarsu non pagata e gli oneri di urbanizzazione cresciuti rispetto al 2012 di 18.600 €. Le idee per gli investimenti non mancano, ma sarà necessario che la situazione cambi per poterli promuovere. Alcune opere come l’insonorizzazione della mensa della scuola sono già state fatte, altre come l’impianto elettrico per l’area ex Granimarmi sono da effettuare.
Il vice sindaco Sergio Brambilla ha sottolineato come “nonostante i tagli e i problemi finanziari i servizi sono stati mantenuti, e si lavora a un fondo di solidarietà per i lavoratori in difficoltà. Questo inoltre è il secondo comune in Provincia per donazione del cinque per mille, aiuti che vengono usati nel settore sociale”.
Critica la minoranza che, pur riconoscendo la difficile situazione paragonata ad una “battaglia tra poveri”, ha parlato di due "stangate" sull’irpef e i rifiuti. L’Irpef aumenta da 0,35 a 0,45% per un ISEE fino a 15.000 €, da 0,45 a 0,65% tra 15.000 e 18.000 €. Le altre tariffe rimarranno le medesime: tra 28 e 55.000 lo 0,78%, tra 55 e 75.000 lo 0,79%, oltre i 75.000 lo 0,80%.
Stefano Simonetti, portavoce della minoranza, ha sottolineato come “così si vanno a colpire soprattutto le fasce deboli. Le tasse sono alte e i servizi non adeguati, ma questo è un problema che va al di là del nostro paese. La “macchina Italia” costa troppo, ne derivano tasse per i contribuenti e difficoltà per chi governa”. La discussione è terminata con il voto contrario della minoranza.
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