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Scritto Lunedì 11 novembre 2013 alle 17:53

Abbadia: via alla perizia su pc e cellulari della famiglia Imberti. Il legale di Aicha richiederà per la donna una perizia psichiatrica

L'avv. Sonia Bova, legale difensore di Aicha
Il cellulare di Aicha, l'iPad e la macchina fotografica del marito Stefano, il computer utilizzato da entrambi. Il tecnico informatico Loris Calipari, consulente nominato dal pubblico ministero Cinzia Citterio, ha iniziato nella giornata di oggi, lunedì 11 novembre, la perizia sui dispositivi di proprietà della famiglia Imberti di Abbadia Lariana, distrutta dalla tragica morte del piccolo Nicolò ucciso il 25 ottobre con un fendente al cuore. I risultati saranno depositati entro il prossimo 27 dicembre, ed entro il 28 gennaio giungerà l'esito dell'autopsia sul corpo del piccolo. Sarà inoltre richiesta, da parte del legale difensore della donna, una perizia psichiatrica a suo carico.
Aicha Christine Eulodie Coulibaly, classe 1988 nativa della Costa d'Avorio, è stata fin dai momenti successivi a quella tragica notte la principale imputata per l'omicidio del figlio, che solo un mese dopo avrebbe compiuto 3 anni. A lanciare l'allarme poco dopo le 3 era stato il marito Stefano Imberti, che con il figlioletto ferito tra le braccia aveva bussato alla porta di alcuni vicini di casa per chiedere aiuto. Ma l'intervento disperato dei medici nulla aveva potuto per strappare alla morte il piccolo, e a seguito della convalida dell'arresto Aicha era stata condotta presso il carcere di Como, dove si trova in isolamento e sorvegliata a vista, per paura che possa fare qualche gesto autolesionista.  
L'avvocato Marcello Perillo è stato nominato per tutelare gli interessi del marito Stefano e della figlia più piccola Sara, anch'essa presente in casa al momento dei fatti.
La donna sarà invece difesa dal legale Sonia Bova, che chiederà per la mamma di Nicolò una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere quando il bambino è stato ucciso. "Chiederò che il dottor Mario Lanfranconi possa vedere la mia assistita in carcere, e che Aicha venga interrogata di fronte al Pubblico ministero" ha spiegato l'avvocato. "Farò richiesta di incidente probatorio affinchè il Gip predisponga una perizia psichiatrica che determini la sua condizione. Aicha è molto confusa in merito a quanto è accaduto quella notte. Ciò che è emerso finora è che si sentiva una madre inadeguata, e si trovava in difficoltà nell'accudire soprattutto il figlio più grande, molto vivace. A questo si aggiunge una condizione di depressione che può essere determinata da una sindrome post partum protrattasi diversi mesi dopo la nascita della seconda figlia, nonostante l'aiuto dei nonni e della zia paterna nell'accudire i bambini.  La donna era inoltre gelosa del marito, e dice di aver ricevuto messaggi sul suo profilo social network da parte di donne di cui non conosce l'identità". Proprio dai dispositivi elettronici avranno dunque inizio gli approfondimenti per cercare di capire cosa può aver condotto alla tragica fine del piccolo Nicolò. La perizia informatica dovrà essere depositata entro 45 giorni dal suo inizio, cioè prima del prossimo 27 dicembre. L'esito della perizia effettuata sul corpicino del bambino ad opera dell'anatomopatologo Paolo Tricomi giungerà invece entro il 28 gennaio 2014.
Da questi esami sarà possibile ottenere preziosi elementi per comprendere perché un bambino di 3 anni sia stato brutalmente assassinato nel cuore della notte.



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R.R.
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