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Scritto Giovedì 07 novembre 2013 alle 19:32

Lecco: 10 prelievi multiorgano nel 2013. 89 i donatori di cornee, 37 in tutto gli organi

Dall’inizio del 2013 14 persone sono state segnalate dall’Azienda ospedaliera della Provincia di Lecco (ospedali di Lecco e Merate) al centro interregionale di riferimento per i trapianti quali potenziali donatori di organi. Grazie al gesto generoso delle famiglie 10 di loro sono divenuti a tutti gli effetti donatori, e 37 loro organi (20 reni, 8 fegati, 4 polmoni, 3 pancreas, 2 cuori) sono stati trapiantati a qualcuno che ora può vivere una vita migliore, o è addirittura scampato alla morte.

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È stato il dottor Francesco Lusenti, coordinatore locale del Prelievo Organi e Tessuti dell’area lecchese, a illustrare l’importante attività che si svolge all’interno delle strutture sanitarie del nostro territorio.
Osservando i dati numerici, emerge come nell’anno in corso (i dati sono aggiornati al messe di ottobre) sono in calo sia il numero dei potenziali donatori che quello degli organi prelevati, mentre è in crescita il dato relativo ai donatori di cornee che hanno già superato quelli del 2011 e si avvicinano al dato 2012.


“Nel 2012 la nostra azienda ospedaliera ha segnalato al centro interregionale di riferimento (Nipt, Nord Italia Transplant Program) 17 potenziali donatori. Le segnalazioni sono pervenute dalla Neurorianimazione (12), dalla Rianimazione dell’ospedale Manzoni (4) e dalla Rianimazione del nosocomio di Merate (1). Di questi, 13 sono divenuti donatori effettivi donando 52 organi, per lo più reni, fegati, cuori, pancreas e polmoni” ha spiegato il direttore del Coordinamento. “Per numero di segnalazioni l’Azienda ospedaliera lecchese è ai primi posti tra quelle lombarde, e i numeri in calo derivano da cifre molto elevate, anomale e difficilmente eguagliabili, registrate nel 2011”.
Non tutti i potenziali donatori di organi segnalati al centro trapianti lo diventano. “Su 17 donatori segnalati nel 2012 e 14 da gennaio 2013 ad oggi sono stati 4, per ogni anno, a non divenire donatori effettivi. Tre di loro non hanno donato per l’opposizione dei congiunti, uno perché gli organi non erano idonei” ha spiegato Lusenti. “Gli ultimi tre casi di prelievo in ordine di tempo riguardano persone che hanno dato cornee, fegato e reni. Due fegati sono andati a Verona, altri organi all’Istituto Tumori. È prassi che l’equipe che effettua il prelievo sia la stessa che poi mette in atto il trapianto”.
Questo il quadro delle opposizioni alla donazione verificatesi negli ultimi tre anni:

Ha invece riscosso un crescente assenso la donazione delle cornee, che una volta prelevate vengono inviate alla “banca degli occhi” dell’ospedale S. Gerardo di Monza e da lì destinate ai pazienti in attesa. Il 14,19% delle persone decedute presso le strutture dell’azienda ospedaliera di Lecco ha accettato di donare le cornee, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti:


Tempistiche e modalità del prelievo dipendono dal tipo di organo che viene donato, ma ciò che precede l’operazione è una serie di passaggi uguali per tutti. Nell’ospedale in cui viene dichiarato il decesso (Lecco o Merate), una volta identificato il potenziale donatore, viene effettuo l’accertamento della morte con criteri neurologici (la durata del processo è di minimo 6 ore) e la verifica sia dell’idoneità della persona a divenire potenziale donatore, sia di quella dei suoi organi ad essere trapiantati. “Nell’azienda ospedaliera lecchese effettuiamo in autonomia prelievi di reni e cornee” ha spiegato Lusenti. “Il personale sanitario lavora autonomamente e in collaborazione con le equipe del trapianto che arrivano da ogni parte d’Italia per prelevare gli organi e trasportarlo nei centri trapianti, dove nel giro di poche ore le persone che ne hanno bisogno li riceveranno”. Una vera e propria “macchina” costituita da medici, infermieri, rianimatori, addetti alle analisi si mette in moto perché il tutto avvenga nel rispetto di precise tempistiche, fino all’incredibile risultato finale.

Il dottor Francesco Lusenti e il borsista Alessandro Dell'Oro

“I donatori lecchesi di quest’anno rientrano in una fascia di età media tra i 60 e i 70 anni, e sono deceduti per lo più a causa di emorragia cerebrale”
ha spiegato il dottor Lusenti. “Un valore salito negli ultimi anni, in concomitanza con il miglioramento nei presidi di sicurezza dei veicoli e delle protezioni che ha fatto calare le morti in giovane età dovuti a traumi. Questo però ha decretato una maggiore difficoltà nel reperire cuori sani, poiché molti presentano patologie e non possono essere utilizzati. In generale, eccetto il fegato, tra donatore e ricevente la differenza di età deve essere tra i 10 e i 20 anni in più o in meno”.
Grazie al gesto di 10 famiglie lecchesi, il dolore estremo della morte di un loro caro si è trasformato in speranza e nuova vita per tante altre persone.
Rosa Ripamonti
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