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Scritto Venerdì 01 novembre 2013 alle 21:12

Abbadia: sabato il funerale del piccolo Nicolò. Nuove indiscrezioni sulla notte dell'omicidio

Il piccolo Nicolò
Saranno celebrati nel pomeriggio di domani, sabato 2 novembre, i funerali del piccolo Nicolò Imberti, morto all'alba di venerdì 25 ottobre all'ospedale Manzoni di Lecco dove era giunto in condizioni disperate dopo essere stato raggiunto da un fendente che gli aveva provocato una profonda ferita cardiaca, risultata appunto letale nonostante il prodigarsi di ben cinque chirurghi schierati in sala operatoria. Come è noto, unica indagata per questo atroce gesto, ad oggi rimane la madre del bimbo, la venticinquenne di origine ivoriana Aicha Christine Eulodie Coulibaly. Interrogata nell'immediatezza dei fatti, la ragazza avrebbe ammesso le proprie responsabilità seppur poi, dinnanzi al giudice del tribunale di Lecco Massimo Mercaldo,  che ne ha convalidato l'arresto nella giornata di lunedì  28 ottobre, si sia avvalsa della facoltà di non rispondere. Trapelano però nuove indiscrezioni su quello che sarebbe avvenuto quella terribile notte nella casa degli Imberti, in via Giordanoni, nella piccolissima frazione Novegolo di Abbadia. Pare infatti che Aicha e il compagno Stefano, idraulico nativo di Mandello, siano stati svegliati nel cuore della notte dal pianto della loro secondogenita, Sara di appena 9 mesi. La mamma avrebbe quindi cercato di calmare la piccina, dimostrando però "durezza" nei suoi confronti. L'atteggiamento della donna avrebbe così spinto Imberti a "darle il cambio" prendendo lui stesso la bambina tra le sua braccia per cercare di placare il suo pianto. Sarebbe stato a quel punto che, per ragioni al momento ancora incomprensibili, la venticinquenne avrebbe raggiunto il suo Nicolò, 3 anni il prossimo 25 novembre, colpendolo con un solo, fatale, colpo al cuore. Nulla ha potuto il signor Stefano che, comprensibilmente in preda al panico, non ha esitato a buttarsi fuori da una finestra per uscire in strada e chiedere aiuto ai vicini con il corpicino del bambino stretto al petto. Anche la stessa Aicha, sarebbe stata vista in stato confusionale. Fortunatamente illesa la piccolina della famiglia: a scopo meramente precauzionale Sara è comunque rimasta ricoverata alcuni giorni presso il reparto di Pediatria, vegliata dal suo papà, stretto all'unico affetto che gli è rimasto. Domani, come dicevamo, la comunità di Abbadia tributerà l'ultimo saluto a Nicolò. Alla dottoressa Cinzia Citterio, titolare del fascicolo, il difficile compito di fare luce sull'accaduto. Al momento, sembrerebbero esserci solo supposizioni: la più accreditata, sembrerebbe essere quella del raptus di follia, con la gelosia di Aicha nei confronti del marito, alla base di un gesto tanto efferato.  Non si esclude dunque che la donna possa essere sottoposta a perizia psichiatrica e, come anticipato dal suo legale, l'avvocato Frigerio, nominato d'ufficio, trasferita dal carcere di Como (dove si trova attualmente) ad una struttura più "adatta" e dunque presso un ospedale psichiatrico giudiziario.
Tutta la vicenda e l'esatta ricostruzione delle cause e dell'accaduto dovranno comunque essere ancora ufficializzate dall'autorità competente.


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