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Scritto Martedì 29 ottobre 2013 alle 16:49

Il consiglio provinciale approva la fusione di Verderio. Il 1° dicembre ci sarà il referendum

Parere positivo del consiglio provinciale di Lecco sulla fusione dei comuni di Verderio Superiore e Inferiore: questo uno dei risultati della seduta di lunedì 29 ottobre. Un parere favorevole ma non vincolante, quello espresso in merito alla proposta sollevata dalle due giunte comunali e già accolta da Regione Lombardia, a cui il primo di dicembre seguirà la tappa forse più importante dell'iter di fusione: il referendum che vedrà i cittadini esprimere la loro opinione. La decisione dell'assise provinciale non sembrava  scontata, soprattutto vista la forte opposizione della Lega e, in particolare, dall'assessore provinciale alla Cultura nonché consigliere di minoranza a Verderio Inferiore, Marco Benedetti.


Ma andiamo con ordine. Il primo a prendere la parola è stato Giovanni Pasquini, il quale ha sottolineato come "già due volte nel 1993 e nel 2003, i cittadini di quei comuni si siano opposti alla fusione. Questa del referendum è stata una scelta effettuata esclusivamente dalle due giunte, senza una consultazione preventiva dei cittadini e delle minoranze. La fusione - ha proseguito Pasquini - non garantirebbe risparmi economici, se non qualche gettone di presenza. Prima di parlare di fusione, a mio parere si dovrebbe utilizzare lo strumento dell'Unione dei comuni". L'esponente leghista ha quindi proseguito elencando le testimonianze storiche che, a suo dire, certificherebbero che si tratta di due comunità ben distinte e separate che "neanche Mussolini è riuscito a riunire". Pronta è arrivata la risposta di Alessandro Pozzi (Sel): "la soluzione dell'Unione paventata da Pasquini - ha spiegato - si è dimostrata in questi ultimi anni un pasticcio amministrativo. Penso  quindi - ha proseguito - che la soluzione migliore, anche se molte volte dolorosa, sia la fusione". Per ribattere a Pasquini è intervenuto anche il consigliere Pd Ugo Panzeri, il quale ha evidenziato "come nel 2003 la maggioranza complessiva dei cittadini dei due paesi abbia votato favorevolmente alla fusione. La legge - ha continuato - prevede, però, che la fusione debba essere approvata a maggioranza in entrambi i comuni, cosa che non è avvenuta nella passata tornata".


La parola è quindi passata agli esponenti del Pdl, i quali hanno deciso di esprimersi per l'astensione, lasciando così la parola ai cittadini dei paesi interessati. Una scelta, questa, che ha portato a far prevalere la posizione delle minoranze, favorevoli alla fusione. Ci sono stati, infatti, 11 sì (Pd, Idv, Sel), 8 no (Lega e Udc) e 10 astenuti (Pdl - Fratelli d'Italia).
La palla passa, quindi, ai cittadini, che l'1 dicembre dovranno pronunciarsi tramite Referendum. Ultimo passaggio prima dell'eventuale fusione sarà, infine, la Regione, che dovrà prendere la decisione definitiva.
D.F.
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