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Scritto Venerdì 25 ottobre 2013 alle 18:10

Colico: ''evade'' dalla struttura protetta, condannato a 4 mesi

È stato condannato a 4 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali Fulvio C., per l’articolo 385 del codice penale, che punisce “chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade”. Come specifica il comma terzo, le disposizioni del capo di imputazione vengono applicate anche all’imputato che evade “essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in un altro luogo designato dal provvedimento”. I fatti risalgono al 2009 quando l’uomo si era allontanato da una struttura protetta in cui era stato inserito, a Colico. Stando a quanto emerso nel corso del procedimento penale a suo carico, svoltosi presso il tribunale di Lecco e conclusosi stamani, un litigio sarebbe stato il motivo del suo allontanamento. Una volta ritornato a casa, la sua famiglia lo aveva fatto ragionare e convinto dunque a costituirsi. Il pubblico ministero nel corso della precedente istruttoria aveva chiesto per lui la pena di un anno e sei mesi, riformulata poi oggi in nove mesi. Infatti, il capo di imputazione punisce oggi con una pena da uno a tre anni il reato in questione; fino al 26 novembre 2010, tuttavia, quando cioè è entrata in vigore la legge n. 199, la pena prevista per il reato era minore (da sei mesi a un anno) ed il fatto contestato all’imputato, riferendosi al 2009, rientra quindi in quest’ultima normativa. Da qui la riformulazione da un anno e sei mesi a nove mesi da parte del pm Giuseppe Pellegrino. Il giudice Enrico Marradi ha condannato l’imputato a sei mesi, ridotti poi a quattro e al pagamento delle spese processuali, applicando il quarto comma dell’articolo 385, che prevede una pena diminuita nel caso in cui l’evaso si costituisce in carcere, come appunto è accorso in questo caso.
S.T.
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