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Scritto Lunedì 21 ottobre 2013 alle 13:54

Beverate: nel nuovo libro di Don Luigi Oggioni tanti ricordi di vita, amicizia, fede e gioia

Foto di gruppo con l'autore

Fatti, sensazioni, ricordi e vivide realtà: il nuovo libro di Don Luigi Oggioni è stato presentato domenica pomeriggio nel salone dell'oratorio di Beverate di Brivio, e in tanti hanno voluto partecipare all'evento che come era facile da prevedere ha regalato molti momenti di allegria, di riflessione e di scambio, intorno a una materia tanto interessante quanto riservata: la vita di un prete. Raccontata in presa diretta. "Tutto quello che non sapete di Don Luigi Oggioni" - questo è il titolo della seconda fatica letteraria del sacerdote, portata a termine grazie alla collaborazione con l'amico scrittore Lionello Turrini - è infatti una interessantissima raccolta di testimonianze, di riflessioni e soprattutto di aneddoti prodotti dalle tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscere Don Luigi e di condividere con lui un tratto - più o meno lungo - di vita. Nel 2011 il sacerdote aveva dato alle stampe il volume "Un prete si fa raccontare" - arrivato presto all'ottava edizione - di cui questo secondo libro rappresenta in qualche misura la 'cornice'. Ricordi di amici d'infanzia, seminaristi ora anziani, compagni di oratorio, parrocchiani: ben un centinaio di persone hanno contribuito al contenuto della pubblicazione. Chi con poche righe, chi con intere pagine di ricordi carichi di emozione, portate a mano a Don Luigi o inviate via e-mail. Il ricavato della vendita del libro sarà interamente destinato ai lavori per la riqualificazione dell'oratorio di Santa Margherita.  


Don Luigi Oggioni, già parroco di Beverate, ora "residente" a Imbersago, non ha mancato di ringraziare, ma anche di stupire e di 'pizzicare' i tanti amici intervenuti alla presentazione del volume: "A mettermi al riparo dalla vanagloria - ha spiegato il sacerdote - ci pensano i miei confratelli: 'Ogni uselen fa 'l so strunzen' mi ha detto uno di loro quando ha saputo che era pronto il secondo libro sulla mia vita. Eppure continuo a credere che per un prete raccontare la propria vita sia un gesto di vero amore. Credo che faccia bene. A lui e agli altri. I miei confratelli del Decanato  leggeranno sicuramente questo libro. Senza dirmelo e senza ammetterlo. Preparando insieme al caro amico Turrini queste pagine ho avuto modo di ricordare e anche di rincontrare tante persone. Amicizie impolverate si sono risvegliate. Certo, avrei gradito un piccolo contributo, una piccola testimonianza anche da Don Nando Gatti, - parroco di Brivio, NdR - che solitamente è veloce di penna, ma non ha voluto... E devo rimproverare anche qualcuno dei parrocchiani per lo scarso 'sapore' del loro contributo... Perché nel libro ci sono io, certo, ma anche voi tutti! Con le vostre vite, con i vostri ricordi. Senza di voi non sarei stato niente. Solo ora mi accorgo che la vita non era mia. Solo ora mi accorgo che è stato il camminare al vostro fianco che ha dato un senso alla mia esistenza."   

Don Luigi con l'amico Lionello Turrini

E tra i tanti amici di Don Luigi un affetto particolare è riservato a Ines Carnevale, 'collaboratrice familiare' del sacerdote da decenni, che ancora oggi gli riserva le sue cure. "Oggi si dice 'collaboratrice familiare' ma quando l'ho conosciuta io, a quei tempi era la 'serva del pret', la 'perpetua', e così via. Ines è parte della mia vita. Sua madre, in punto di morte, ha promesso alla mia che Ines mi avrebbe assistito dovunque andassi. E così è stato. Cosa dire? E' una persona veramente speciale. Litigi? Ce ne sono stati, e sicuramente ce ne saranno. A certi matrimoni io stesso dico 'Piatti chiari, amicizia lunga'. A volte mi chiedo come facciano i pastori protestanti a mantenere il segreto della confessione con le loro mogli. Ricordo che alcune donne anziane quando venivano a confessarsi a volte mi sorprendevano. 'Cosa devo dire? - hanno provato a  dirmi - Ho già detto tutto alla Ines!'". 


I ricordi di cui il Don ha parlato nel pomeriggio di domenica a Beverate hanno riguardato anche aspetti intimi della propria vita, come il rammarico per non aver ricevuto un'adeguata educazione sessuale: "Allora le donne non sapevano parlare di certe cose. - ha spiegato il sacerdote - Mia madre stessa, dopo il pranzo del matrimonio, voleva tornare dai suoi genitori perché non sapeva cosa doveva fare una moglie... Non si sapeva nemmeno cosa fossero le doglie. Quando sono nato io mia madre si è presa un'infezione gravissima e la levatrice ha consigliato di appenderla per i piedi, a testa in giù, per farla guarire. Cose da pazzi. Per fortuna se l'è cavata lo stesso. Anche se da allora ha dovuto prendere tre o quattro pastiglie di analgesico ogni santo giorno."


Un lungo applauso ha salutato Don Luigi quando dal palco è sceso per partecipare al rinfresco organizzato per lui e per i presenti dai parrocchiani. Già al termine della presentazione il libro "Tutto quello che non sapete di Don Luigi Oggioni" è andato a ruba. In effetti promette di essere una lettura tutt'altro che noiosa.


Chi desiderasse ricevere una copia del libro - 10€, 191 pagine - può richiederla direttamente all'autore scrivendo a: Don Luigi Oggioni - Piazza S.Marcellino 6 - 23898 - Imbersago LC (Tel. 039.9920217).
Massimo Colombo
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