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Scritto Sabato 19 ottobre 2013 alle 17:11

Pescate: corteo ''amaro'' per il senso unico sul ponte, pochi partecipanti e lunghe code


Un corteo “amaro” lo è stato sicuramente, non tanto per i caratteristici dolci trasportati dagli amministratori di Pescate ad esprimere rimostranza contro il divieto della Questura di bloccare il traffico sul “terzo ponte” che porta a Lecco. Quanto per la scarsa partecipazione di persone (una ventina in tutto, ad esclusione di giornalisti e forze dell’ordine) che ha preso parte all’iniziativa  promossa dal sindaco Dante De Capitani nella mattinata di sabato 19 ottobre, per protestare contro il senso unico in uscita dal Ponte Azzone Visconti istituito dal comune lecchese. E molto amara è stata questa mattina anche la situazione degli automobilisti in viaggio in direzione del capoluogo di Provincia lungo la Sp72, rimasti intrappolati in una lunga coda che ha raggiunto lo stabile della Fonderia S. Martino di Olginate.


Stefano Simonetti e Dante De Capitani


Il “corteo degli amaretti”, come è stato ribattezzato in conseguenza della scelta di distribuire – ma non hanno potuto farlo – i biscotti agli automobilisti incolonnati, è iniziato con la spiegazione del sindaco Dante De Capitani del significato della manifestazione, prima di una serie di tre. “Abbiamo fatto grandi sforzi per mettere in sicurezza la strada che attraversa il paese, e ora una decisione assurda presa unilateralmente da parte del comune di Lecco causa il blocco del traffico. Oggi rappresento tutti i cittadini che vivono questo grande disagio, si tratta di un corteo amaro perché una decisione che passa sopra le nostre teste ha conseguenze gravi per il nostro paese. Andrò fino in fondo, con un corteo il 16 novembre e un altro il 7 dicembre”. Il primo cittadino pescatese avrebbe voluto bloccare lo vincolo del terzo ponte lecchese, ma la Questura ha permesso solo un tragitto tra la chiesa e la rotatoria di innesto.


A camminare lungo la Sp 72, accompagnati da uno stuolo di agenti Digos, di Polizia di Stato e Carabinieri, c’erano anche il vice presidente della Provincia di Lecco Stefano Simonetti, in veste di automobilista fruitore quotidiano della strada, una delegazione di Giovane Italia Lecco, il consigliere di minoranza lecchese Richard Martini (Pdl) e alcuni cittadini, tra cui compagna e figlio del sindaco.

Sulla destra i rappresentanti di Giovane Italia Lecco

“Faccio questa strada tutti i giorni e ho raccolto materiale foto e video di una situazione che si è aggravata molto” ha spiegato Simonetti. “Credo che i cittadini di Olginate, Garlate, Pescate e Malgrate vadano risarciti per il danno subito, così come i tanti automobilisti che devono utilizzare questa strada per lavoro. La sperimentazione sul Ponte vecchio continuerà ancora qualche giorno, e appositi radar stanno monitorando i flussi di traffico. Forti segnali di criticità sono stati segnalati durante la mattina tra le 8.00 e le 10.00, il mio auspicio è che dati alla mano si possa promuovere un sereno confronto tra amministratori per valutare possibili soluzioni. Personalmente credo che l’obiettivo sia il ripristino del ponte a due corsie con una pista riservata a pedoni e ciclisti”. Una situazione che era stata modificata in attesa di verificare la staticità del Ponte Vecchio lecchese.

Sulla destra il sindaco con la compagna e il figlio, l'assessore Renato Rocca, Richard Martini


Negativo anche il giudizio di Richard Martini, presente per testimoniare la contrarietà ad una decisione presa da un comune a discapito di molti altri. Marzio Invernizzi, presidente di Giovane Italia Lecco, ha spiegato che “in città i problemi di viabilità sono diversi, a partire da questo in cui si è deciso di chiudere una delle tre entrate verso la città. Sentiamo parlare di mobilità sostenibile e bike sharing (non utilizzato) e poi si causa un aumento del traffico nel territorio limitrofo. Si tratta di una decisione presa dall’amministrazione con conseguenze negative, come la chiusura di Corso Matteotti alle bici e ai motorini per le condizioni del fondo stradale".

Il ritorno nei pressi del terzo ponte


La scarsa partecipazione di persone non ha intaccato lo spirito del primo cittadino pescatese, ma la compagna Melissa presente con il piccolo Daniele si è detta un po’ delusa. “Pensavo che questo appello venisse accolto da più persone, anche perché questa situazione costituisce un grosso disagio per molti” ha spiegato. “Sono orgogliosa di quanto il sindaco sta facendo per il suo paese”. Parte del corteo anche alcuni giovani che con gruppi politici o amministrazione non hanno nulla a che fare. “Sono una semplice cittadina che da giorni rimane imbottigliata nel traffico del mattino, e ho deciso di partecipare per protestare contro questo disagio” ha spiegato una di loro, intenta a distribuire amaretti ai passanti lungo i marciapiedi.

L'arrivo verso lo svincolo in direzione Lecco


Qualche problema l’ha creato in realtà la stessa manifestazione durante la mattinata, a chi cercava di raggiungere Lecco. “Una gran bella idea quella di manifestare oggi, è la gente che deve lavorare cosa dovrebbe fare?” ha sbottato un automobilista in coda. Sabato 16 novembre e sabato 7 dicembre il disagio, se il comune di Lecco non tornerà sui suoi passi, è destinato a ripetersi.

La lunga coda verso Olginate 


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R.R.
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