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Scritto Martedì 15 ottobre 2013 alle 16:57

Colico: l'auto da rottamare viene rivenduta per 12mila €. Meccanico finisce a processo

Otto mesi di reclusione e una multa di 600 euro. E' la pena chiesta dal pubblico ministero Pietro Bassi al termine dell'istruttoria del procedimento che vede imputato Bruno V. con l'accusa di truffa.
I fatti discussi questa mattina in tribunale a Lecco davanti al giudice Salvatore Catalano risalgono al 2007 e riguardano la presunta vendita di una vettura da parte dell'uomo, che in provincia di Sondrio è titolare di un'autofficina.
Secondo quanto emerso sino ad oggi, l'imputato avrebbe prelevato con il proprio carroattrezzi una Fiat 16 a seguito di un incidente stradale. Al proprietario dell'auto e alla madre di quest'ultimo, avrebbe spiegato come non valesse la pena ripararla, proponendogli di ritirarla al valore di 500 euro.
Tuttavia qualche tempo dopo, i due avrebbero scoperto che la loro Fiat non aveva preso la strada dell'estero, come sarebbe stato garantito loro. Il fuoristrada era stato infatti rivenduto ad una carrozzeria-officina di Perledo, al prezzo di 12mila euro. Da qui l'imputazione per truffa (articolo 640 c.p.) per il meccanico valtellinese con la costituzione di parte civile per il titolare della Fiat 16 rivenduta.
Una tesi, quella appena esposta, confermata dalla madre del proprietario dell'auto, intervenuta come testimone all'udienza odierna. ''L'imputato il giorno successivo l'incidente ci aveva detto che non conveniva riparare il nostro fuoristrada. A quel punto abbiamo accettato di effettuare il trapasso, pensando che l'auto sarebbe stata rottamata all'estero. Non volevamo risultasse più intestata a noi. Invece è stata venduta per 12mila euro a nostra insaputa'' ha spiegato la donna.
A testimoniare in aula è stata chiamata una dei titolari della carrozzeria di Perledo alla quale è stata venduta la Fiat 16. La donna ha spiegato di non ricordare con precisione i fatti, essendo trascorsi sei anni. Ha infatti spiegato che si trattava di un Suzuki 4x4 e non di una Fiat 16 come invece risultava agli atti (si tratta di due modelli simili). ''Presumo che avessimo pagato la somma direttamente al proprietario dell'auto, come facciamo solitamente. Ho controllato i documenti contabili e in effetti risulta il versamento di 12mila euro. L'auto è stata rivenduta dalla nostra officina nel 2010, ad un acquirente interessato'' ha spiegato.
L'imputato, sottoposto ad esame su richiesta del proprio difensore, ha però smentito il suo coinvolgimento nella vicenda. Ha spiegato di non aver intascato i soldi per la vendita dell'auto e di aver visto i proprietari solo un paio di volte. ''Confermo di aver detto loro che non valeva la pena riparare la vettura vista l'entità del danno. A quel punto, circa una settimana dopo l'incidente, si sono presentati nella mia officina con un carroattrezzi e hanno portato via l'auto. Ho accompagnato il ragazzo a fare il trapasso a Colico, ma poi non li ho più visti'' ha dichiarato il meccanico.
In aula ha testimoniato anche il titolare dell'agenzia di pratiche auto di Colico dove è stato siglato il trapasso dell'auto (dal proprietario alla carrozzeria di Perledo). L'uomo ha confermato la presenza di venditore e acquirente del mezzo durante la firma dell'atto, spiegando come fosse indicato anche il prezzo di vendita della Fiat 16.
Al termine dell'istruttoria il pm Bassi ha chiesto la condanna dell'imputato: ''qui ci troviamo di fronte ad un'auto venduta per 12mila euro e questa somma non è mai finita nelle mani del proprietario. Sicuramente si configura come una truffa contrattuale''.
Se l'avvocato di parte civile ha chiesto una provvisionale di 7mila euro come risarcimento del danno subito, per il difensore non sarebbe stata dimostrata la colpevolezza del proprio assistito. Udienza aggiornata al 10 dicembre per la sentenza.
G.C.
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