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Scritto Sabato 28 settembre 2013 alle 18:42

Tutti uniti a contestare Roma, ma poi votano questi partiti che stanno distruggendo il Paese. A quando una necessaria rivolta istituzionale?

Dalla sala consiliare un solo urlo alla volta di Roma: vergogna. Scalda il cuore e corrobora la speranza. Per un istante...finalmente anche i nostri amministratori si preparano alla rivolta. E ma, contro chi? Tolto qualcuno, gli altri sono tutti schierati. Francesco Sangiorgio è l'ombra di Maurizio Lupi, in politica da quando portava i calzoni alla zuava, onorevole da una quindicina d'anni e oggi nientemeno che ministro; Giuseppe Procopio si prepara per l'adunata del 4 ottobre a fare lo scudo umano a difesa di un pregiudicato, evasore fiscale per cifre da far impallidire il barista multato per non aver battuto uno scontrino da 1 euro; Barbara Sesana con la sua mozione ha rispolverato "Roma ladrona", la stessa nella quale hanno vissuto e vivono felici a 16mila euro al mese Bossi, Calderoli e compagnia, da almeno vent'anni. Castelli ha lasciato, Maroni presiede la Lombardia dopo aver guidato il Viminale e Via Fornovo. Andrea Robbiani, sia pure con garbo, ha indossato di nuovo la camicia verde e portato al centro del confronto la questione settentrionale, per quanto ammorbidita e con il necessario distinguo. In sala tra il pubblico c'è perfino Ercole Redaelli segretario provinciale del PD che ascolta impassibile le invettive rivolte al governo che sostiene ogni giorno, anche dai banchi del centrosinistra. Ma che diavolo di sceneggiata è mai questa? Come fai a contestare il patto di stabilità che dal 1997 a oggi e stato confermato nella sua assurda impostazione (penalizzati i comuni virtuosi, gratificati quelli viziosi) dai ministri dei governi Prodi, D'Alema, Berlusconi nelle sue diverse edizioni, Monti e Letta se quei governi li hai votato e magari ti sei pure speso in campagna elettorale? Non c'è ipocrisia in questo, perché poi le maggiori tasse le pagano anche i nostri amministratori, tutti cittadini meratesi. Ma qualcosa che sconcerta sì, e che infonde un senso di impotente rassegnazione a chi ascolta. Se questi stanno distruggendo il Paese come cavolo hai fatto a votarli lo scorso anno? Te ne sei accorto soltanto adesso? Ma dove hai vissuto finora? Pdl e Pd governano assieme a un paio d'anni con la Lega all'opposizione non proprio dura. Ma quando Pdl e Lega avevano la più ampia maggioranza parlamentare della storia della Repubblica perché non hanno introdotto quegli strumenti riequilibrativi affinché si ponesse fine agli sprechi spaventosi e alla cinquantennale logica per cui una parte del Paese trascina l'altra nel tentativo vano di darle slancio economico, produttivo e sociale?

La drammaticità della situazione l'ha splendidamente riassunta l'assessore esterno Andrea Massironi, con la voce a tratti rotta dall'indignazione. L'addizionale Irpef ormai è vicina al massimo consentito, l'8 per mille. Le aliquote Imu sono state ancora aumentate a danno di tutte le attività produttive e commerciali, molte delle quali sono ormai prossime alla chiusura proprio per l'eccessivo carico fiscale e i meccanismi di indeducibilità che generano basi imponibili inesistenti e quindi altre imposte sulle imposte; mostri fiscali partoriti dalla sciagurata coppia Visco-Bersani e dai governi che hanno introdotto la patrimoniale annua attraverso l'Ici prima e l'Imu poi il cui costo è sostanzialmente raddoppiato da un anno con l'altro facendo saltare i budget aziendali.

E al di là del presente c'è da pensare a come difendersi dalle future aggressioni, la più violenta delle quali si profila nel 2015 con il cosiddetto "Patto fiscale", ovvero il rientro coatto del debito pubblico in ragione di un 5% l'anno. A noi, Italia, che non riusciamo neppure a rispettare il rapporto del 3% del deficit sul prodotto interno lordo. Su che cosa si accanirà il governo dell'epoca? Non sul reddito che cala a vista d'occhio, probabilmente di nuovo sul patrimonio il cui valore però è indicato da un mercato che vede solo offerta. Patrimonio che non rende. E che come tale non può costare. Qui il problema è semplice: latte ce n'è poco ormai ma avanti così si ammazza la mucca. E poi non ci sarà neppure quel poco.

Ecco allora la domanda: perché non sforare il Patto di Stabilità tutti assieme, quei comuni lombardi che hanno centralizzato 4,2 miliardi di risorse proprie? Massironi ha ben spiegato i rischi, per gli amministratori (modestissimi) per il responsabile del servizio (più gravi ma compensabili) per la capacità di investimento. Ma tutto ciò se si continuano a rispettare le regole. Se tutti i virtuosi decidono che ora basta farsi tosare che succede? Mandano i carri armati? Spiegate ai cittadini, signori amministratori tutti, perché, grazie a Dio, questa volta l'unanimità, al di là di piccoli distinguo, c'è stata, che osate sfidare Roma e stavolta non intendete abbassare la testa. Che volete utilizzare i "nostri" 5 milioni fermi in tesoreria per sostenere i servizi alla persona, scaldare scuole e asili, spazzare la neve e altre funzioni del genere, non certo per costruire una seconda scellerata Area Cazzaniga. Spiegate e la gente sarà con voi, saremo con voi. Perché prima o poi la rivolta arriva. Ed è meglio che sia contenuta dentro uno schema istituzionale che affidata alla strada.

Claudio Brambilla
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