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Scritto Venerdì 27 settembre 2013 alle 17:39

S. Maria: confermato il 'no' alla fusione. Da 'Insieme' arrivano critiche anche all'Unione

Il sindaco Carmelo La Mancusa
e il capogruppo di minoranza Gilberto Tavola
La fusione non s’ha da fare. O almeno non ora e non prima di aver trovato la quadra all’interno dell’Unione tramite un ulteriore periodo di rodaggio per smussare differenze e preparare il terreno all’eventuale “grande passo”. Questa è la posizione dell’amministrazione comunale di Santa Maria chiamata, nella serata di ieri, giovedì 26 ottobre, dopo il rinvio del medesimo punto all’ordine del giorno deciso prima dell’estate per l’assenza dall’aula dell’intero gruppo di minoranza, ad ufficializzare la propria posizione sul tema, mediante un atto di indirizzo politico.
Introducendo la questione, il primo cittadino Carmelo La Mancusa ha confermato nuovamente la visione del suo gruppo, già precedentemente espressa informalmente, schierandosi, di fatto, dalla parte opposta della palizzata rispetto alle “amministrazioni sorelle” di Rovagnate e Perego che, invece,  utilizzando testi diversi, si erano dette favorevoli alla fusione.
Per “Una speranza per Santa Maria” il no a tale storica decisione, seppur fermo,  non è comunque un “niet” incontrovertibile: più semplicemente prima di arrivare ad avere eventualmente un’entità  unica sarà necessario “costruire comuni punti di vista” e continuare ancora sulla strada della “ricerca di un più forte livello di integrazione”. Non “pregiudizievolmente contrari” si sono detti, a voce del capogruppo Gilberto Tavola, anche i membri della compagine di minoranza “Insieme per Santa Maria” che hanno però puntato il dito contro la mancanza di progettualità all’interno dell’Unione sottolineando poi come nel 2003, al momento della creazione dell’organismo sovracomunale, vennero fissati come obiettivi il contenimento della spesa e il miglioramento dei servizi, obiettivi ad oggi non raggiunti. Soffermandosi dunque volutamente su cose minimali, l’ex primo cittadino, ha elevato ad esempi del non corretto funzionamento della macchina gestionale la mancanza di manutenzione lungo le strade, i tre mesi di tempo impiegati, a suo dire, per la sostituzione di una lampadina “bruciata” in piazza mentre le luci della pista d’atletica fanno le “bizze” rimanendo accese anche in pieno giorno. Indigesta poi, per la minoranza santese, sempre per continuare a fare qualche esempio, anche la scelta di procedere all’assunzione di un nuovo responsabile dell’Ufficio tecnico in quanto l’evitare nuove assunzioni era uno dei “capisaldi” della scelta, compiuta a suo tempo, di creare l’Unione. Citati inoltre i mancati pattugliamenti serali ad opera della Polizia Locale i cui agenti dall’inizio dell’anno scolastico sono tornati alla guida dello scuolabus, le tombe del cimitero “storte da anni con il nostro che non è più né bianco né rosso” e, soprattutto, il non raggiungimento dell’accordo tra le tre amministrazioni per arrivare a aliquote Imu e Irpef condivise. “Conosco l’Unione, sono stato presidente” – ha argomentato Tavola – “so che è difficile arrivare a decisioni ma la progettualità è la prima cosa che deve essere migliorata. Al cittadino quello che interessa è avere i servizi. Ora invece c’è stato un decremento”.  Nel tentativo di respingere le accuse e, al contempo, evidenziare la situazione attuale, La Mancusa ha esordito ricordando che “i conti non tornano”, sostenendo dunque che a giocare contro alla pianificazione dell’azione amministrativa sia l’incertezza dettata dalla situazione economica, con i trasferimenti statali ridotti all’osso e il Patto di stabilità che congela 180.000€ su un bilancio complessivo di un milione di euro senza consentire investimenti. “Se il bilancio previsionale si può fare fino a novembre, come fai a fare la programmazione per migliorare i servizi?” ha dunque chiesto il borgomastro “rigirando la frittata” e puntando a sua volta il dito contro l’opposizione: “potevate essere lungimiranti voi in passato” ha infatti sostenuto sostenendo che se il conferimento di tutti i servizi all’Unione fosse stato fatto prima del 2011, si sarebbero potuti incassare per più anni i contributi previsti dalla Regione per quei comuni che giungevano a tale obiettivo. “Non siamo noi ad aver anticipato i tempi  - ha quindi rinfacciato a Tavola che lo accusava di aver forzato la mano conferendo tutte le funzioni in blocco all’ente sovracomunale due anni fa – siete voi ad averli ritardati. Senza l’Unione nemmeno le opere che abbiamo messo in pista avremmo potuto fare”. “E avremmo l’Imu e Irperf al massimo” gli ha fatto eco l’assessore al bilancio Cristian Bonanomi. “Chi giudica la storia col senno di poi è limitato” la pronta risposta di Tavola, sostenuto dal compagno di schieramento Roberto Corbetta che ha tenuto a ribadire come, a suo modo di vedere, gli altri comuni, nonostante i vincoli del Patto riescano comunque a fare qualcosa in più e come, vista l’assunzione di un’unità all’Ufficio tecnico, “dove si sono voluti trovare i soldi, li si sono trovati”.
Al termine del botta e risposta, nel corso del quale il sindaco ha anche spiegato come in ambito di progettazione il suo sogno sarebbe la creazione di un solo polo servizi, messo ai voti, l’odg per dire no alla fusione, ha raccolto l’astensione della minoranza e il voto favorevole della maggioranza. E ora lo scenario futuro è tutto un’incognita…

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A.M.
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