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Scritto Martedì 24 settembre 2013 alle 19:21

Il consiglio regionale dà il via libera ai referendum per le fusioni di 56 comuni in 18 nuovi enti. No al terzo mandato di sindaco

I comuni di Verderio Inferiore e Superiore andranno al voto entro il mese di dicembre. Lo ha deciso il consiglio regionale nella giornata odierna dando il via ai referendum per la fusione di 56 comuni in 18 nuovi enti locali. La data, non ancora stabilita, chiamerà al voto i cittadini (per i due Verderio sarebbe la terza volta) chiedendo di esprimersi più o meno favorevolmente verso questo nuovo assetto istituzionale.

I municipi di Verderio Superiore e Inferiore

Nel corso della medesima seduta sono stati anche presentati due ordini del giorno. Il primo, proposto da Lega Nord e approvato anche da PD e M5S, chiede alle Camere di togliere definitivamente l'ambiguità che, con la fusione e la creazione di un nuovo ente, i sindaci al secondo mandato possa candidarsi a un terzo, aggirando così l'attuale normativa.
Approvato all'unanimità anche l'ordine del giorno che esenta gli enti nati da fusione ad attivare convenzioni per l'esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata.
Ecco nel dettaglio le decisioni prese oggi e alcuni commenti:

Il Consiglio regionale ha dato oggi il via ai referendum delle fusioni di 56 comuni in 18 nuovi enti locali. Le consultazioni si terranno entro dicembre in una data ancora da definire. Per allora potrebbe aggiungersi anche la fusione di Bigarello con San Giorgio di Mantova, nel mantovano, già rinviata dalla Giunta per un ricorso di una consigliera comunale di opposizione contraria alla fusione. Oggi il Consiglio ha fissato il termine perentorio dell'8 ottobre, data in cui l'assemblea si pronuncerà comunque, anche in assenza di una decisione della Giunta.
Giudizio positivo sull'indizione dei referendum per le fusioni è stato espresso dal PD: "Il Consiglio regionale - dichiara Raffaele Straniero, consigliere al Pirellone - ha compiuto un passo importante nella direzione della semplificazione e della razionalizzazione degli enti locali, andando incontro alla volontà dei consigli comunali che hanno deliberato la volontà di fusione. Ora la parola passa ai cittadini che in autunno diranno la loro. Il nostro auspicio è che non prevalgano logiche di campanile ma che invece si tenga conto delle troppe difficoltà in cui versano i piccoli centri, ormai incapaci di garantire i servizi necessari ai propri cittadini".

Fusioni per le quali il Consiglio regionale ha dato il via libera all'indizione del referendum:

Provincia di Bergamo
- Sant'Omobomo Terme e Valsecca
- Brembilla e Gerosa
- Covo, Fara Olivana con Sola e Isso

Provincia di Como
- Bellagio e Civenna
- Lenno, Tremezzo, Mezzegra, Ossuccio
- Menaggio, Grandola, Plesio, Bene Lario
- Pianello del Lario, Musso
- Drezzo, Gironico e Pare'
- Faloppio, Ronago e Uggiate-Trevano
- Claino con Osteno, Corrido, Porlezza, Valsolda e Val Rezzo

Provincia di Lecco
- Verderio Inferiore e Verderio Superiore

Provincia di Mantova
- Virgilio e Borgoforte

Provincia di Pavia
- Cornale e Bastida de' Dossi
- Pieve del Cairo, Gambarana

Provincia di Varese
- Maccagno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore, Veddasca
- Mesenzana, Grantola, Ferrera di Varese, Cassano Valcuvia, Masciago Primo

Provincia di Sondrio
- Chiavenna, Prata Camportaccio, Gordona, Mese, Menarola
- Grosotto, Lovero, Mazzo di Valtellina, Vervio, Tovo di Sant'Agata
Dopo il voto che ha dato via libera alle 18 proposte di  referendum per la fusione di Comuni, Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno proposto dalla Lega Nord (primo firmatario il capogruppo Massimiliano Romeo) e sottoscritto anche da M5S e Pd.
Con il testo si impegna la Giunta  ad un'iniziativa legislativa presso le Camere per  evitare che la fusione di Comuni conduca alla possibilità di scavalcare la norma che riguarda un eventuale  terzo mandato dei Sindaci.
La legge (art.51 del Testo unico sugli Enti Locali) prevede  infatti l'impossibilità di un terzo mandato consecutivo per i Sindaci e Presidenti di Provincia, ma  con il cambio di denominazione di alcuni Comuni si potrebbero creare al riguardo alcune ambiguità. Il sindaco uscente di uno dei Comuni interessati potrebbe infatti candidarsi a sindaco del Comune frutto della fusione aggirando così la norma e travisandone lo spirito.
Approvato all'unanimità anche l'ordine del giorno proposto dal Pd, primo firmatario Alessandro Alfieri, sul limite demografico per le gestioni associate di Comuni.
Il documento  parte dalla considerazione che la fusione può rappresentare una soluzione efficace nella gestione dei servizi al cittadino, realizzando anche delle economie di scala, e mira a non appesantire le amministrazioni con ulteriori obblighi, quale quello di attivare procedure di  gestione associata dei servizi  e di convenzioni che risulterebbero superflue.
Quindi con l'impegno assunto oggi, il Consiglio esenterà  dall' obbligo di attivare convenzioni per l'esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata i nuovi Comuni nati da fusioni. Per questo ci si impegna a modificare  la norma regionale "esentando dall'obbligo dell'esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata i nuovi Comuni nati da fusioni (che abbiano una dimensione demografica pari o superiore al quadruplo del numero di abitanti del Comune demograficamente più piccolo) "

Approvata a  maggioranza la mozione, d' iniziativa della Lega Nord, per mantenere su territorio regionale, anche in vista di Expo 2015,  il "Forum mondiale Unesco sulla cultura", di cui attualmente si  prevede lo svolgimento a Firenze anziché a Monza, presso la Villa Reale,  come nelle edizioni 2009 e 2011.
La Giunta viene inoltre invitata a chieder al Governo ulteriori fondi per manifestazioni ed eventi culturali in occasione dell'Expo.
Sulle proposte di referendum in discussione nell'odierno Consiglio Regionale e riguardanti 56  Comuni lombardi è intervenuto il consigliere regionale della Lega Nord, Antonello Formenti.
"Va precisato che il voto odierno - afferma Formenti -  non è un voto favorevole alla fusione, ma si tratta di un atto dovuto ai fini di consentire alle popolazioni coinvolte di esprimere le proprie intenzioni attraverso un referendum. La posizione della Lega Nord sulle fusioni dei Comuni è chiara: noi vogliamo che venga assolutamente rispettata la volontà popolare. Regione Lombardia non può e non deve assumere decisioni contrarie al risultato dei referendum. Sono inoltre del parere che debbano essere tutelate le piccole Comunità, in ugual misura rispetto alle Comunità più grandi, in modo da evitare ogni tipo di prevaricazione."
"Restano comunque parecchie perplessità anche in ordine alle motivazioni per le quali alcuni processi di fusione vengono portati avanti, non vorrei che dietro la giustificazione dei risparmi ci fosse invece la volontà di qualche Sindaco che giunto al termine del secondo mandato, cerchi di utilizzare questo stratagemma per potersi ricandidare per la terza volta. Proprio per evitare questo tipo di escamotage abbiamo presentato un ordine del giorno, approvato dall'aula, che impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo un intervento legislativo in tal senso."
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