Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 460.720.830
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 12 agosto 2013 alle 17:28

Segnalati 161 casi di malattia professionale. In salita i tumori

Le malattie professionali, a differenza degli infortuni, determinati da un evento istantaneo e traumatico, presentano una insorgenza di natura lenta e progressiva e sono caratterizzate da tempi di latenza e di manifestazione anche molto prolungati. L'insorgenza di tali patologie è quindi indice di mancata o insufficiente adozione di misure preventive e protettive protratta nel tempo, frutto in molti casi di mancata o insufficiente individuazione di un rischio presente nell'attività lavorativa.

Dal 2007 ad oggi il numero delle segnalazioni di malattie professionali si è mantenuto all'incirca sui 200 casi l'anno con qualche flessione in tempi più recenti tanto che nel 2011 all'Asl sono stati notificati complessivamente 161 casi sia da parte dei medici competenti sia da parte dei professionisti ospedalieri.


Dall'analisi di queste segnalazioni, risulta che si continua a registrare una diminuzione percentuale delle ipoacusie (i cali d'udito) mentre sono in aumento le patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Tra il 2010 e il 2011 (ultimo anno di cui si dispongono i dati consolidati) l'incidenza delle prime è passata dal 59% al 44% sul totale mentre quella delle seconde è salite dal 17% al 22%. Per i tumori, invece, se due anni fa si è registrata "una caduta", il trend purtroppo è tornato a crescere con le neoplasie che si sono quindi attestate al 12% dei casi. Come si potrà immaginare, il riconoscimento di un tumore professionale è un atto complesso, sia per ricostruire l'anamnesi lavorativa del paziente con l'individuazione dei tempi di esposizione alle lavorazioni pericolose, sia per ricostruire i cicli di lavoro con le sostanze cancerogene. Risulta infatti relativamente facile dimostrare la genesi professionale per i tumori "monocausali", ad eziologia pressoché univoca ( il mesotelioma è sempre correlato alla esposizione ad amianto), risulta invece complesso attribuire come legati "al mestiere" i tumori "multi causali" (il carcinoma polmonare, ad esempio, può essere correlato alla esposizione a molte sostanze chimiche di uso lavorativo o no). Sono comunque stati istituiti due registri, uno per i tumori dei seni nasali e paranasali, uno per i mesoteliomi.  Il primo, è attivo dal 2008 e documenta la correlazione causale con l'esposizione a polveri di legno duro e cuoio. A livello regionale i casi di tumori di questo tipo nel periodo 2008‐2011 sono stati 210 mentre in provincia di Lecco nello stesso quinquennio i casi segnalati sono 9 (4,3%). Nel registro dei mesoteliomi sono invece stati segnalati nel periodo 2000‐2011 3226 casi di formazioni maligne certe e probabili in Lombardia, di cui 107 nel lecchese. I settori lavorativi maggiormente interessati sono l'edilizia, il tessile e l'industria metalmeccanica.

A.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco