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Scritto Venerdì 09 agosto 2013 alle 19:24

NON RIESCONO A MANDARE GIU’ LA NERA INTELLIGENTE, CHE HA IL SENSO DELL’IRONIA E PARLA L’ITALIANO MEGLIO DI LORO

La nuova generazione della Lega quella, per dirla come Bobo Maroni, della Lega.2000 non ha imparato dai padri ed è - rarissime eccezioni a parte, Luca Zaia ad esempio - peggiore della precedente. Giovani dal volto buono e gentile e dalla dialettica fluida e suadente esprimono concetti barbari ammantati di apparente buonsenso. Non sono solo barbari sognanti, sono barbari parlanti. Due esempi su tutti, una donna e un uomo. Aurora Lussana e Matteo Salvini. Sentiteli e vedeteli su youtube. Basta la parola. Non sembra vero ad entrambi di essere chiamati a dare il meglio di sé (proviamo ad immaginarci il peggio) quando viene posta alla loro attenzione la figura della dottoressa Cecile Kyenge Kashetu, una donna gentile ed educata, coniugata con prole, cittadina italiana e medico. Questa signora ha un difetto con aggravante. Il difetto è che la carnagione è nera essendo nata in Africa, entro i confini della repubblica democratica del Congo. L'aggravante è che dal 28 aprile 2013 è ministro per l'integrazione della Repubblica Italiana. Una nera nel governo. Maiali si, neri no. Per Aurora e Matteo un insulto ai padani prima ancora che agli italiani. Il fatto che il neo ministro abbia immediatamente sollevato la questione del diritto di cittadinanza per chi, immigrato, nasce sul suolo italiano e dell'abolizione del reato di immigrazione clandestina ha offerto lo spunto ai peggiori della Lega.1, ai pessimi della Lega.2 e a tanti altri vetero-razzisti di dare sfogo a insulti che ormai pescano nel regno dell'animalesco. Dall'invito allo stupro, all'assimilazione all'orango, al lancio di banane e ora alla definizione del ministro come pericolo pubblico per i principi che sostiene e che, secondo Matteo Salvini contengono il germe distruttivo della civiltà cattolica. Quindi il suo ministero va abolito. Il giovane milanese che voleva pullman cittadini con sedili distinti a seconda della nazionalità dei glutei (el pullman panetun - el pullman cuscus) si sveglia di notte urlando perché s'immagina un'Italia islamica e poligama. Non vede la realtà delle chiese vuote e dei matrimoni falliti. Non vede i suoi elettori che esportano i capitali in Svizzera. Vede solo gli sceicchi arabi occupare i board delle banche italiane. Vede quello che non c'è e s'immagina quello che non sarà mai. E' la politica della paura che la Lega cavalca in sella a tanti ronzini, quella che genera paura nei paurosi. Gli intelligenti compatiscono, ma i timorosi s'inebriano.
Aurora Lussana non gli è da meno. Direttrice di Telepadania e del quotidiano La Padania ha di recente dichiarato ai microfoni di Radio 24 che l'obiettivo unico della Lega si riassume e si esaurisce nello slogan "padroni in casa nostra". Dal momento che Aurora detiene il pensiero unico e gentile, via radioonde, della Lega bisognerebbe chiederle di conciliare questo motto claustrofobico con l'elementare realtà storica e attuale di un mondo che non ha muri e non ha confini. L'Italia sarà pure una stanza, ma con tante finestre tenute aperte perché non è possibile e utile chiuderle. Se manca l'aria, come sovente accade in Padania, il respiro si fa affannoso e ne risente la funzione cerebrale. Una Padania,lussianamente e salvinianamente intesa, negli Stati Uniti non potrebbe esistere. Da noi entrano gli immigrati africani, negli States gli immigrati messicani, in Germania i turchi, in Francia e in Spagna e magrebini. Indichi Aurora Lussana un solo Paese nel mondo nel quali vivano esclusivamente i nativi originali. Lei e Salvini sono nati per caso in Italia. La multirazzialità è il destino del mondo, lo sviluppo del mondo e delle civiltà. Siamo andati noi a cercarli, prima che loro si accorgessero di noi. Ci siamo andati con i conquistadores dei cattolicissimi reali spagnoli, con Alessandro il Grande, con il colonialismo. Tutto quello che viene dato prima o poi torna indietro.
Certo l'immigrazione va gestita, ma perché la gestione abbia successo bisogna prima accettarla. Se uno straniero viene accettato fa proprie le nostre regole nel migliore dei modi. Faremmo così anche noi se decidessimo di andare a vivere in un Paese africano o asiatico. Invece viene rifiutata, poi sfruttata, quindi derisa e infine offesa e criminalizzata.
Cazzo, noi abbiamo esportato la mafia negli States! Conosco una brava persona, grande lavoratore, leghista fino al midollo che non riuscendo a locare un piccolo appartamento con bagno a inquilini italiani, lo ha locato a tre ragazzi di colore, chiedendo a ciascuno un distinto canone di locazione. Multicanone per razza unica. E' così che si fa? E' un esempio della civiltà che vogliamo salvaguardare? Rispondano i novelli centurioni della Lega.
E allora io chiedo a Matteo Salvini ed a Aurora Lussana - alla quale per i bui ragionamenti che fa si addice meglio il nome di Tramonto - come possano pretendere che uno Stato disciplini con rispettosa severità l'immigrazione quando non riesce a ottenere dagli italiani il rispetto della più semplice delle leggi. Come può un popolo di incorreggibili indisciplinati esigere disciplina da stranieri che provengono da realtà che per cultura e stato sociale sono anni indietro e diversi da noi. Diversi, ma non incompatibili. A Cicognola di Merate c'è un fabbricato abitato da famiglie di africani e si vive benissimo. Ci si saluta e ci si sorride. E che cazzo!
La multirazzialità è, a qualunque latitudine, un incredibile mezzo di crescita civile, sociale ed economica. Salvini e la Lussana insistono a negarlo nei comizi. E va beh, vivono di voti o di stipendi legati ai risultati dei voti, quindi hanno un futuro grigio. Confido che nel profondo del loro cuore ne abbiamo invece un briciolo di consapevolezza. Se non è così hanno tanto tempo davanti a se per sviluppare i sensi ancora atrofizzati.
Roberto Calderoli, al quale auguro sinceramente di riprendersi dalla malattia che lo ha colpito e di stare bene a lungo, dopo la sua volgare uscita sulla somiglianza della signora Kyenge a un Orango si è giustificato con l'affermazione che il suo era solo un comizio politico. Tradotto: ho parlato da animale ad animali che mi ascoltavano e che volevano sentire versi e non parole.. Ho parlato di un Orango a tanti Oranghi. Volevano sentirselo dire e gliel'ho detto. Siamo una famiglia e ho dovuto usare il linguaggio di famiglia.
Vada per Calderoli, ma non può andare per i giovanissimi come la Lussana e Salvini. Se la LegaNord.2 è un passo avanti rispetto alla LegaNord.1 i due fanciulli in fiore sono indietro e di molto. Serve loro immediato corso di recupero. Roberto Maroni, loro mentore e punto di riferimento, presa in mano la Regione Lombardia ha avuto conferma di essersi immerso in un oceano di denaro pubblico, perchè la Lombardia sarà maltrattata dal resto del Paese, ma è ricchissima e non per merito della Lega che oggi ne gode solo i frutti, come hanno fatto altri partiti prima di essa e come faranno dopo di essa. Usi, Maroni, questo temporaneo benessere che gli è dato in gestione per istruire i suoi giovani pretoriani e fare capire loro che una signora nera che si è laureata in medicina e chirurgia all'Università Cattolica di Roma, si è specializzata in oculistica all'Università di Modena e parla la lingua italiana meglio di tantissimi leghisti, duri, puri, cerebralmente ristretti e linguisticamente ostacolati merita rispetto. E se è divenuta ministro anche invidia. Una sana invidia, non proprio come quella che hanno provato tanti figli di papà padani quando il Trota è assurto al rango di consigliere regionale con laurea presa in Albania. Invidia per ricevere ogni mese tanti soldi in cambio di alzare qualche volta la mano. La signora Kyenge è il prototipo dell'uomo/donna nero/nera che incarna quello che nostri due eroi assortiti a denominazione di origine incontrollata non saranno mai: moderati, riflessivi, misurati, mai banali, mai volgari, ironici. Il prototipo del cittadino del mondo che si trova bene ovunque. Una meraviglia insomma. E invece, cari lettori, vedrete che lungo la strada della sviluppo della cultura padana, occidentale e cattolica - una sorta di pellegrinaggio spirituale e penitente indirizzato alla crescita interiore dalle parti dell'intestino - ci sarà qualche camicia verde che ricorderà alla signorina Aurora "Tramonto" Lussana e a Matteo "panetun" Salvini quella simpatica canzone che fa "Bongo, Bongo, Bongo voglio stare solo al Congo, non mi muovo no, no......", testo e musica di Renzo Arbore. Un bel passo avanti rispetto a Faccetta Nera. E' la salsa verde che stona. Camole incluse.
Alberico Fumagalli
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