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Scritto Mercoledì 24 luglio 2013 alle 22:10

Servizio ''112'', 11.870 interventi nel 2013. Medici e infermieri ''escono'' dai reparti, a Lecco e Merate i soccorsi entro 10 minuti

I direttori generali di Azienda ospedaliera e Areu (azienda regionale  emergenza urgenza), rispettivamente Mauro Lovisari e Alberto Zoli

Puntare sempre più sulla qualità del servizio del “112”, formando personale specializzato e facendo “turnare” i medici sui mezzi di soccorso già presenti sul territorio, per un rapporto sempre più stretto tra emergenza extra ospedaliera e il personale che lavora all’interno dei reparti. Questo quello che l’Areu (Azienda regionale per l’emergenza urgenza) sta promuovendo sul territorio in collaborazione con l’Azienda ospedaliera della Provincia di Lecco. Sono 11.870 gli interventi effettuati sul nostro territorio dall’inizio del 2013 ad oggi, un dato in linea con quelli del 2012 (21.208), in leggera crescita rispetto ai 20.934 del 2011. In Provincia di Lecco sono attivi ogni giorno 9 mezzi di soccorso di base (ambulanze con personale non medico o infermieristico) a tempo pieno, 1 a tempo parziale, 3 mezzi di soccorso avanzato (auto mediche) e un mezzo “intermedio” con a bordo un infermiere. Proprio su coloro che salgono su tali mezzi è puntata l’attenzione di Ao e Areu, come hanno spiegato i direttori generali Mauro Lovisari e Alberto Zoli. Quest’ultimo ha sottolineato come, dopo l’unificazione della centrale sulle tre Province e la chiusura di quella di Sondrio (che confluirà con Bergamo e Brescia) si punterà ora a un maggior rapporto tra il mondo del 118 e quello interno all’ospedale. Il significato dell’operazione l’ha spiegato il dottor Lovisari: “Questo è uno dei servizi più importanti, perché interviene in caso di pericolo per le persone. Nel selezionare il personale aziendale che, in convenzione con Areu, lavora per l’emergenza adottiamo gli stessi parametri utilizzati per la scelta dei primari nei reparti: si valutano la capacità. Medici e infermieri vengono formati per lavorare in sala operatoria e in reparto come sui mezzi di soccorso. Chi accetta di farlo migliora le sue prestazioni e il servizio, chi non lo fa sarà inevitabilmente gradualmente emarginato”.

Il coordinatore infermieristico Fabrizio Mosca e la responsabile della comunicazione Cristina Corbetta

Nel 2011 sui mezzi di soccorso turnavano 9 medici rianimatori, 10 met (medici non rianimatori) e 5 liberi professionisti nel campo del soccorso, oltre a 19 infermieri specializzati. Ora i medici rianimatori sono 11 (in crescita) a discapito dei met (6) e dei liberi professionisti (4). Gli infermieri in grado di intervenire da soli sull’emergenza, guidati dal medico di centrale, sono ora 26 dai 17 del 2011. “La politica è quella di promuovere e formare chi ha le capacità specifiche che possono migliorare il servizio e chi accetta di lavorare sia in sala operatoria che in auto medica” ha spiegato Lovisari. Degli interventi del 112 la maggior parte riguardano codici verdi, e su 90 comuni della Provincia in 85 l’arrivo del primo mezzo di soccorso avviene entro 20 minuti dalla chiamata. In 20 di questi comuni, tra cui Lecco e Merate, la tempistica scende a meno di 10 minuti. Solo in 5 comuni (situati in Valsassina) può occorrere più tempo per questioni di lontananza geografica. Per quanto riguarda le patologie, sono in netto aumento gli interventi per infarto, passati dai 23 del 2011 ai 79 del 2012 e i 35 dall’inizio del 2013. Un dato che riflette una diagnosi più precisa da parte del personale che interviene, frutto anche questo di una maggiore qualità del servizio che è proprio ciò che si intende perseguire.
R.R.
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