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Scritto Venerdì 19 luglio 2013 alle 16:11

Provincia: indagine sull'economia e sul ''rischio di evasione''. La classifica dei 90 comuni per n° attività e ipotesi di ''sommerso''

Numero di imprese, presenza di attività economiche, aziende e di esercizi di vicinato ogni 1000 abitanti, rischio di evasione e classe di rischio comunale. Sono alcuni dei parametri presi in considerazione dalla recentissima indagine che lo Spi CGIL ha commissionato all'Ires (istituto ricerche economiche e sociali). L'opuscolo, dopo aver dato uno spaccato sul sistema imprenditoriale lombardo e sul sommerso, passa ad analizzare la situazione della provincia di Lecco. 
Il 50% dei comuni, presenta almeno 68 imprese attive ogni 1000 abitanti. Per quanto riguarda le ditte artigiane, di piccolissime dimensioni, nel 10% dei comuni si oscilla tra le 44 e le 70 realtà ogni 1000 residenti. Interessante, proprio perché se ne parla spesso anche sotto un profilo di utilità sociale, il caso degli esercizi di vicinato. La provincia appare abbastanza amalgamata con un range che va 2 a 15 ogni 1000 abitanti. Il massimo lo registra Barzio con ben 40 negozi. La situazione economica tuttavia risulta assai mutevole con chiusure repentine e aperture "improvvisate" che tali restano non mostrando così una continuità negli anni.


Nella tabella soprariportata si ricava una visione delle principali realtà della Provincia con il loro tessuto economico. Partiamo da Merate. Ci sono 82 imprese ogni 1000 abitanti, 21 ditte artigiane e 15,6 esercizi di vicinato (dato che appare il più elevato di tutti i grandi comuni in tabella).
A Casatenovo il tessuto cambia e in maniera anche abbastanza sostanziale: ci sono infatti57 imprese, 27 ditte artigiane e solo 5 negozi di vicinato ogni 1000 abitanti.
Molto florida, almeno numericamente, la situazione dell'oggionese dove si contano 82 imprese, 29 ditte artigiane, 15 esercizi di vicinato. A Olgiate uno dei rapporti più alti tra numero di ditte artigiane e popolazione (30,6/1000 abitanti). 
L'agricoltura è spaccata in tre: un terzo dei comuni presenta meno del 3% di aziende agricole attive sul totale; il secondo gruppo, quello più numeroso, registra valori tra il 5 e il 10% di concentrazione e infine c'è un'altra fetta, ridotta, dove però l'agricoltura pesa tra il 20 e il 50% del sistema economica. 
L'indagine ci offre anche uno sguardo sulle diverse attività economiche suddivise per tipologia, ogni 1000 abitanti. Si scopre così che è il commercio, costituito anche dalle piccole attività, ad avere peso maggiore, naturalmente con proporzioni diverse. Si discosta Olginae dove è il manifatturiero ad avere la meglio. 
È stato infine possibile raggruppare i comuni considerati in quattro gruppi in base proprio alle loro caratteristiche economico-produttive: 

1) Lecco, Merate, Oggiono, Mandello
2) Galbiate, Olgiate molgora, Casatenovo, Missaglia
3) Colico
4) Calolziocorte, Calco, Robbiate, Olginate, Valmadrera, Barzanò

La parte decisamente più interessante è quella relativa alla simulazione sul rischio di evasione, ottenuta incrociando dati quali gli indicatori di ricchezza dichiarata (IRPEF, numero di auto possedute, depositi...) e i costi sostenuti (per le case, il produttivo, il terziario, il commerciale in genere).


I valori negativi mostrano una maggiore tendenza in media al consumo rispetto al valore ufficialmente dichiarato del reddito Irpef a disposizione. Dunque una maggiore propensione al rischio di evasione.


In base al valore del rischio di evasione ai comuni è stata assegnata anche una classe di rischio. Dalla medesima tabella si evince che se il fenomeno del rischio di evasione secondo i parametri considerati pare essere assai diffuso, dall'altra si denota come i paesi a elevata propensione (classe 1 e 2) rappresentino il 12% del totale.
I comuni più virtuosi con una classe di rischio molto bassa sono Sirtori, Ello, Robbiate, Imbersago, Verderio superiore. Dall'altro capo della classifica, in testa, ci sono Abbadia, Introzzo, Vendrogno,...

Da ultimo la ricerca, riprendendo la letteratura nazionale sul tema, conferma una maggiore propensione all'evasione dei settori agricolo, edile e alberghiero. Nei paesi in cui tale tipologie di settori sono presenti, il rischio di evasione cresce da 0,54 a 0,79 punti. 

Il quadro, offerto appunto da questo studio Ires, mostra una provincia ricca di attività e di capacità di intrapresa, che tuttavia sta risentendo pesantemente negli ultimi anni, senza possibilità di ritorno ai tempi d'oro, della stagnazione del mercato, del carico fiscale sempre più pesante e delle sempre più ridotte capacità di spesa delle famiglie. E, nel sommerso, presenta fenomeni che si fanno avanti, come appunto l'evasione, in barba alla normativa con le sue maglie stringenti e ai suoi vincoli soffocanti. Quasi fosse l'evasione l'unica via di fuga per sopravvivere.
Saba Viscardi
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