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Scritto Lunedì 15 luglio 2013 alle 10:41

Nella vicenda del servizio idrico occorre un magistrato o uno psicanalista. Di sicuro non c’è logica in quello che sta accadendo

Non ci è ancora chiaro se nella vicenda del servizio idrico sia più utile l’intervento del magistrato o quello di un bravo psicanalista. Ma certo delle due figure, una occorre. L’esito dell’assemblea culminato con la bocciatura del bilancio 2012 da parte della maggioranza dei soci guidati dal sindaco di Lecco Virginio Brivio ne è la riprova limpida e incontrovertibile. Il bilancio chiude in perdita. Facile anche per un non addetto ai lavori capirne le cause. Da un lato c’è un contratto costosissimo affidato senza gara (e qui serve un magistrato) prima a Lario Reti Holding e poi a Idroservice che di Lario Reti null’altro è se non una filiazione dato che la prima controlla il 100% del capitale della seconda; dall’altro c’è il blocco tariffario. E lo sa anche un bimbo (ma alcuni sindaci evidentemente no) che se aumenti i costi e tieni fermi i ricavi si perdono soldi. In realtà l’aumento tariffario era stato proposto dal CdA di Idrolario Srl ma l’assemblea dei soci lo aveva bloccato. A maggio però la stessa assemblea non solo lo ha approvato ma ha pure chiesto che avesse un effetto retroattivo al 2012 (e qui è indispensabile il pronto intervento dello psicanalista). Non contenti questi sindaci, quasi tutti del centrosinistra – nel meratese i fari sono Paolo Strina di Osnago e Valter Motta di Paderno cui tutti gli altri fanno riferimento – si sono messi in mente un’assurdità giuridica e ragionieristica: fare inserire nel bilancio 2012 una voce del tipo “aumento tariffario non applicato ma di cui si è almeno discusso”...così con questa trovata il bilancio avrebbe chiuso con tutt’altro risultato. Che ciò sia semplicemente ridicolo non è nelle nozioni di tanti. Ma è chiaro che l’ordine di scuderia impartito dal comitato centrale che ha sede a Valmadrera era di bocciare il bilancio. E poi di andare tutti a casa senza dire al Consiglio di Amministrazione che cosa fare ora. Il documento contabile, già passato al vaglio del Collegio sindacale, non può subire manipolazioni di sorta (altrimenti torna in campo il magistrato) ma ci si domanda con quali modifiche potrà trovare il consenso dei sindaci oggi contrari. Intanto la situazione si deteriora di giorno in giorno in questa lotta di potere che vede Lecco e i paesi intorno compatti contro un meratese-casatese diviso tra chi bada agli interessi dei cittadini e chi a quelli del partito. E questa volta che il sindaco di Barzago Mario Tentori abbia almeno il buon gusto di non replicare. L’altra volta ne è nato un bel carteggio ma si poteva ancora credere alla buona fede. Ora però no. Bocciare un bilancio perché in perdita a causa di una decisione presa dagli stessi che hanno respinto il documento contabile fa il baffo all’allegorismo vuoto di Kafka. Ci sono temi sui quali è ancora possibile tenere conto delle ragioni di partito. Altri invece no. Merate, Mandello, Cernusco, Ello, Castello, Verderio Inferiore hanno guardato e guardano agli interessi dei cittadini. Quando si tornerà a votare per il rinnovo dei Consigli comunali non dimentichiamo questa vicenda.
Claudio Brambilla
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