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Scritto Venerdì 12 luglio 2013 alle 14:46

Como: sequestrati 20 mila paia di jeans con marchio contraffatto

La Guardia di Finanza in collaborazione con i Funzionari della Sezione Operativa Territoriale della Dogana di Ponte Chiasso ha sequestrato quasi 20 mila jeans da donna presso la dogana commerciale di Ponte Chiasso.
I capi di abbigliamento si trovavano su un Tir frigorifero proveniente dalla Svizzera ed erano stati sdoganati in Germania da una società inglese che aveva concluso la transazione con due società romane, amministrate legalmente da due soggetti di etnia cinese. Sui jeans campeggiava il marchio “DSQ DSQUEEN” riproduzione illegale del marchio della casa di moda italiana “DSQ Dsquared”.
Il reato contestato è quello dell’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci e sono in corso accertamenti tesi a verificare che la composizione dei jeans sequestrati (materiale e tinte) non sia anche pericolosa per la salute degli acquirenti. I jeans venivano prodotti in Cina ed importati a un prezzo di 80 centesimi l’uno, somma aumentata di qualche centesimo nel passaggio della merce tra l’Inghilterra e l’Italia. Appare evidente l’ampio margine di ricavo all’atto della vendita dei jeans, con il finto marchio della griffe.
Il sequestro al valico commerciale della Dogana di Ponte Chiasso è scattato al termine di un meticoloso controllo ad un autoarticolato, dotato di cella frigorifera per il trasporto di merce deperibile, con un carico generico di «indumenti». La prima fila risultava costituita da merce conforme a quanto dichiarato nel documento di trasporto ma l’approfondimento del controllo alle file successive confermava le perplessità degli operanti circa l’autenticità dell’etichettatura. Tra i documenti doganali, infatti, i finanzieri e i funzionari doganali avevano trovato anche una fattura che testimoniava proprio l’acquisto del carico fatto dalla ditta inglese in Cina.
Le indagini confermavano la presenza del falso marchio su tutte le 20 mila paia di jeans e consentivano di ricostruire l’intera filiera individuando anche le due società romane destinatarie dei jeans.
I due legali rappresentanti delle società romane sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como.
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