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Scritto Venerdì 05 luglio 2013 alle 17:09

AO: la dottoressa Monti spiega perché manca il 'reperibile diagnostico'

Patrizia Monti
“In tutta l’Azienda ospedaliera (e dunque non solo presso l’ospedale di Merate) manca una reperibilità per diagnostica/terapie in urgenza di radiologia interventistica. La cosa è molto seria perché significa, per esempio, che se un paziente, anche giovane, ha una frattura al bacino sanguinante non può essere trattato come dovrebbe (con embolizzazione delle arterie sanguinanti)”
.
E’ “una questione” chiara e precisa ma allo stesso tempo decisamente tecnica quella sollevata da un nostro lettore. Per una riposta all’altezza di un quesito così specifico, abbiamo rivolto una serie di domande volte a far luce sul tema alla dottoressa Patrizia Monti, direttore sanitario aziendale. 

Dottoressa di che cosa si occupa la radiologia interventistica?
La radiologia interventistica è una moderna branca della radiologia ad alto contenuto tecnologico che  comprende procedure invasive o mini invasive diagnostiche e terapeutiche effettuate mediante  la guida od il controllo di metodiche radiologiche quali la fluoroscopia, l’ecografia, la TC e la Risonanza Magnetica. Possiamo distinguere la radiologia interventistica in vascolare, extravascolare, oncologica.
La radiologia interventistica vascolare comprende tutte le procedure eseguite per via intravascolare quali le angioplastiche, le embolizzazioni, le fibrinolisi, il posizionamento di stent vascolari, di filtri cavali ecc.
La radiologia interventistica oncologica ed extravascolare comprende tutta una serie di procedure alcune intravascolari ma in prevalenza extravascolari quali le chemioembolizzazioni, le alcolizzazioni, le termoablazioni, le biopsie eco o TC guidate, i drenaggi percutanei delle vie biliari o di raccolte toraco addominali. Tuttavia oggi la diagnostica per immagini anche del sistema vascolare, in elezione come in urgenza, viene eseguita mediante Angio TC velocemente e con elevato livello di attendibilità, relegando di fatti l'angiografia in una situazione obsoleta.

Esiste al Manzoni e al Mandic una reperibilità per diagnostica/terapie in urgenza di radiologia interventistica?
Se sì, chi se ne occupa? Se no, come mai? 

Da molti anni nella nostra Azienda l’attività di interventistica vascolare è svolta prevalentemente  dalla chirurgia vascolare e dalla cardiologia (emodinamica); la Neuroradiologia si occupa dell’interventistica vascolare cerebrale. La Radiologia si occupa prevalentemente della interventistica oncologica ed extravascolare.
La stragrande maggioranza degli eventi emorragici a rischio di vita avviene per rottura traumatica o spontanea (aneurismi, tumori etc.) di vasi di grosso  e medio calibro, e vengono d'abitudine trattati a Lecco sia con tecniche chirurgiche aperte che endovascolari che mediante trattamento di embolizzazione dai vari specialisti coinvolti. Esiste ed è documentabile una corposa casistica lecchese in questo campo con ottimi risultati.
Nella nostra Azienda non è mai stata prevista una reperibilità angiografica sia perché i volumi di attività sono troppo bassi per giustificarla, sia perché non disponiamo attualmente dei tre medici  formati che servirebbero per garantirla e sia perché con il numero di medici radiologi che abbiamo non sarebbe possibile attivare un’ulteriore pronta disponibilità dedicata. Tuttavia  le urgenze emorragiche sia diurne sia notturne sono state affrontate e risolte dal lavoro combinato dei vari specialisti. I radiologi, anche se non reperibili, hanno  sempre dato la disponibilità ad intervenire.

E come viene “tamponata” tale mancanza? La direzione sanitaria intende prendere decisioni in tale ambito?
Una recente revisione del problema dal punto di vista organizzativo, ha previsto altresì che venga sempre chiamato anche il chirurgo vascolare reperibile, così che il problema possa essere gestito insieme con il
radiologo; il Chirurgo Vascolare reperibile decide assieme ai Colleghi se il fenomeno emorragico è trattabile con tecnica chirurgica aperta e/o endovascolare. In caso di necessità e di condizioni cliniche che lo consentano, è anche possibile trasferire il paziente in una struttura di maggiori dimensioni, che abbia un’equipe interventistica completa (Monza o Bergamo).
A.M.
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