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Scritto Martedì 19 ottobre 2010 alle 00:17

Valgreghentino: proseguono le indagini sul presunto attacco di un cervo. Prelevato un campione dalle corna dell’animale

Terminati gli esami sulla salma di Giovanni Panariti, gli inquirenti si stanno ora concentrando sul cervo alla ricerca di eventuali tracce ematiche umane o di DNA che potrebbero smentire o confermare il coinvolgimento dell'animale nella morte dell'uomo. Come anticipato da Merateonline lo scorso 13 ottobre, tra le ipotesi che si sono fatte avanti nelle ore la morte di Panariti, uscito la sera di venerdì 8 ottobre per la solita corsa nei boschi e ritrovato senza vita il giorno successivo, potrebbe ascriversi ad un attacco dell'animale. L'uomo, infatti, era stato ritrovato la mattina da un cacciatore, ormai privo di vita, con lacci alle gambe che si era legato nel tentativo di fermare l'emorragia e, sembra, anche con diverse ferite sul corpo da far pensare, non certo ad una caduta accidentale, ma ai morsi di un animale. Gli avvistamenti di un cervo in quegli stessi giorni nei pressi delle abitazioni avevano portato la stessa famiglia a richiedere agli inquirenti ulteriori accertamenti al fine di accertare la reale causa della morte del loro congiunto. Martedì 12 ottobre, poi, un cervo era stato catturato in località Toscio di Galbiate dalla Polizia Provinciale e dal palco delle sue corna era stato prelevato un campione per l'esame del tampone che ora servirà per verificare la presenza di tracce ematiche e Dna dell'uomo. Questo potrebbe accertare il "contatto" tra l'animale e la vittima. Poi ci sarà comunque da correlare in maniera consequenziale i due eventi.

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S.V.
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