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Scritto Giovedì 06 giugno 2013 alle 21:58

Acqua pubblica: Pdl e PD assieme ma dilaniati al loro interno. Con la Lega c’è il commissario ''azzurro'' Brambilla

Dire che il caos regna sovrano non è esagerato. Dunque, i maggiorenti del PDL lecchese puntano ad affidare il servizio idrico integrato a Idroservice Srl società controllata oggi, e per almeno altri due anni, da Lario Reti Holding la quale, come noto si occupa di gas e energia. Al loro fianco si sono schierati gran parte dei sindaci del centrosinistra a cominciare da Virginio Brivio di Lecco e Paolo Strina di Osnago, presidente della conferenza dei sindaci dell'ATO. Larghe intese, o inciucio, poco importa. Così va il mondo, sotto il cielo tricolore. Ma il sospetto che ci sia qualcosa che non torna è forte vedendo questa strana alleanza. A sostenere invece la tesi della fusione tra Idrolario Srl e Idroservice, quindi con scorporo di quest'ultima entro fine anno dalla Holding e apertura della nuova società a tutti i 90 comuni lecchesi (previo conferimento ad essa di risorse umane e tecnologiche) ci sono la Lega Nord e Michela Vittoria Brambilla che del Pdl è il commissario provinciale su indicazione diretta del presidente Berlusconi attraverso il coordinatore regionale Mantovani. In mezzo, verrebbe da dire, buona parte del Pdl meratese che sta con la Lega di Merate. Il Carroccio sul tema ha fatto quadrato. La posizione di questo giornale, per quel che vale, è chiara ed è allineata alle posizioni della Lega e del Pdl meratese, ma, faziosamente se si vuole, ci sentiamo di sostenere che guarda al reale interesse dei cittadini. Contro lo schieramento dominante, Pdl e Lega, ci sono anche il Comitato Acqua pubblica che con una decina di sindaci indica nell'azienda speciale consortile, sul modello di Retesalute, il veicolo ideale cui affidare il SII in house e il Movimento 5 Stelle. L'orientamento che è uscito dalla recente assemblea dei sindaci dell'ATO difficilmente sarà ribaltato anche se è auspicabile che molti primi cittadini, soprattutto del centrosinistra, convinti dagli opinion leader del partito (Brivio e Strina), abbiamo in queste settimane trovato il tempo e la voglia di leggere le carte e capirci qualcosa. Dopodiché è ancora auspicabile - ma in questo caso anche prevedibile - che abbiano cambiato idea sposando quella che è oggettivamente la soluzione più agevole e meno costosa: ovvero la fusione di Idrolario e Idroservice con azzeramento delle partite incrociate debiti/crediti e l'acquisizione di forza lavoro e attrezzature. Le contorsioni a sostegno dell'affidamento diretto a Idroservice che entro due anni dovrà staccarsi da LRH e aprire il capitale anche ai comuni lecchesi che oggi non ne fanno parte non hanno sin qui convinto con  motivazioni plausibili. Basta andare a rileggere la lettera dei dieci sindaci per rendersi conto - se non si hanno paraocchi o pregiudizi - della scarsa consistenza delle argomentazioni addotte. Resta su tutto la conferma della straordinaria importanza della questione, quasi ignorata dagli altri media, tanto da dilaniare con lotte intestine PD e PDL. La partita è ancora tutta da giocare. E non è escluso che escano, da qualche buco, le ragioni di alcune curiose prese di posizione.
Claudio Brambilla
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