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Scritto Domenica 26 maggio 2013 alle 08:08

Merate: trapianto e donazione. Il regalo di una seconda vita nel racconto dei ''rinati''


Una seconda vita. E' quella che si apre a chi ha ricevuto un organo attraverso il trapianto. E la serata svoltasi venerdì sera presso l'Aula Magna del Liceo Agnesi di Merate ha sicuramente rappresentato un momento di significativa comprensione del complesso mondo della donazione, al tempo stesso così vicino e così lontano dalla coscienza di ognuno. La malattia inattesa, la grande paura, l'umana speranza, sono solo alcuni dei momenti indagati durante la conferenza attraverso la testimonianza diretta di numerosi operatori, medici, volontari e soprattutto grazie agli interventi di tante persone che il trapianto l'hanno vissuto in prima persona.

L'Associazione Italiana contro le Leucemia, i Linfomi e i Mielomi, AIDO Lecco, ADMO Lombardia e LILT Merate hanno deciso di unirsi per realizzare una serata densissima di contenuti, occasione tra l'altro per promuovere la 6° edizione del torneo 'Memorial Roberto Nava' di calcio a 5 e green volley, che si terrà nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 giugno presso il centro sportivo di Paderno d'Adda (per info e iscrizioni http://gliamicidiroby.blogspot.it AIL Lecco, 338/5005311). Introdotta dalla dottoressa Silvia Villa, oncologa presso l'ospedale di Lecco e presidente della locale sezione LILT, la serie di interventi si è aperta con la straordinaria testimonianza di Lorenzo Bonetti, pallavolista di B1 con la Cisanese, che ha raccontato la sua vittoria più importante: quella contro il linfoma di Hodgkin.

"Devo dire che non riesco a considerare quello che mi è successo come un'esperienza totalmente negativa. Perchè con la malattia mi si è aperta davvero un'altra vita. La diagnosi l'ho avuta nell'estate del 2012. A dicembre ho concluso il ciclo di chemioterapia e a gennaio - non dimenticherò mai quando sono tornato in campo il 6 gennaio 2013! - ho ricominciato a giocare con la Cisanese. La chemioterapia non l'ho praticamente sentita. Oggi non è più debilitante come un tempo. Il mio corpo ha reagito bene e anche gli ultimi controlli sono perfetti. Il tumore è scomparso. Ho imparato tanto. Ad esempio per ciò che riguarda le relazioni, gli affetti. Prima li davo per scontati. Oggi è diverso. I miei genitori ad esempio. Mi sono stati vicini e ammetto che adesso, quando devo fare qualche trasferta in giro per l'Italia, mi dispiace molto distaccarmene. E gli amici... Quello che ripeto sempre quando ho l'occasione di raccontare la mia storia è che è importantissimo sostenere i malati psicologicamente. La motivazione alla guarigione è fondamentale. E gli affetti fanno tanto."

Altrettanto significative le testimonianze delle signore Maristella e Angela, oggi volontarie AIL, ma con esperienze dirette nel campo della donazione e della cura:"Quindici anni fa mi è stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin. - ha spiegato la signora Maristella - A distanza di due giorni è stato diagnosticato anche a mia madre, che oggi purtroppo non c'è più. Ma la motivazione alla guarigione è davvero importante. Per questo occorre mettersi nelle mani dei medici, affidarsi a loro, far tesoro della loro esperienza diretta e impegnarsi nelle cure.  Chi non conosce il mondo dell'ematologia ha spesso una visione tragica di questo tipo di malattie. Ma il pessimismo disinformato non serve a nulla. E' deleterio. La competenza dei medici e l'affetto dei propri cari: ecco ciò che può veramente contribuire alla guarigione." "Ho donato il midollo a mio fratello, - ha spiegato la signora Angela - che era affetto da leucemia. La mia vita è veramente cambiata. E agli Ospedali Riuniti di Bergamo mi sono trovata benissimo, ho incontrato splendidi professionisti." Le testimonianze sono continuate con gli interventi dei trapiantati AIDO: Emanuele Magni, rivenditore di macchine agricole, che ha ricevuto un rene 6 anni fa e oggi è volontario AIDO. Teresina Maggioni, casalinga trapiantata di fegato da 5 mesi, appassionata di passeggiate. Giancarla Consonni, pensionata, trapiantata di fegato da un anno e mezzo. Ambrogio Colombo, trapiantato di fegato da circa tre anni, che oggi fa lunghe camminate e va a pescare.

Maria Terzi, trapiantata di fegato da 14 anni, casalinga e volontaria AUSER. Daniele Sorzi, pensionato e volontario AIDO, trapiantato di fegato da vent'anni che oggi dedica il proprio tempo libero al giardinaggio e alle gite in montagna. Importanti anche le testimonianze di due donatori di midollo osseo: Ilenia Pirovano e Mauro Carnati. Ma la testimonianza più commovente è sicuramente stata quella di Lucia Polvara, quarantenne lecchese trapiantata di cuore nel novembre 1997 presso l'ospedale San Matteo di Pavia, che nel 2002 e nel 2004 ha portato a termine due normalissime gravidanze, dando alla luce i suoi splendidi figli, che oggi hanno 9 e 11 anni. "A 20 anni mi è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa. - ha spiegato Lucia Polvara, a tutt'oggi impiegata presso un'azienda lecchese e volontaria AIDO - Ho tirato avanti coi farmaci. Circa sei anni dopo la situazione è degenerata e sono stata messa in lista per il trapianto. Ho rischiato di morire. Davvero. Sono stata data per spacciata. Mi hanno dato tre ore di vita. Tre ore. Non tre giorni. Sono stati chiamati i miei familiari... Poi il cuore è arrivato. All'ultimo momento utile. Il trapianto è andato bene. Anzi benissimo. La mia seconda vita è cominciata. Dopo il trapianto ho ricominciato anche a fare sport. Poi sono arrivate le gravidanze... Non ho parole. Sono andate perfettamente. Nessuno credeva che fosse possibile, e invece oggi ho due bellissimi figli. Questo significa che occorre credere nel trapianto, nei medici, e sostenerli, perchè ciò che fanno insieme ad associazioni come quelle riunite questa sera è semplicemente straordinario." Nei loro interventi i dottori Paolo Aseni - medico del reparto di chirurgia generale e trapianti presso l'Ospedale Niguarda Cà Granda - e Giulio Galvani - responsabile del Centro Donatori di Midollo di Erba - hanno sottolineato l'importanza del sostegno alla ricerca e della promozione della donazione. "Soltanto una persona su 100.000 - ha spiegato il dott. Galvani - è compatibile con chi in questo momento sta aspettando il trapianto di midollo osseo. Ci serve la disponibilità di tanti potenziali donatori. E occorre ricordare che oggi la donazione di midollo, o meglio, di cellule staminali emopoietiche, può essere fatta anche attraverso semplici iniezioni sottocutanee assolutamente indolori e non necessariamente attraverso il bacino."

Testimonianze di guarigione dunque, attraverso trapianti e terapie, ma anche un chiaro richiamo all'approfondimento dei temi legati alla donazione. Per combattere l'ignoranza, promuovere la prevenzione e - perchè no? - attivare il proprio civismo e partecipare personalmente alle attività di associazioni come AIL, LILT, AIDO e ADMO. "Devo dire che oggi, quando vado in ospedale per i controlli - ha spiegato Daniele Sorzi, pensionato e volontario AIDO, trapiantato di fegato da vent'anni - provo un certo entusiasmo. E' difficile da credere. Ma è perchè ho l'occasione di vedere i miei medici, coloro che hanno fatto davvero tanto per me. E' un piacere profondo poterli incontrare di nuovo, anche solo per un saluto." "Sappia che si tratta di un sentimento assolutamente reciproco." Ha risposto dalla platea il dott. Paolo Aseni. 

5X1000 AIL: 80102390582

5X1000 LILT: 80118410580

5X1000 AIDO: 80023510169

5X1000 ADMO: 97102080153

http://www.ail.it/

http://www.legatumori.it/

http://www.aido.it/

http://www.admo.it/

Massimo Colombo
Associazione correlata:
- Aido
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