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Scritto Sabato 16 ottobre 2010 alle 15:47

PER ''MAGIC MICHELA'' IL TURISMO LECCHESE SI RILANCIA DI NOTTE

Magic Michela, un’ammiccante
ministro del turismo
"Farò conoscere Lecco a milioni di persone". Parola di Ministro. Ma intanto i 500 illustri ospiti giunti da ogni parte del mondo per partecipare a Cernobbio alla quinta conferenza nazionale del turismo sono giunti in battello a Lecco venerdì sera al buio e non hanno visto niente. Colui che nulla vede nulla ricorda e nulla riferisce. Michela Vittoria Brambilla, lecchese di Calolziocorte e ministro pro tempore del turismo ha inventato il marchio " Magic Italy". Così si chiama il portale istituzionale, così si chiama la rivista che è al suo terzo numero e che apre sempre con una bella prefazione bilingue preceduta dalla foto e seguita dalla firma del ministro. Pare che neppure il Papa osi tanto quando manda alle stampe un' enciclica. Magic Italy. Ha ragione la Brambilla. Il termine coniato è perfetto. Siamo un poco tutti illusionisti e prestigiatori, ma lei ci batte di brutto e ci mette in fila. Giornali innanzitutto. Si sono scritte pagine su pagine - qui, su questo ramo del lago di Como eh, non lungo lo stivale - su questa tappa lecchese del turismo internazionale. Una città blindata, militari in assetto antisommossa dappertutto, negozi e parcheggi chiusi, strade di traffico interne interrotte, persino i tombini sigillati, il presidente della Provincia Nava che definisce il summit una specie di G20 e l'assessore al turismo Fabio "dentibianchi" Dadati che paventa una calata di serbi lacuali da via Bovara. E infatti nulla accade giacchè, se non fosse per l'enfasi data all'avvenimento (?) dal quotidiano locale nessuno si sarebbe accorto o avrebbe dato la tara alla notiziola di una piazza chiusa al pubblico per ospitare la cena di 500 commensali sia pure di lusso. Negozi e bar hanno chiuso alle 14. Per ore le piazze vuote sono risuonate degli scarponi dei militari antisommossa anche se è noto che si insegue meglio con le scarpe leggere e del vocio dei manutentori della tombinatura esplorata e rigorosamente sigillata per impedire l'emersione delle pantegane rivoluzionarie. Poi tutti ad attendere la motonave Orione che è attraccata al "pontile del battello" di fronte al mitico (questo si) ristorante Orestino con 90 minuti di ritardo. Una manciata di ministri del turismo con codazzo di addetti commerciali e giornalisti lustrini sono scesi dalla scaletta con il viso stravolto da sette ore di conferenza per finire dritti dritti all'interno di un'ampia tensostruttura dal tetto colore del cielo per consumare un catering d'alto profilo gastronomico. Una buona parte dei nobili 500 erano tutti volti locali, gente cioè che al turismo lecchese non porta nulla, ma in questi summit internazione c'è sempre uno scambio di appetiti. E allora perché rinunciare all'insalatina di lago con slinzega, al risotto di pesce persico, al filetto con dadolata di castagne, alle mandorle con gateaux al cioccolato. Dopo i 300 giovani e forti ecco i 500 stanchi e affamati. E' l'evoluzione dei numeri: i primi muoiono i secondi si saziano. Insomma: da Cernobbio a Lecco per una sveltina di "turismo cenajolo", remake istituzionale ancora una volta rigorosamente notturno delle prime trasmissioni televisive del ministro Brambilla quando tranciava la Milano da bere a cavallo di una moto per svelarne i misteri. Tanto rumore per una cena intervallata dalla scalata dei Ragni della Grigna sul campanile della Basilica di San Nicolò. I ministri del turismo di Lecco non hanno visto niente, ma dubito che la città interessasse loro un granchè. In ogni caso un ministro lecchese non poteva lasciare tutti i meriti ai cugini comaschi, nevvero?
Due chiose per chiudere. Michela Vittoria Brambilla si è complimentata con Nava e Dadati per il grande sforzo organizzativo di cui sono stati protagonisti. Peccato che nessuno li abbia visti montare la tensostruttura o allestire il catering. Escluso che abbiano pilotato l'Orione o che siano soci della Gattinoni Viaggi che ha gestito l'evento. La cena è stata irrorata con vini Franciacorta. Sarebbe stato meglio farlo con i vini delle cantine di Montevecchia. Ma il ministro oltre che magic è giovane. Speriamo un'altra volta si scelgano bottiglie più vicine a Lecco. Rosso di sera bel tempo di spera dice il proverbio. In natura si, in politica al momento no.
Alberico Fumagalli
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