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Scritto Sabato 18 maggio 2013 alle 18:26

Acqua: dieci sindaci intonano il ‘de profundis’ per Idrolario. ‘Abbiamo scelto Idroservice nell’interesse di tutti i cittadini’

Si accende il confronto sulla decisione della Conferenza dei sindaci dell'Ambito Territoriale di Affidare a Idroservice Srl, società controllata al 100% da Lario Reti Holding, il servizio integrato dell'acqua. Contrari una quindicina di sindaci tra cui quellli di comuni importanti come Merate, Mandello, Oggiono, Calolziocorte, Cernusco e Lomagna. Per tutti questi primi cittadini il servizio va confermato a Idrolario Srl mettendo a disposizione personale e attrezzature che sono state messe in carico dopo la fusione delle quattro società idriche, a Lario Reti e poi a Idroservice, costituita proprio da Lario Reti. A questo punto non è chiaro a che cosa servirà Idrolario dovendo nel tempo dismettere il patrimonio - per la cui gestione era stata costituita - non prima però di aver coperto lo sbilancio finanziario determinato dallo spropositato contratto sottoscritto con LRH per la manutenzione ordinaria e la riscossione delle bollette (contratto contro il quale nessuno di questi sindaci ha votato, ed anzi tutti hanno approvato i bilanci 2011) e la mancata applicazione del nuovo piano tariffario. Idroservice, invece, parte già con nuove tariffe (aumentate del 14% circa) con effetto dal 2012. Ecco il testo integrale diffuso dai sindaci della Brianza al fine di motivare il loro SI a Idroservice.

Sandro Capra (Montevecchia), Paolo Strina (Osnago), Adele Gatti (Airuno),
Giovanni Ghislandi (Imbersago) e Marco Canzi (assessore al bilancio di Olgiate)


 
"Martedì 14 maggio la Conferenza dei Comuni dell’ATO di Lecco ha espresso il proprio orientamento per l’affidamento della gestione del Servizio Idrico Integrato nella nostra Provincia. La scelta è avvenuta dopo un lungo percorso che ha visto momenti di confronto tra i sindaci, il supporto di esperti del settore, iniziative pubbliche, il confronto con portatori d’interessi (movimenti dei consumatori, rappresentanti dei lavoratori delle aziende coinvolte, associazioni), espressioni da parte dei Consigli Comunali.
Il confronto è stato ampio, a volte anche aspro ma alla fine agli amministratori tocca il compito di decidere: e così è stato fatto. Ora gli orientamenti emersi con ampia maggioranza dal confronto verranno concretizzati in una delibera dell’Azienda Speciale ATO che – una volta confermata dall’assemblea dei sindaci – verrà sottoposta al Consiglio Provinciale cui spetta (secondo la normativa lombarda) la delibera di affidamento del servizio. L’indirizzo dei Comuni sulla scelta sul modello del servizio idrico integrato della Provincia di Lecco è stato chiaro e inequivocabile: la gestione deve essere affidata in-house ad una società di primo livello, cioè partecipata direttamente dai Comuni e non inserita in una holding. Una volta scelto il modello si è trattato di indicare anche il percorso societario più indicato per raggiungerlo ed è su questo che si sono delineate le due diverse opzioni “Idrolario” e “Idroservice”. L’utilizzo dei nomi delle società per identificare le alternative è stata ovviamente una semplificazione lessicale: a chiunque abbia partecipato alla conferenza è stato evidente che il voto per l’opzione “Idroservice” non significava certo aver scelto di affidare ad essa il servizio toutcourt. Infatti quello che si doveva decidere era su quale soggetto fare “perno” per realizzare le operazioni societarie atte a realizzare il modello scelto, necessarie in entrambi casi. Infatti già a dicembre l’assemblea dei sindaci aveva deliberato che l’affidamento sarebbe stato affidato ad una realtà nata dall’unione delle maestranze, delle risorse e dei mezzi di Idrolario e Idroservice, con compensazione di debiti e crediti tra le due società. Non essendo possibile per impedimenti normativi creare una nuova azienda (newco) in cui far confluire le due, giocoforza andava fatta una scelta sull’azienda a cui affidare il compito di aggregare le forze.
L’opzione “newco” sostenuta a suo tempo serviva proprio a questo: costituire una società con soci i Comuni con quote proporzionali agli abitanti, che poi acquisisse la titolarità degli assets di Idroservice, facendo così uscire il ramo idrico da Lario Reti Holding. Il risultato a cui mirava è esattamente lo stesso che si otterrà quando LRH cederà ai Comuni della Provincia di Lecco le quote di Idroservice e questi le acquisteranno in misura proporzionalmente agli abitanti. La decisione è stata difficile ma estremamente consapevole.
A nostro avviso scegliere Idrolario come “perno” della riorganizzazione societaria era una opzione troppo rischiosa per essere percorsa coscienziosamente. Una società con meno di 20 dipendenti, che non gestisce operativamente il servizio e che versa in una situazione di grave tensione finanziaria (non certo per causa sua ma perché era stata creata per fare altro, a causa di una normativa nel frattempo cambiata) come avrebbe potuto e con quali garanzie per la continuità del servizio gestire da subito e contemporaneamente:
1) la presa in carico della struttura di Idroservice (più di 100 dipendenti) e la sua integrazione,
2) il confronto con gli istituti di credito per presentare la nuova situazione e acquisire i finanziamenti a medio-lungo termine per chiudere le passività a breve e coprire gli investimenti del piano d’ambito,
3) l’ingresso nel capitale dei Comuni della Provincia non soci e la redistribuzione delle quote per raggiungere l’assetto proporzionale agli abitanti,
4) la riorganizzazione societaria delle altre società del territorio incidenti sul SII?
In breve tempo sarebbe implosa sotto il peso della complessità e il servizio – quello concretamente percepito dai cittadini – sarebbe stato a rischio. Idroservice invece non avrà difficoltà ad integrare il ramo d’azienda di Idrolario e a gestire la riorganizzazione di cui sopra, senza “sbalzi” per il servizio. Certamente Idroservice dovrà rapidamente uscire dal gruppo LRH per diventare di proprietà diretta di tutti e soli i Comuni della Provincia di Lecco. Per questo nel corso della discussione abbiamo posto come determinanti alcuni “paletti” che dovranno essere inseriti nella delibera di indirizzo per l’affidamento a Idroservice:
1) entro pochi mesi e comunque prima dell’affidamento in una apposita assemblea di LRH, i soci dovranno deliberare l’indirizzo strategico al Consiglio di Amministrazione di riorganizzazione e successiva retrocessione ai Comuni del settore idrico, cioè Idroservice
2) la decadenza automatica dell’affidamento se nel capitale di LRH o di Idroservice entrassero soci privati
3) la valutazione della decadenza dell’affidamento per decisione dei comuni se il percorso di uscita di Idroservice da LRH non si perfezionasse entro due anni
4) l’obbligo per Idroservice di non distribuire eventuali utili ma di reinvestirli nel servizio
5) la votazione delle decisioni in Idroservice (sinchè sarà in LRH) per quote proporzionali agli abitanti anziché per quote societarie
6) il potenziamento del potere di controllo dei comuni soci sull’operato degli amministratori Siamo convinti che queste precisazioni potranno offrire ai cittadini un quadro completo della vicenda, in quanto le decisioni della Conferenza dei Comuni sono state prese nell’interesse dei cittadini ad avere un servizio idrico che funzioni e che sia a gestione totalmente pubblica, nel pieno rispetto della volontà referendaria.
Questo è il vero dato “politico” emerso nelle oltre tre ore di animato dibattito di martedì 14 maggio. Il secondo dato a nostro avviso sottovalutato è che il dibattito ha portato i Comuni a suo tempo favorevoli all’affidamento a Idroservice (per semplicità: i comuni dell’area lecchese) come società di secondo livello a convenire con l’orientamento espresso dai comuni del meratese-casatese che questo non è possibile: Idroservice sarà trasformata in società di primo livello direttamente controllata dai Comuni. In questo senso l’esito è pienamente conforme alle delibere che alcuni consigli comunali avevano assunto.
Con buona pace di tutti i massimalisti - incapaci di valutare razionalmente una decisione di buon senso solo perché diversa dalle loro opinioni e pronti a gridare allo scandalo – in questi mesi le posizioni si sono avvicinate perché si è utilizzato caparbiamente lo strumento del confronto costruttivo. L’incaponirsi di ognuno sulle proprie posizioni sta portando l’Italia alla paralisi, come si è visto nel periodo post elettorale nelle vicende relative all’elezione del Capo dello Stato e alla formazione del Governo. Noi invece pensiamo che accordi vadano ricercati nell’interesse del servizio pubblico a favore dei cittadini: abbiamo lavorato e continueremo a lavorare con tutte le fatiche del caso avendo in mente questo obiettivo.

Adele Gatti – sindaco di Airuno
Antonio Colombo – sindaco di Casatenovo
Guido Besana – sindaco di Cremella
Giovanni Ghislandi – sindaco di Imbersago
Bruno Crippa – sindaco di Missaglia
Sandro Capra – sindaco di Montevecchia
Marco Canzi – assessore Finanze e Bilancio di Olgiate Molgora
Paolo Strina – sindaco di Osnago
Davide Maggioni – sindaco di Sirtori
Renato Ghezzi – sindaco di Viganò"
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