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Scritto Sabato 18 maggio 2013 alle 11:09

IMU PRIMA CASA, VOLGARE ELEMOSINA DI STATO IN NUBE TOSSICA

E così - in questi termini  insulsi ne riferisce il quotidiano della città - mentre il di nuovo onorevole Michela Vittoria Brambilla fa atto di presenza  al summit convocato  a Lecco in  Prefettura  per  vedere  come gestire  l'emergenza della  chiusura della superstrada per la Valtellina e il suo unico contributo pare sia stato quello di  auspicare l'individuazione in tempi rapidi di soluzione adeguate e in altra parte della città, dal convegno tenuto dal sindacato Spi-Cgil nella sala convegni dell'Ospedale Manzoni, emerge che la regione Lombardia e la provincia di Lecco registrano un tasso di evasione fiscale elevatissimo che evidentemente dura da tantissimi anni, (eh, se a tutti fosse fatto obbligo di mettere in rete le ultime cinque denunce dei redditi.....) ecco che tutta l'attenzione del Paese e dei giornaloni nazionali che ne alimentano l'insaziabile fame di gossip è dedicata a quell'evento eccezionale che è la sospensione e più avanti la riduzione dell'Imu sulla casa di abitazione che per una buona fetta di  italiani è  anche la prima e ultima. Il Governo ha rinviato il pagamento della prima rata  a settembre quando chi già si lamenta di non poterla pagare a giugno difficilmente potrà farlo se in agosto si è permesso due/tre giorni di ferie.
Esultano Berlusconi e Angelino per avere convinto/costretto il premier Enrico Letta a realizzare il primo e qualificante obiettivo del loro programma di governo, mentre Brunetta da Vespa parla di miliardi di euro restituiti agli italiani. A parte il dettaglio che sospensione non è sinonimo di annullamento e ancor meno di restituzione, cari lettori occhio che si tratta di pura elemosina. Qui ci trattano come morti di fame e da parte nostra non c'è neppure l'attenuante di avere fatto di tutto per dare l'impressione opposta. A parte il fatto che si parla di rinviare di tre mesi il pagamento di una somma media di 100 euro, che è la trentesima parte del contante che il Silvio nazionale pare pagasse ogni sera - in esenzione d'imposta - alle ragazze che ballavano davanti a lui  prima travestite da suora o da magistrata e poi  via via sempre più trasparenti, il vero problema dell'imu riguarda gli immobili abitativi e i capannoni  industriali che le imprese edili hanno costruito, destinati alla vendita e invenduti. Ici e Imu sono stati istituite come imposte sul patrimonio e il patrimonio non è costituito dai beni merce destinati alla vendita. Quello si chiama magazzino. Chi commercia produce reddito, questo si tassabile con ires, irpef e irap. Ici e imu hanno altra natura, sono state concepite per tassare il patrimonio immobiliare considerato tale secondo le regole classiche, ovvero gli  immobili acquistati e tesorizzati per produrre rendita fondiaria. E invece siamo arrivati addirittura a trattare l'Ici/imu come le regole dell'irpef, ovvero con detrazioni, deduzioni, riduzioni in funzione della componente familiare. Roba da matti e certo non da cultori della logica e del diritto.
Prendiamo atto allora che lo Stato Italiano pur essendosi dotato dal 1 gennaio 1992 (legge 413 del 30 dicembre 1991, ma tutti se la sono dimenticata) di ogni e qualunque strumento per combattere l'evasione fiscale non è in grado e non ha voglia di farla, questa guerra, e trova più facile colpire sempre più pesantemente la ricchezza evidente che non si può nascondere, ovvero case e terreni. Peccato che vi siano migliaia e migliaia di case costruite e ignote. Tranquilli cittadini, ripagatelo con un'azione uguale e contraria. Se ci si sente derubati, alla prima occasione si ruba.
Giusto aggiornare coefficienti catastali fermi da decenni, demenziale farlo oggi.
Il caso Imu sulla prima casa è l'ennesima nuvolaglia tossica  nella quale ci avvolge una politica in pieno stato confusionale e alla mercè della burocrazia di Stato che dall'interno dei ministeri fa il bello e il cattivo tempo. In Italia comandano i grandi commis di Stato, funzionari ottimamente pagati e di fatto illicenziabili. La maggior parte dei politici non è in grado di competere con loro. Non sanno fare le domande e non capiscono le risposte. Accadde anche subito dopo il 25 aprile del 1945. Per mandare avanti l'Italia i liberatori dovettero affidarsi alla burocrazia fascista altrimenti l'ingranaggio dello Stato si sarebbe fermato. Imbarazzante che accade la stessa cosa 68 anni dopo. E' che non c'è nessuno che sa esattamente che cosa ha in mano. Nei prossimi mesi, nei prossimi anni esattamente come accaduto in passato, la produzione legislativa sarà contraddittoria, schizofrenica e casuale. Usciranno leggi già morte prima di vedere la luce. Pensate che stanno già pensando di cambiare l'Imu, la Tarsu e la non ancora battezzata Tares in una nuova Service tax a favore degli enti locali.  Non capiscono che  i cittadini hanno bisogno di un attimo di respiro, di date certe, di termini certi, di importi certi che resistano lo spazio di una stagione.
Qui al Nord, forse più che altrove, si soffoca, si è sotto stress, non si regge più il ritmo. C'è una intera generazione che ha costruito il Paese che è stanca. Ma chi governa è in paranoia e infatti Enrico Letta si sta già rimangiando le promesse fatte neanche un mese fa. Anche lui parla senza conoscere. Promette senza garantire. Il colmo, poi, è che Berlusconi  faccia di tutto per apparire come un genio dopo avere portato il Paese al coma profondo dal quale forse usciremo non prima di cinque/dieci anni.
Non è l'Umu sulla prima casa il problema nazionale. Questa è una briciola, l'equivalente di una fettina di formaggio rancido per topi. Per l'80% dei "rimborsandi" ( sic ) si tratta di una somma che non supera i 150 euro. E' tutto il resto che non va: il costo della vita, il carico fiscale, la burocrazia paralizzante, l'irragionevolezza della struttura pubblica dentro la quale lavorano tante brave, gentili e  competenti persone frastornate dal continuo mutamento normativo.
Oggi accade che è lo Stato a fare concorrenza ai propri cittadini. Ne è l'antagonista e il concorrente. Ma vi rendete conto? Per tenere in piedi un bilancio che andrebbe smagrito del 30% salassa i redditi dei milioni di cittadini che ne costituiscono l'ossatura. Spolpati i secondi il primo crolla.
E tutto questo accade mentre la Corte di Cassazione, proprio ieri, rinvia alla Consulta la legge elettorale ritenuta intrisa di elementi incostituzionali.  E stato il ricorso di un cittadino avvocato a portare a questo risultato. Uno solo su 58 milioni che ha detto no! Ma in Parlamento non c'è la Commissioni affari costituzionali delegata, tra le altre cose, a verificare la rispondenza delle leggi elettorali ai dettami della Carta? E invece c'è voluta l'iniziativa di un privato cittadino per evidenziare la porcata del Porcellum, legge del 2005 che ha già disciplinato tre appuntamenti elettorali con i risultati che abbiamo visto. Non se ne viene più fuori, amici lettori. Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti. Siamo di nuovo alla caduta dell'impero romano. Non avremo mai un fisco equo, leggi sul lavoro semplici, una giustizia civile rapida  e una burocrazia intelligente. La mia impressione è che non ci meritiamo nessuna delle quattro. A tutti fa troppo comodo che continui così anche se dichiariamo il contrario.
Alberico Fumagalli
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