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Scritto Lunedì 13 maggio 2013 alle 22:30

Valgreghentino: Scaccabarozzi, ricostruita la famiglia dal 1760

Tutto ha avuto inizio dalla ricerca dello stemma di famiglia, ritrovato nella chiesetta di S. Bernardo a Montevecchia. Ne è nata una ricerca storica che ha permesso di ricostruire l’albero genealogico degli Scaccabarozzi di Valgreghentino (per la precisione Biglio Superiore) dal 1760 ad oggi.


Un lavoro di scoperta di legami e persone che da ottobre ad oggi ha coinvolto diversi membri della famiglia, che piano piano si sono appassionati a quello che ora resterà per sempre come testimonianza preziosa della presenza della famiglia nella Brianza lecchese. “Abbiamo pensato di ricercare lo stemma di famiglia da affiancare al nome dell’azienda, e grazie ad una prima ricerca in Internet abbiamo scoperto lo stemma conservato a Montevecchia, perché lì Don Antonio Scaccabarozzi prese l’antico simbolo famigliare e lo abbellì nel 1600” ha raccontato Loretta, moglie di Franchino Scaccabarozzi.


“Il simbolo divenne così ovale e decorato con una greca, con l’aquila simbolo di potere, le strisce bianche e blu di abbellimento e i barrocci (carretti) con cui venivano trasportati i morti per la peste. “Dare scacco” era l’espressione utilizzata per questi mezzi, e da qui deriva il nome della famiglia, da scacca – barocci, a Scaccabarozzi. Essi erano presenti in Brianza, come nel milanese, e qui erano in particolare a Cremella e la zona di Valgreghentino”
. Il resto è stato un lavoro di ricostruzione storica e sociale sulle diverse linee genealogiche che dal capostipite Pietro hanno portato ai rappresentanti più giovani della famiglia.

“Abbiamo attinto informazioni dagli archivi parrocchiali, ma anche avuto informazioni dai membri più anziani della famiglia che ci hanno raccontato di chi si ricordavano. Dobbiamo ringraziare Don Enrico Vitali e lo storico Luigi Perego per l’aiuto, è stato un lavoro di tanti, ognuno ha dato il suo contributo per la ricostruzione”
. Domenica 12 maggio, nel giorno in cui si festeggia la festa della mamma, la famiglia si è riunita a pranzo, e tuti hanno ricevuto un dono davvero speciale.

“Abbiamo realizzato tre diverse pergamene, che partono tutte con Pietro e mostrano i nuclei famigliari o gli uomini capostipiti delle singole famiglie”
ha spiegato Loretta. I documenti sono stati regalati ai presenti, ed è stata proiettata una presentazione che racconta la storia della famiglia e come si è svolto l’intero lavoro di ricerca.
L’assessore Lodovico Anghileri, presente per l’amministrazione comunale, ha reso un particolare omaggio all’esponente più anziana della famiglia (Laura Scaccabarozzi, 95 anni) e al più giovane (Luca Scaccabarozzi, figlio di Franchino, di 18 anni). “Un momento molto commovente è stato il taglio della torta alla fine del pranzo, quando mio padre Isidoro, di 90 anni, ci ha raggiunti” ha spiegato Franchino. “Per tanti nipoti è stato emozionante averlo a tavola con noi, davvero una bella sorpresa”. La ricerca promossa rimarrà per gli Scaccabarozzi di Biglio un prezioso documento dell’esistenza della loro famiglia in Brianza.

R.R.
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