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Scritto Venerdì 10 maggio 2013 alle 18:06

Cernusco, Conrater in difesa della struttura dello scalo merci Fs: tuteliamo le falde. Ma il progetto richiede l'accorciamento

Ospitiamo l’intervento dell’ex sindaco nonché attuale assessore provinciale Antonio Conrater a “difesa” della struttura originaria dell’ex magazzino della stazione ferroviaria di Cernusco, a breve oggetto di un intervento di ristrutturazione che rischia di trasformarne l’aspetto, facendone perdere il legame con la storia del paese. In calce, invece, la risposta “tecnica” fornita dall’amministrazione comunale a sostegno del progetto.

Il magazzino della stazione di Cernusco

Caro Direttore,
mi permetto di segnalarti un tema che mi sta particolarmente a cuore.
E’ la ristrutturazione del “Magazzino” della Stazione Ferroviaria di Cernusco-Merate.
Mi hanno detto che nonostante molti pareri contrari si procederà a breve al taglio delle falde del tetto.
Non so quale sia l’esigenza che induce questo accorciamento. Mi sembra però che così facendo si modifichi sostanzialmente l’immagine dell’intero edificio.
Io sono stato “pendolare” per tutta la vita e devo dire che la maggior parte dei “Magazzini” che si incontrano lungo la Milano – Lecco hanno subito nel tempo modifiche e rifacimenti vari che hanno profondamente inciso sul loro aspetto esterno – tanto da renderli a volte irriconoscibili.
Questo di Cernusco è forse l’ultimo ad aver mantenuto intatto l’aspetto originario risalente alla seconda metà dell’800 (quando l'allungamento delle falde serviva per riparare le merci dalle intemperie durante le fasi di scarico ).
Non so se sia ancora possibile impedirlo ma se lo fosse io mi appello a quanti hanno a cuore la conservazione delle testimonianze del passato perchè facciano un estremo tentativo per evitare che il taglio delle falde – finisca col rendere irriconoscibile e del tutto “anonimo” l'aspetto esterno del Magazzino della Stazione di Cernusco-Merate .
Ricordo che di fronte al “Magazzino” c’era anche un serbatoio ottogonale dell’acqua ( l'unico fino ad allora rimasto sulla Milano-Lecco )  che ricordava come le locomotrici originarie fossero a quel tempo, solo a vapore.
Quando iniziarono i lavori per il raddoppio – dunque non molti anni fa – nessuno se ne ricordò e l’impresa cui erano stati appaltati i lavori lo abbattè senza alcun riguardo e senza che nessuno lo rilevasse.
La stessa fine avrebbe probabilmente fatto il “Magazzino” se Piermario Raimondo, il compianto marito di Renata Valagussa, non fosse intervenuto con una campagna di opinione coraggiosa ed efficace per recuperare il “Magazzino” e farne un Museo del Treno.
L'idea del Museo del Treno piacque a molti in quegli anni: soprattutto a chi come tanti cernuschesi avevano padri, nonni e fratelli che avevano lavorato una vita intera in ferrovia.
Mancò in quel momento per realizzarlo il sostegno dell’Amministrazione Comunale che di quel progetto non era affatto convinta.
Mantenere intatta la forma esterna del “Magazzeno” di Cernusco sarebbe anche un modo per ricordare il significato storico culturale e di progresso economico che l'arrivo del treno aveva portato nella nostra Brianza. 
Un saluto cordiale
Antonio Conrater

Purtroppo, la riduzione delle falde, la cui lunghezza rappresenta evidentemente la caratteristica più “particolare” dello scalo merci cernuschese, sembrerebbe ormai inevitabile per ragioni prima di tutto di sicurezza (il tetto, a seguito dei lavori per il raddoppio ferroviario arriva troppo vicino binari ed è anche attraversato da un palo dell’Enel) ma anche di “tempistica tecnica”.  Come il sindaco Giovanna De Capitani ha già avuto modo di spiegare alla consulta lavori pubblici che le aveva chiesto delucidazioni, il progetto di recupero dello stabile, approvato tra l’altro non dall’attuale amministrazione ma dalla precedente e già sottoposto a tutte le verifiche del caso, non può subire ulteriori modifiche in quanto il mancato avvio dell’intervento in tempi brevissimi rischia di far perdere il contributo regionale (ben 200.000€) alla base del restyling stesso.

A sinistra, indicato dalla freccia, il palo che "entra" nel tetto. A desta un buco presente nella copertura

La falda sul lato dei binari vista dal basso

“Il percorso progettuale ha già di fatto valutato possibili diverse soluzioni, che il progettista nella sua autonomia intellettuale, anche riguardo gli aspetti relativi alla sicurezza dei cantiere nel caso si fossero mantenute le falde dell’ampiezza attuale, ha già ampiamente considerato. Permane l’impegno per sostenere altri aspetti importanti relativi al recupero del manufatto che trovano ampio spazio e soluzioni di qualità nel progetto esecutivo approvato. Occorre inoltre ribadire che la stessa struttura competente di R.F.I. aveva a suo tempo caldeggiato l’adeguamento della coperture per razionalizzare definitivamente il vecchio edificio in relazione alle modifiche infrastrutturali introdotte dal raddoppio ferroviario.  Fermo quanto detto sulle controindicazioni di un percorso di variante è stato da ultimo valutato il rischio di perdere il finanziamento regionale, che prevede tempi strettissimi per l’inizio (maggio 2013) e la conclusione dei lavori (aprile 2014), oggettivamente incompatibili con i tempi necessari per approntare una variante di progetto. Rischio che questa Amministrazione non vuole assolutamente correre” si legge dunque nella relazione a firma del primo cittadino, fruibile integralmente cliccando qui.

A intervento ultimato e dunque entro l’aprile del prossimo anno, l’aspetto dell’ex Magazzino sarà all’incirca questo:

L'edificio, attualmente in evidente fatiscenza, sarà destinato a deposito custodito di cicli e motocicli per gli utenti del servizio ferroviario.
Ne consegue il secondo obiettivo individuato che è quello di incrementare il trasporto ciclistico da e per la stazione ferroviario ed è parte di un più ampio programma di sviluppo provinciale di mobilità ciclabile.
L'intervento è dunque mirato a una sostanziale ristrutturazione dell'edificio, sia dal punto di vista edilizio, che impiantistico.
Il progetto prevede l'inserimento di una leggera struttura di soppalco per consentire un migliore e più razionale utilizzo dello spazio disponibile dislocando su due  piani il parcheggio.

Al piano superiore, in questo modo, potranno trovare posto 134 bici, poste in apposite rastrelliere mentre al piano terra, dove potranno essere alloggiati fino a 25 motocicli, sono inoltre previsti i servizi igienici e un locale da utilizzarsi quale ufficio del custode o quale officina per le piccole riparazioni dei mezzi in deposito che potrebbero essere eseguite in collaborazione con un negozio specializzato convenzionato, a chiamata.
L'intervento edilizio, come riportato dalla relazione tecnica redatta dal progettista, l'architetto Giuseppe Cerrano, consultabile cliccando qui, prevede poi il rifacimento della copertura con la riduzione, come dicevamo, dell'imponente gronda su entrambi i lati, intervento che consentirà di "liberare" il palo di sostegno dei cavi elettrici, oggi inglobato nella falda che affaccia sui binari; il rifacimento dell'intonaco interno e esterno, dove sanno anche restaurate le porzioni di laterizio a vista; la realizzazione di nuove aperture con la sostituzione dei serramenti esistenti; la conservazione con restauro o il rifacimento del pavimento del piano terra.

Un edificio dunque “simbolo” del passato del paese e del progresso portato dalla ferrovia si appresta quindi a diventare una struttura moderna, per quanto riguarda sia l’estetica che l’utilizzo: da magazzino merci a deposito “tecnologizzato” riacquistando, in ogni caso, dignità dopo anni di “immeritato” degrado.
A.M.
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