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Scritto Venerdì 26 aprile 2013 alle 14:55

Contabile della cassa edile di Lecco e Como si appropriava di fondi. Recuperati dalla Finanza 238mila €

Aveva trovato il modo di "recuperare" i nominativi di soggetti iscritti alla cassa edile e irrintracciabili, per chiedere a loro nome il pagamento di alcune spettanze. Un artifizio che gli ha consentito di girare a suo favore i versamenti che l'ente, ignaro, erogava a quelli che riteneva essere soggetti iscritti e che richiedevano quando gli spettava. In realtà l'uomo, un contabile della cassa edile di Lecco e Como, dopo essersi fatto autorizzare il versamento manometteva il file così che il denaro transitasse direttamente sul suo conto. A mettere fine alla truffa è stata la guardia di finanza che ha eseguito il sequestro preventivo di euro 238.382,84 ed il versamento della somma nel Fondo Unico di Giustizia.
Le indagini, coordinate dal dott. Massimo ASTORI, attraverso gli accertamenti finanziari condotti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Como, comandata dal capitano Daniele Terranova, hanno garantito che le somme illecitamente sottratte da M. M. non venissero disperse, consentendone il futuro reintegro nella disponibilità dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile.
Le indagini hanno consentito di accertare che il capo contabile dell'ente, sfruttando il suo ruolo, individuava lavoratori che avevano maturato spettanze presso l'ente, ma che da alcuni anni risultavano irreperibili.
L'Ente, come noto, garantisce ai suoi assistiti, operai del settore edile, la continuità dei trattamenti contrattuali, eroga ai lavoratori una parte importante del trattamento retributivo come il pagamento delle ferie e delle gratifiche natalizie, e fornisce ai suoi assistiti anche prestazioni sanitarie e nel campo della formazione.
Grazie alla sua posizione M.M. inseriva nel sistema informatico della Cassa, una richiesta di emissione del pagamento degli importi dovuti agli ignari operai ormai irreperibili, lasciando così intendere che gli stessi, presa contezza delle spettanze a loro favore, avessero reclamato la corresponsione di quanto loro dovuto.
Il ragioniere inviava quindi una lettera di preavviso, con la quale l'Ente comunicava al lavoratore l'imminente invio delle somme dovutegli, attraverso l'emissione di un bonifico su un conto corrente.
La lettera non veniva in realtà mai inviata all'avente diritto, in quanto M.M. la tratteneva per distruggerla poco dopo.
Al termine di tale procedura il ragioniere immetteva il nominativo del soggetto con un numero di conto corrente a lui riconducibile in un file riepilogativo.
Il contabile quindi artatamente sottoponeva al vaglio del Presidente e vice Presidente della Cassa Edile, la somma complessiva che l'ente doveva erogare al lavoratore avente diritto. I due, non potendo rilevare alcuna anomalia, autorizzavano l'emissione di un ordine di pagamento all'Istituto di credito, che per conto dell'ente avrebbe liquidato le spettanze.
Il ragioniere manometteva poi il file di dettaglio da inviare all'istituto di credito, sostituendo il proprio nome a quello degli inconsapevoli lavoratori irreperibili e gli estremi di conti correnti a lui riconducibili a fronte di quelli relativi ai reali beneficiari.
Il lavoro delle Fiamme Gialle, affiancate dagli organismi di controllo dell'Ente, ha consentito di quantificare gli ammanchi in circa Euro 242.000, e di recuperare le somme che nel frattempo il ragioniere aveva abilmente dirottato su una miriade di conti intestati a lui ed a suoi diretti congiunti.
L'operazione ha consentito di sottoporre a sequestro le somme indebitamente percepite da M.M. e di consentirne il reintegro all'Ente Cassa Edile e dunque ai lavoratori ivi iscritti.

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