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Scritto Sabato 20 aprile 2013 alle 17:56

NO BERSANI, NON SONO TRADITORI, SONO STUPIDI

I parlamentari e i grandi elettori che hanno voltato le spalle al segretario del Partito Democratico al momento del voto per la elezione di Romano Prodi a nuovo Presidente della Repubblica non sono traditori, ma stupidi, profondamente stupidi, irreversibilmente stupidi, cronicamente stupidi. Aggiungo che mentre il traditore è  pavido e vigliacco lo stupido è  inetto e  lecchino e  coloro che hanno puntato sugli stupidi si attendano identico trattamento quando verrà il loro momento. Il vento fa sempre il suo giro. Quello di essere un partito di stupidi è una costante nella recente storia dell'ex partito comunista italiano e degradati dintorni. Questi signori non hanno il senso ne di se stessi e ancor meno dello Stato ed è per questo che il popolo italiano è così restio a dare loro piena fiducia e voti sufficienti per un governo autonomo e non condizionato da alleanze estreme o da maggioranze risicate. Il popolo anela all'apparenza della sicurezza e questi stupidi si presentano sistematicamente col biglietto da visita dell' inattendibilità che è l'anticamera della inefficienza. E' un peccato mortale perché le differenze tra  sinistra e  destra in Italia rimangono mastodontiche sia a livello ideologico che applicativo,checchè ne dicano coloro che ne sostengono una sostanziale assimilazione. L'onesto, fiducioso e trasparente Bersani, che di suo ha l'insormontabile limite di non avere carisma e ha toni e atteggiamenti da leader depresso e depressivo, paga il prezzo di una sinistra acefala che non ha programmi e ancor meno la minima idea di come aiutare il Paese. Non ne aveva quando la crisi era lontana e non ne ha adesso. Ma se è così - ed è così - si finga almeno il contrario. Guardino a destra e imparino a fingere anche loro. Diventino bugiardi, ma nella bugia simulino compattezza. A destra ci riescono alla grande. Berlusconi e Maroni non hanno la minima idea di come aiutare il Paese. Promettono oggi di fare -  naturalmente senza dire come - quello che non hanno fatto quando avevano in Parlamento una maggioranza bulgara, ma danno la sensazione di una compattezza che disorienta e imbesuisce. Angelino (diminutivo prospettico) Alfano in un momento di sincerità di cui  non si è ancora reso conto  ha testualmente dichiarato in tv "senza Berlusconi il PDL non esiste". Capito? Senza il cav. tutto l'impianto della destra crolla. E' vero: se un partito non sopravvive al suo leader non è un partito, ma tutt'al più un'azienda decotta. Pensate: a destra tutti fanno le fusa a un uomo quasi ottantenne che li batte ad uno ad uno e tutti per energia, fantasia e  sfrontatezza. Vivono tutti all'ombra di una persona ricchissima, che ha televisioni, case editrici, banche e assicurazioni. Manco nei Paesi dell'ex Unione Sovietica vi è un esempio simile. Sono a lui obbedienti come lo erano  le camicie nere al Duce e quelle verdi a Bossi. La campagna elettorale Berlusconi se l'è fatta  tutta da solo, ma i frutti li hanno goduti in tanti. Quando non ci sarà più cadranno tutti come pere  più che mature, cotte. Che differenza c'è tra il maratoneta Maurizio Lupi e il velista Massimo d'Alema, a parte l'età? Che il primo è obbediente, il secondo no. Gli stupidi di sinistra che hanno piazzato quattro calci in culo a Bersani stanno già prendendo le misure per i prossimi glutei. Il PD non si romperà, magari cambierà ancora una volta nome, ma è destinato a rimanere un'opera lirica incompiuta per merito degli stessi autori. A sinistra si fanno male da soli e da sempre.  Non sono riusciti a imporsi dopo Mani Pulite. Si sono danneggiati quando al governo con Prodi e Veltroni hanno subìto la crisi per opera del rifondatore Bertinotti mandando al governo  due volte d'Alema. Si sono fatti male nel 2007 quando il governo Prodi è durato lo spazio di uno sputo. Si sono massacrati oggi che i sondaggi li davano per vincenti sul fronte delle politiche. Dubito che Bersani avrebbe governato bene, ma almeno non l'avrebbe fatto per interesse proprio.  Il limite originale del democratici di sinistra è che sono schegge impazzite dotate di smisurata considerazione, esasperato individualismo e  inconsapevoli della loro inconsistenza. A destra ci sono gli unti del Signore, a sinistra novelli macchiaioli, più imbrattatele che pittori. I renziani che inneggiano al rinnovamento abbiano in primis il pudore di realizzarlo nel rispetto di regole e di persone. Si possono abbreviare i tempi, non bruciarli. Le primarie hanno detto Bersani e Bersani si sostiene, si rispetta. A Bersani si obbedisce. Non si condivide la sua linea? Se ne discute dentro il partito, si vota e poi si torna all'obbedienza e al rispetto. Il partito esprime il suo leader e poi lo segue sino alla vittoria o alla sconfitta. Una volta tanto mi sento di dire che bisognerebbe imparare dalla Gran Bretagna e della Germania. Ma come si fa a incanalare correnti sotterranee, narcisismi fuori stagione e giovani scamiciati con i giubbotti borchiati? No Bersani, nessuno ti ha tradito. Li conoscevi anche prima le tue stupidissime iene. Forse è anche per questo che di errori ne hai fatti anche tu. Proporre Marini di testa tua e...sua e poi parlare della seconda scelta di Prodi come espressione della democrazia del partito è un'ingenuità che alla tua età non puoi permetterti. La democrazia si applica subito, non in seconda battuta. Sarebbe stato un buon Presidente, Prodi, perché ha un respiro europeo e internazionale che pochi in Italia hanno. E' anche l'unico che due volte su due ha dato la paga a Berlusconi a dimostrazione che di doti ne ha. Pazienza, arriverà un altro Presidente e farà il suo dovere come lo hanno fatto i suoi predecessori. Ma la sinistra dovrà cullarlo ancora a lungo il sogno di un'Italia che le rimetta il mandato per un  governo identificabile e non rabberciato. E' il momento di Renzi? Se si, stia attento ai Bravi. Potrebbero essere solo due, ma al soldo di tanti stupidi don Rodrigo. Signor Bersani buona fortuna. Si sieda in riva al fiume a guardi scorrere l'acqua. Vedrà che  alternerà colore e schiuma, come il Lambro. E ripassi il principio di Archimede. Ne avrà di conferme, oh se ne avrà. 
Alberico Fumagalli
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