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Scritto Sabato 13 aprile 2013 alle 10:05

Merate: un libro sul Comandante Lazzarini per il 25 aprile. Salvò la città dalle bombe


"Io non ho fatto che il mio dovere di cristiano, di uomo e di militare, non potendo permettere un tale scempio di innocenti, unicamente per la criminalità di una sedicente missione informativa inglese. La missione non ufficiale sedente a Olginate, nella villa dei fratelli Fenaroli".
Queste sono le parole con cui il comandante partigiano Giacinto Domenico Lazzarini, in una lettera del 1985 inviata all'ex sindaco di Merate Luigi Zappa, ricorda i fatti del 9 aprile 1945 quando impedì che i paesi di Merate e Cernusco Lombardone fossero rasi al suolo dai bombardamenti aerei. È grazie a questo episodio che Anselmo Brambilla, assessore e appassionato di storia di Calco, e Alberto Magni sono venuti a conoscenza della figura del comandante, italo - americano, ex partigiano e agente segreto, che per il suo gesto eroico ottenne la cittadinanza onoraria a Merate, ad opera dell'ingegner Zappa, nel 1976. "La figura di quest'uomo, partigiano eppure così diverso dagli altri (era infatti borghese e benestante, e non "comunista") ci ha incuriosito subito, spingendoci a fare delle ricerche sulla sua identità e sulla sua presenza nel lecchese durante la Seconda guerra mondiale" ha spiegato Anselmo Brambilla. Ne è nato un volume, dal titolo "Comandante Lazzarini", che sarà presentato a Merate la giornata del 25 aprile. "Lazzarini era un agente segreto americano, che divenne figura di riferimento degli Usa per la gestione degli aviolanci nel territorio lombardo subalpino. A Lecco i legami furono stretti con il gruppo partigiano dei "Rocciatori delle Grigne", e nella casa cantoniera verso Abbadia Lariana furono effettuate alcune trasmissioni radio". Qui la collaborazione fu stretta con alcuni operai della Moto Guzzi, il comandante Lazzarini fu in grado grazie a loro di comunicare con gli alleati. Tutto il racconto si svolge, come si legge, "come la trama di un film denso di colpi di scena, con le montagne lecchesi solcate dai 'rocciatori' di Cassin a far da sfondo, le acque del lago a celar corpi e segreti, le fabbriche e le officine ad occultare patrioti e cospiratori e a preparare il giorno dell'insurrezione".


La richiesta di bombardare Merate e Cernusco era stata fatta al Quartier Generale alleato da una missione informativa dello "Special Force" britannico con personale italiano e sedente nel paese di Olginate, nascosta presso la villa Fenaroli. La mattina dell'8 aprile 1945 due squadre di Boeing B - 17 sarebbero dovuti partire dalla base di Foggia alla volta del meratese, carichi di bombe dirompenti da 200 Kg e spezzoniere antiuomo e incendiarie. L'azione era predisposta per il mattino del 9 aprile alle 9.30, e Lazzarini si mise all' opera per impedire l'attacco che "avrebbe realizzato un massacro senza precedenti, unitamente alla distruzione dei paesi di Merate e Cernusco Lombardone, con un bombardamento richiesto con la massima incoscienza e criminalità nel solo scopo di mettersi in vista". Alle 8.30 del 9 aprile, un' ora prima che scattasse l'operazione, dal Quartier generale Operativo della Usaf partì un telegramma con precedenza assoluta che annullava il bombardamento. Il libro, cui hanno collaborato Anpi (Associazione nazionale partigiani d' Italia), i comuni di Calco, Olgiate Molgora, Montevecchia, Lecco, Merate, la Provincia, Cgil e Acel Service, racconta una piccola ma significativa parte della storia della Resistenza in Brianza. Il Capitamo Lazzarini nel 1990 donò una serie di documenti al comune di Merate, parte del museo "Don Michelangelo Ambrosioni". Per saperne di più, l'appuntamento è il prossimo 25 aprile a Merate.
R.R.
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