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Scritto Giovedì 11 aprile 2013 alle 17:50

La testimonianza di Luis Omar, un giovane artista immigrato

La sua opera, un'indigena ritratta di 3 quarti con la tipica capigliatura raccolta in codini, le collane stilizzate al collo e i colori caldi della terra, ha fatto da simbolo alla presentazione del XIV rapporto sull'immigrazione in Provincia di Lecco. Per l'autore di "Amazzone", Luis Omar Gavinales Moncada è stato non solo un onore ma anche un'occasione grande per raccontare la sua esperienza di immigrato, alla ricerca di una stabilità e di un mondo dove poter vivere con una sicurezza. Un sogno che, purtroppo, ha potuto realizzare solo in parte.

Luis Omar con il suo quadro "Amazzone"

"Vengo dall'Ecuador dove qualche anno fa c'è stata una grave crisi" ha raccontato, emozionato, davanti a una platea di coetanei "dovevo decidere se restare oppure provare a rifarmi una vita altrove. Con la mia famiglia sono venuto in Italia e quel giorno nevicava. Non l'avevo mai vista, l'ho toccato e mi sono sporcato. Mi sono detto: ok, iniziamo bene. Non è stato facile all'inizio: c'erano parole nuove, sensazioni e esperienze che non avevo mai provato ma pian piano, con il tempo, ho superato le prime difficoltà. L'arte mi ha sempre aiutato tantissimo e nell'arte mi sono sempre ritrovato. Anni fa frequentavo un laboratorio multietnico teatrale a Osnago che, poi, per via dei tagli è stato chiuso. Ora vado ad una scuola d'arte. Nella pittura riesco a non pensare. Perché la situazione per me come per molti altri non è facile. Ci troviamo in una situazione complicata. Ad un certo punto, non molto tempo fa, volevo andare via. Poi mi sono detto: impariamo a lottare. E allora mi sono fatto forza e sono andato avanti. Magari guardando le piccole cose che ti rendono felici si può anche riuscirci".
S.V.
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