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Scritto Giovedì 04 aprile 2013 alle 20:08

Malgrate: padre accusato di atti sessuali con la figlia. A giugno il 'verdetto'
 

Si chiuderà il prossimo 27 giugno, data in cui è stata fissata la discussione e quindi la sentenza, il procedimento penale a carico del malgratese di origine cinese accusato di aver compiuto atti sessuali con la figlia, minorenne all’epoca dei fatti raccontati per la prima volta dalla presunta vittima nella primavera del 2010 e dunque antecedenti a quel periodo. Prima della requisitoria del pm Paolo Del Grosso e dell’arringa della difesa, sostenuta dall’avvocato Vito Zotti nonché del legale di parte civile, sarà però data anche all’imputato la possibilità di fornire la sua versione della vicenda. L’esame, previsto per quest’oggi, è stato infatti posticipato all’11 aprile a causa di un impegno pregresso della traduttrice che ha quindi dovuto lasciare frettolosamente il Tribunale. In aula, quindi, dinnanzi al collegio presieduto dal dottor Ceron con a latere i colleghi Catalano e Arrighi, nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 4 aprile, è stata sentita solo una cuginetta della presunta vittima, in Italia dall’agosto del 2009. Giunta dalla Cina, la giovane, avrebbe trascorso, secondo quanto ella stessa ha raccontato, sei mesi a casa degli zii dove, tra l’altro, viveva anche una nonna, senza notare nulla di anomalo nel rapporto padre-figlia e senza ricevere alcuna confessione dalla presunta abusata. “Non mi ha mai detto di aver subito violenza” ha quindi dichiarato incalzata dalle domande dell’avvocato Zotti che l’ha citata, come fatto in precedenza anche per diversi altri parenti, come teste della difesa. “Una sola volta l’ho vista piangere. Ma non mi ha detto perché”. Si chiude così la lunga sfilata di testimoni cinesi. Giovedì prossimo L.J., l’imputato, si sottoporrà all’esame avendo quindi la possibilità di rispondere alle gravi accuse sostenute dalla figlia. A giugno, infine, la sentenza.
 
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