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Scritto Mercoledì 27 marzo 2013 alle 17:11

I capigruppo di Osnago, Lomagna, Cernusco e Montevecchia 'bloccano' l'avvio del processo di fusione. Di 12, 4 i favorevoli

Fusione? No, grazie… o almeno non per ora. Poi si vedrà. Fosse stata una partita di calcio, l’assemblea che ha visto riuniti, nella serata di ieri, martedì 26 marzo, tutti i capigruppo consiliari di Osnago, Cernusco, Lomagna e Montevecchia, avremmo potuto dire che hanno vinto i “detrattori”, gli “scettici” e gli amministratori favorevoli sì ma “con il freno a mano tirato” per 8 a 4 nel confronto, segnato dal rispetto delle “regole del gioco” e, nel caso specifico, della democrazia, con “i lanciati” verso la fusione, ora e subito, delle quattro municipalità.

LOMAGNA:
Marianna Crippa (Impegno Civico), Fabio Vigorelli (in sostituzione di Irio Tiezzi -Progetto Lomagna), Mauro Sala (indipendente)

CERNUSCO:
Rodolfo Cogliati (Insieme per Cernusco), Renata Valagussa (Renata Valagussa Sindaco), Giovanni Zardoni (Civicamente)

OSNAGO:
Paolo Brivio (Progetto Osnago), Claudio Brambilla (Pdl e Lega per Osnago) e Francesco Arlati (indipendente)

MONTEVECCHIA:
Fabio Sironi (Montevecchia Democratica), Alberto Bosisio (Nuova Montevecchia), Ugo Gasparoni (Pdl-Lega Nord)

Obiettivo della riunione era infatti quello di “contarsi”, di capire l’orientamento delle diverse formazioni politiche che siedono nelle attuale quattro assisi comunali ai banchi di maggioranza e opposizione. E alla fine, ad alzare la mano, metaforicamente, a sostegno dell’avvio concreto (e non più solo a parole) del processo di fusione sono rimasti solo “Impegno civico per Lomagna”,  formazione che già sulle colonne di questo giornale si era espressa giudicando la creazione di un’unica municipalità come una “scelta coerente e, viste le condizioni, non più reiterabile”, i cernuschesi di “Civicamente” e “Insieme per Cernusco” e l’indipendente Francesco Arlati di Osnago (che, in base al regolamento del suo comune, probabilmente non avrebbe dovuto avere diritto di voto in quanto un consigliere divenuto autonomo, non costituisce di fatto un gruppo). Fatto sta che tra i 12 schieramenti (compresi dunque gli “scissionisti” Arlati di Osnago e Sala fuoriuscito da “Progetto Lomagna”) ha prevalso la linea moderata di chi non dice no a priori alla fusione ma ritiene che, se proprio ci si deve arrivare, il cammino debba essere fatto passo dopo passo, senza bruciare le tappe in un’affannosa rincorsa e continuando per ora sulla strada, imposta dall’alto, delle gestioni associate. Unici paladini del “no” secco, contrari in modo assoluto al processo di fusione sono rimasti Ugo Gasparoni di “Lega Nord-Pdl Montevecchia”  e Fabio Vigorelli, presente in sostituzione di Irio Tiezzi alla guida di "Progetto Lomagna" affiancati, ma più timidamente, da Renata Valagussa di Cernusco, il cui gruppo si è detto aperto eventualmente alla creazione di Unione ma non certamente "all’annientamento" delle attuali municipalità.
Nessuna sorpresa, dunque, rispetto alle dichiarazioni rilasciate dai diretti interessati il mese scorso (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=32134&origine=1) se non forse per quanto riguarda “Progetto Osnago”, l’attuale maggioranza alla testa. “All'interno del nostro gruppo la discussione è ancora in atto: ci rendiamo conto che in ogni caso l'associazione va fatta. Detto questo ci stiamo confrontando” aveva infatti dichiarato Paolo Strina, riconosciuto da più parti come uno dei motori verso la fusione. A quanto pare, però il “propulsore” non è stato seguito dai suoi, tanto che il capogruppo Paolo Brivio ieri sera si è presentato all’assemblea esprimendo il “no” dei suoi compagni allo “scatto” verso la cancellazione dei confini tra i quattro comuni pronti a diventare uno solo.
 
Di seguito il comunicato  diffuso a seguito dell’incontro dai quattro sindaci:
 
Martedì 26 marzo i sindaci di Cernusco, Lomagna, Montevecchia e Osnago hanno incontrato i capigruppo consiliari dei quattro Consigli Comunali al fine di conoscere l'orientamento dei consiglieri sulla forma di gestione associata delle funzioni da adottare nell'immediato futuro e in prospettiva. L'incontro è avvenuto al termine di un percorso di approfondimento a cui hanno contribuito ANCI e Regione Lombardia su forme di associazione come l'Unione e la fusione dei Comuni. 
 
Dall'incontro è emerso - dopo approfondita discussione - che non c'è ampio consenso sull'ipotesi di una fusione da attuarsi entro la prossima tornata elettorale amministrativa di primavera 2014. In prospettiva la grande maggioranza dei presenti ha espresso opinione favorevole all'ipotesi della fusione da attuarsi nel giro di 2-3 anni, avendo il tempo necessario di predisporre un piano che definisca non solo gli organigrammi ottimali degli uffici ma anche la qualità e la modalità di erogazione dei servizi da offrire ai cittadini in forma associata. Ovviamente queste ipotesi saranno sottoposti alla discussione con le associazioni del territorio e i cittadini al fine di costruire - al momento opportuno - il necessario consenso al referendum consultivo che è obbligatorio in caso di fusione di Comuni.
 
Nell'immediato si proseguirà nella stipula di convenzioni a quattro comuni, in modo da consolidare man mano la proficua collaborazione di un'aggregazione che - nel suo complesso - è di dimensioni ottimali per poter contemperare la vicinanza delle istituzioni ai cittadini con l'efficienza dell'organizzazione. Un primo passo in tal senso sarà la stipula entro giugno di una quarta convenzione - a cui si sta già lavorando da alcune settimane - per aggregare gli Uffici Tecnici. Nel percorso di ampliamento delle convenzioni in essere - che sarà condiviso tra maggioranze e minoranze consiliari - verranno tenuti in debito conto la necessità di ridurre a regime i livelli apicali della struttura burocratica così come verranno sfruttati tutte le opportunità di riorganizzazione degli uffici dovute a mobilità e pensionamenti.
 
I sindaci ringraziano i consiglieri per la franca e proficua discussione avvenuta negli incontri di approfondimento e i dipendenti dei quattro comuni che - in un momento difficile per il Paese - si stanno mettendo in gioco al fine di mantenere e se possibile potenziare la qualità dell'offerta di servizi ai cittadini.
 
Giovanna De Capitani – sindaco di Cernusco Lombardone
Stefano Fumagalli – sindaco di Lomagna
Sandro Capra – sindaco di Montevecchia
Paolo Strina – sindaco di Osnago
Articolo inserito nel dossier: Unione dei Comuni: situazione attuale e scenari futuri
A.M.
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