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Scritto Lunedì 25 marzo 2013 alle 21:18

Fusione comuni: nel casatese sono 'bloccate'. Solo servizi associati

Fusioni? Per il momento non se parla. I sindaci del circondario casatese a fatica prendono in considerazione l'ipotesi di unire le municipalità ''abbattendo'' i propri confini.
Se qualche settimana fa avevamo tratteggiato il futuro scenario del distretto meratese, ridotto a soli otto "maxi" comuni con Merate "spodestata" e privata dunque del "titolo" di prima città del territorio, nel circondario che ha eletto il proprio comune capofila in Casatenovo, vige ''calma piatta'' e parecchia cautela rispetto a possibili opzioni future.
Sarà forse a causa del territorio, storicamente ''disomogeneo'' in quanto compreso tra le province di Lecco, Monza e Como, sta di fatto che i sindaci interpellati sulla questione, a fatica riescono ad intravedere nell'immediato futuro un'ipotesi di fusione, presa invece seriamente in considerazione da alcuni comuni del meratese, quali ad esempio Cernusco, Osnago, Montevecchia e Lomagna, oppure da Verderio Inferiore e Superiore.
Insomma, il ''coro'' dei pareri è quasi unanime. Pur traendo qualche timido vantaggio dalle funzioni associate, per il momento i comuni casatesi non hanno mai preso in considerazione l'ipotesi di una fusione. Nemmeno i piccoli Viganò e Cremella nel concreto, stanno lavorando all'abbattimento dei loro confini, a favore di un inserimento in territori più grandi, a loro confinanti.
Una situazione piuttosto complessa quella del casatese, se si considera oltretutto che Nibionno e Castello Brianza, che seppur sulla carta fanno parte del circondario, di fatto hanno chiesto di partecipare alla conferenza dei sindaci dell'oggionese, e proprio in quella sede hanno intavolato le trattative riguardanti le funzioni associate.

La situazione attuale

Ma facciamo un passo indietro delineando il quadro normativo alla base della complessa questione. Entro la fine dell'anno in corso tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti e dunque il 70,2% delle municipalità italiche, dovranno infatti associare tra di loro almeno 9 funzioni così come previsto dalla legge 95 del 6 luglio scorso ovvero le "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini" meglio note, più sinteticamente, come le disposizioni della Spending Review.
Nel nostro circondario sono 7 su 10 le realtà interessate, tutte, in pratica, tranne Casatenovo, Missaglia e Barzanò, con quest'ultima comunque già coinvolta in un processo di gestione associata di una funzione con Barzago, Cremella, Sirtori e Viganò (capofila nella gestione della Polizia Locale con sede proprio in paese).
Per arrivare all'obiettivo fissato da Roma, tre, come ormai è noto, sono le strade: il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267) prevede l'esercizio associato di funzioni (art.30) ovvero il minimo richiesto ad oggi dalla Spending Review, la creazione di Unioni di Comuni (art.32) e, soluzione più drastica, la Fusione di due o più municipalità contigue per dare vita a un'unica nuova realtà (art.15).
Nel meratese diverse amministrazioni stanno lavorando per raggiungere questo obiettivo. L'esempio di Rovagnate, Perego e Santa Maria costituisce senza ombra di dubbio, allo stato attuale, il modello più avanzato, con tutte le funzioni prima in capo alle singole municipalità demandate, da oltre un anno, all'Unione che, oggi più che mai, almeno in Valletta, appare come uno step intermedio per poi arrivare alla fusione dei tre comuni con la volontà di andare in questa direzione già espressa dai consigli guidati da Marina Galbusera e Paola Panzeri (si veda: http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=31244&origine=1 ).
Ci sono poi i "casi" dei due Verderio che sembrerebbero intenzionati , per la terza volta, a intraprendere il cammino, mai giunto a compimento, di diventare uno solo con tanto di Comitato che starebbe lavorando in tal senso (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=31859&origine=1 ) e, del "quadrilatero" dell'Istituto comprensivo "Bonfanti e Valagussa" e dunque Lomagna, Osnago, Cernusco e Montevecchia che, entro la fine del mese di marzo, potrebbero arrivare alla presentazione nei rispettivi consigli di un atto di indirizzo politico per avviare la fusione (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=32134&origine=1 ). Entrambe le situazioni sono al vaglio di Eupolis, la società legata alla Regione che si starebbe occupando di quelli che potrebbero essere "modelli pilota" per il territorio lombardo.

Il possibile scenario futuro tenendo in considerazione
le funzioni associate di servizi


Nel casatese invece, nulla di tutto ciò. Al momento infatti, i comuni si sono limitati a siglare tra loro le convenzioni per associare le funzioni di servizi, come previsto dalle normative. Così, escludendo Missaglia e Casatenovo, esenti da quest'obbligo, e Castello Brianza e Nibionno per i motivi spiegati sopra, si sono creati due raggruppamenti di comuni. Da un lato, Barzanò, Barzago, Cremella, Sirtori e Viganò che sono stati i primi a marciare uniti verso la condivisione del servizio di polizia locale. Il comune barzanese però, ha deciso di mettere a disposizione il proprio ufficio e i propri agenti per pura scelta, non essendo obbligato, per numero di abitanti, a siglare accordi di questo tipo. I restanti comuni invece, hanno deciso di condividere anche il servizio relativo al catasto e i servizi sociali.
Ci sono poi i restanti tre comuni, Monticello, Cassago e Bulciago che proprio negli ultimi giorni stanno ratificando, nei rispettivi consigli comunali, le funzioni associate. Si tratta di polizia locale, catasto e funzioni pubbliche, con l'aggiunta della protezione civile, condivisa però soltanto dai comuni di Cassago e Bulciago.
Poi, come dicevamo, all'appello mancano Casatenovo e Missaglia. Considerate superfici territoriali e popolazione, è ben lontana l'ipotesi di una fusione con altre amministrazioni. Tuttavia, venendo al caso concreto, i due sindaci stanno valutando la possibilità di siglare una convenzione relativa al servizio di polizia locale, ipotesi ancora tutta da definire.

                                                                                                        La cartina con la probabile situazione futura

Insomma, uno scenario complesso quello del territorio casatese. L'impressione generale dei sindaci è che l'obbligo imposto dalle normative vada a scontrarsi con questioni territoriali e ''di sostanza'' già delicate e che quindi non si arrivi effettivamente, nella maggior parte dei casi, ad un miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza.
Tuttavia la legge parla chiaro e i comuni, se nulla cambierà, nei prossimi mesi saranno chiamati a valutare nuovi accordi o addirittura un'ipotesi di unione o fusione.
Poniamo ora che dovesse confermarsi lo scenario che si sta delineando sino a questo momento. Ci troveremmo di fronte a quattro maxi comuni: Barzago-Barzanò-Sirtori-Cremella e Viganò da una parte; Cassago, Bulciago e Monticello dall'altra, poi Casatenovo e Missaglia.
Un'ipotesi più utopistica che altro, in verità.
A questo proposito Casatenovo, dunque, diverrebbe il secondo comune, seguito, in termini di popolazione dalla municipalità che potrebbe nascere dall'abbattimento dei confini tra Barzago, Barzanò, Cremella, Sirtori e Viganò, con all'incirca 14.500 abitanti all'interno di una superficie di 15,1 kmq. Poi toccherebbe alla municipalità di Cassago, Bulciago e Monticello, con oltre 11.600 abitanti per un territorio di 11,2 kmq. Infine Missaglia.

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G.C.
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