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Scritto Domenica 10 ottobre 2010 alle 15:33

IL BUIO UFFICIO  MUNICIPALE DELLE DECISIONI SBAGLIATE

C'è un piccolissimo locale  dentro la nuovissima sede del palazzo municipale di Merate  dove chi entra scompare. Un buco nero, uno stargate. E infatti gli impiegati si guardano bene dal varcare quella soglia. E' l'ufficio delle decisioni inutili. Il termine inutile è un eufemismo. C'è troppa suscettibilità in giro. Li dentro ci entrano solo gli amministratori e i dirigenti di servizio, questi ultimi rigorosamente in borghese. Entrano e cala il buio.

Quando si risponde al quesito di un cittadino la risposta deve esser degna della domanda. Se a rispondere è un pubblico amministratore la dignità della risposta deve ricevere l'iniezione della credibilità. La credibilità si fonda sulla logica del ragionamento. Dignità, credibilità e logica portano alla condivisione.
L'amministrazione comunale ha deciso di  " rinviare a settembre " la principale via di accesso alla città. Si tratta di via Terzaghi. Non l'ha cancellata, ma per imboccarla bisogna fare un percorso più lungo. Era la via più comoda, la più rapida, la più accessibile e soprattutto la più sicura per raggiungere il centro. Perché lo ha fatto e soprattutto a tutela di chi ? Lo spiega il sindaco in una breve lettera di risposta al quesito di un cittadino che qui sotto riproduciamo perché speculare a questo intervento.

E' una risposta frettolosa, superficiale e soprattutto per nulla convincente. Un sindaco non deve suggerire i percorsi e indirizzare ai parcheggi. Ancora per qualche anno - spero - queste scelte competono agli automobilisti. Un sindaco - o meglio i suoi dirigenti di Polizia Locale, di Area e Territorio e Lavori Pubblici devono solo regolare e  disciplinare la viabilità interna e favorire l'accesso e l'utilizzo dei parcheggi.  Lo si fa anche modificando la circolazione veicolare, ma nel senso di migliorarla e non di peggiorarla. E il divieto imposto con ordinanza del comandante Alfiniti Donato numero 49 del 28 settembre 2010 di entrate in Merate da via Terzaghi, all'altezza della stazione Shell alle auto provenienti da Lecco è un errore che anzichè tutelare esaspera. E infatti  il divieto imposto viene assai poco rispettata. Ora spiego il perché.

Lo scopo di una strada è uno solo: consentire all'automobilista di raggiungere una destinazione nel minor tempo possibile. Non perché lo si costringe ad accelerare, ma perché si fa in modo che il tratto stradale da percorrere sia il più breve possibile. Meno carburante, meno inquinamento, minor deterioramento dell'automezzo. Per chi arriva da Lecco e vuole arrivare alla sede del Municipio la via più breve e sicura è quella di percorrere l'ex statale 36 dalla rotonda del Calendone a Cicognola sino alla intersezione con Via Terzaghi/stazione Shell. Li la strada è larga e ci si può tranquillamente posizionale al centro della carreggiata in perfetta posizione parallela alla linea di mezzeria e con il segnalatore posteriore acceso un bel duecento metri prima. Chi non fa entrambe le cose è perché  dal corso per la patente ha imparato ben poco. E la strada è stracolma di insufficienze al volante e non sarà un divieto poco ragionato a ridurre o contenerle. Imboccata via Terzaghi, si scivola lungo viale Lombardia e in 60 secondi si è al parking di viale Cornaggia.  Punto. Il medesimo percorso, deviando per via Indipendenza e Piazza Italia lo fa chi vuole arrivare in Piazza Prinetti o entrare nel nuovissimo ampio parking dell'area Monsignor Natale Basilico. Ci si impiega  persino 10 secondi in meno. Bipunto. E' il percorso più breve e non vi sono controindicazioni da suggerirne l'astensione, la rinuncia o il rifiuto. Non è una mia opinione, parlano i fatti


Ecco invece cosa accade con il divieto di deviazione in via Terzaghi.
Chi arriva da Calco o sale dalla Sbianca e vuole arriva davanti alla sede del Municipio, superata la rotonda trova la prima via di accesso interno alla città in via Annunciata, lo strettissimo doppio senso che poi diventa via Santa Caterina e confluisce su viale Montegrappa, strada di collegamento tra il centro e Sartirana. L'accesso però è consentito solo ai residenti, quindi è off limits. Allora procede fino alla rotonda di via Stelvio e se decide di entrare da quella porta, circumnaviga il cerchio verso sinistra entra in via Stelvio, prosegue per via San Francesco,  supera l'incrocio del vialone delle Piramidi, passa davanti all'uscita dell'Istituto Dame Inglesi e poi decide - lui, non il sindaco Robbiani - se imboccare via Frisia per viale Lombardia o proseguire su via San Francesco per imboccare viale Cornaggia e  via Viganò.
Chi non opta per questa soluzione, proibito dal deviare in via Brianza - che è appena prima del Parco delle Piramidi cui non si accede dalla ex statale 36 - arriva all'altezza di Via Terzaghi e, stante l'attuale divieto, prosegue direttamente verso la rotonda di viale Verdi/Ceppo perché il successivo accesso da via Garibaldi ( quello di fronte al bar del Nodari e immediatemente prima della stazione Esso )  gli è impedito sempre per motivi di scorrimento e di sicurezza. E infatti molti se ne infischiano. Giunti alla rotonda di viale Verdi/Ceppo le soluzioni cui ci si trova davanti sono due: o si entra in città lungo la trafficatissima e disordinata viale Giuseppe Verdi subendo l'onta di due semafori o si ritorna verso nord per accedere al centro cittadino da via Garibaldi o da via Terzaghi che sono percorribili per chi arriva da Cernusco Lombardone.
E' il giro dell'oca con la variante di dovere per forza arrivare al numero 90 quando ci si vorrebbe fermare al 75. Si percorre più strada, nelle ore di punta si contribuisce a ingolfare il traffico della Lecco - Milano, si carica viale Verdi di un traffico evitabile o si obbliga a percorrere strade interne che dovrebbero essere destinare al traffico locale, da e per le frazioni. In ogni caso in via Terzaghi ci si entra comunque anche usando la stazione Shell come rotatoria, dove come segnala un lettore non sono tutte rose e fiori per certi tipi di automezzo.


E allora: si è fatto tutto questo can can per evitare le code sulla ex statale? Ma il comandante della polizia locale non glielo ha detto al sindaco che le code non sono mai provocate da chi provenendo da Lecco sostava per pochi istanti al centro della carreggiata per  deviare in via Terzaghi? La carreggiata è larga, comoda e sicura. Ha ragionissimo il lettore che ha suggerito di disegnare tra la corsia di svolta  per Lecco e il divieto di svolta  per Milano un corridoio di ingresso in via Terzaghi per chi proviene da Cicognola. E' già dura di conto suo la vita, perché peggiorarla? Non c'è peggiore ordine di quello che non viene rispettato. Da quell'ufficetto buio ne sono già usciti tanti di ordini, secondo me inutili, sbagliati e come tali  non rispettati. E' come un gratta e perdi quotidiano. Nessuno ne avverte l'incalzante imbarazzo? E' troppo  chiedere di smetterla? Per favore riaccendete la luce.
Alberico Fumagalli
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