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Scritto Venerdì 15 marzo 2013 alle 22:28

Procopio e Vivenzio sul commissariamento del PDL

Il commissariamento del PDL lecchese ha creato non pochi imbarazzi anche tra i membri del partito "lontani" da Lecco.

Giuseppe Procopio
"Il PDL meratese guarda  sbigottito  alle vicende  lecchesi"
è tranchant il coordinatore meratese Giuseppe Procopio. Non usa mezze misure e dipinge la vicenda lecchese come un evento fuori dalla normalità che necessita di essere riportato nei ranghi al più presto "Non siamo stati convocati, non c'è alcun organo provinciale. Non abbiamo avuto il tempo di discutere sulla vicenda, non avevamo nemmeno il sentore di quanto stava accadendo. Quello che ora speriamo è che venga convocato al più presto il congresso così da procedere alle elezioni del direttivo e del coordinatore. L'atteggiamento di Michela Vittoria Brambilla non si comprende. L'unico strumento era il direttivo eletto dai tesserati per la valutazione poi del coordinatore. Dobbiamo parlare di democrazia anche sui coordinatori. Mi aspetto che Michela Vittoria Brambilla rimetta mano al partito convocando nuovamente i congressi. Credo che sia la cosa migliore per essere il più trasparenti possibili"
Massimiliano Vivenzio
"La mia posizione su quanto accaduto è netta, credo che le regole debbano  essere le stesse per tutti. Invece altri direttivi non sono stati  commissariati, come si è verificato per il Pdl lecchese"
ha spiegato il vicesindaco  di Merate Massimiliano Vivenzio "Questa è una imposizione calata dall'alto, che esclude tante persone che gravitano intorno al partito con passione. Non c'era alcun bisogno di un commissariamento, il Pdl aveva un suo coordinamento. In altri collegi mi risulta ci sia stato un coordinatore impegnato in campagna elettorale, ma nulla si è mosso. Non ho nulla di personale contro Michela Vittoria Brambilla, ma sono contrario alla modalità con cui è stata portata avanti tutta la questione. Così si perde di credibilità e si creano tensioni interne al partito, che non fanno bene a nessuno. Non è un questione legata alla persona, ripeto, chiunque può essere a capo del coordinamento, ma deve essere eletto dal congresso. Si rischia una scissione interna al movimento, qualcosa che anche il "leader maximo" Silvio Berlusconi non vorrebbe certamente. È necessario un confronto aperto e critico, non decisioni calate dall'alto. In un momento difficile come quello attuale, una divisione interna è l'ultima cosa che serve".

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