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Scritto Lunedì 11 marzo 2013 alle 19:30

Servizi associati, unioni o fusioni? Ecco le opinioni dei Sindaci. Risparmi improbabili ma miglior utilizzo di personale e risorse

Sono decisamente orientati alla creazione di un comune unico, all’interno di un territorio in cui già alcuni aspetti (in primis la scuola media) sono condivisi, i sindaci di Robbiate e Paderno d’Adda. Nel primo il consiglio comunale sarà rinnovato di qui a qualche mese, quindi il “discorso” sarà affrontato da chi occuperà la poltrona di primo cittadino e rientrerà con ogni probabilità nella campagna elettorale dei candidati. Molto più cauto sull’argomento della eventuale “fusione” è il primo cittadino di Imbersago, che reputa prematuro esprimere una opinione in merito ad una questione su cui sarà necessario interpellare in primis i cittadini.
Queste le dichiarazioni dei tre sindaci sull’argomento:

ROBBIATE:

“Un discorso sulla fusione dei comuni di Robbiate, Paderno d’Adda, Imbersago, Verderio Inferiore e Superiore era stato già affrontato alla fine degli anni Novanta, e nell’ambito di quelle che oggi vengono definite associazioni di funzioni siamo stati precursori con i servizi sociali e l’ufficio tecnico” ha spiegato Alessandro Salvioni. “Personalmente ho sempre appoggiato la fusione tra i comuni di quest’area, a mio parere nel meratese potrebbero esistere dai 5 ai 7 comuni che condividano in Rete i servizi. La fusione per come la intendo non deve avere effetti negativi per il cittadino, che non deve percepire uno svantaggio nella fruizione dei servizi. Resterebbero dunque edifici di riferimento nei singoli comuni, mentre si potrebbe pensare ad una riorganizzazione del personale nei singoli sportelli. Come già si fa per la Polizia locale (unificata tra Paderno, Robbiate, Merate, Verderio Inferiore e Superiore). L’efficienza deve migliorare nel back office, il risparmio deve arrivare sia dal taglio dei rappresentanti istituzionali (il consiglio amministrativo sarebbe unico) che nel miglior utilizzo dei dipendenti (ricorrendo in misura minore a incarichi e consulenze esterne)”.
Nell’ambito delle funzioni associate, un obbligo che Robbiate non ha essendo ben al di sopra della soglia dei 5000 abitanti, con Robbiate e Paderno è già in comune il settore istruzione e quello dei servizi sociali (la Pl anche con gli altri), mentre il catasto è in discussione a livello sovra comunale in tutto il meratese. “Non credo che l’associazione di funzioni costituisca un beneficio in termini di risparmio. Personalmente sarei maggiormente favorevole ad una fusione dei comuni di Robbiate, Paderno e Imbersago”. Sarà il sindaco eletto a confrontarsi con i “colleghi” sulla tematica.  

PADERNO D’ADDA:

“Credo che in questo senso non si debba perdere tempo, aspettare che una decisione in merito venga calata dall’alto come è accaduto con le associazioni di funzioni avrebbe solo svantaggi” ha spiegato il sindaco Valter Motta. “Robbiate andrà a elezioni quest’anno e auspico che i candidati affrontino l’argomento in campagna elettorale, personalmente sarei favorevole ad una fusione caratterizzata da una unica amministrazione e uffici mantenuti decentrati, in modo che i cittadini non abbiano svantaggi. Non ha senso mantenere più sindaci e consigli comunali in un territorio come il nostro, in cui vari servizi già vengono condivisi. Piuttosto che l’unione di funzione opterei per la fusione dei comuni. Robbiate è già il punto di riferimento per i padernesi e gli imbersaghesi per numerosi servizi. È meglio che sia il territorio a decidere in merito, con le sue caratteristiche e le sue dinamiche già definite. Noi essendo al confine con la Provincia di Bergamo non abbiamo poi altre alternative a cui fare riferimento. Deve comunque trattarsi di un percorso condiviso, tra amministrazioni e con i residenti”.

IMBERSAGO:

Il comune guidato da Giovanni Ghislandi, alla seconda legislatura, entro la fine del 2013 dovrà associare 8 funzioni principali con altri comuni. Il paese, uno dei più piccoli dell’intera Provincia, ha la Polizia locale unificata con Brivio e Airuno e ha associato con Robbiate e Paderno d’Adda il settore istruzione e quello dei servizi sociali. “Non ci tiriamo indietro di fronte ad una ipotesi di unione di comuni, ma al momento non è un argomento all’ordine del giorno” ha spiegato Ghislandi. “La questione è delicata e la condivisione con i cittadini è essenziale, come amministrazione siamo favorevoli al confronto con gli altri comuni (tutti al di sopra dei 5000 abitanti quelli che confinano con noi), ma attualmente dobbiamo valutare l’efficacia di lavorare insieme associando le funzioni. Attualmente tre (Polizia locale, istruzione, servizi sociali) sono associati, il catasto è in discussione a livello dei comuni del meratese e con i paesi di Brivio, Calco e Verderio Inferiore vorremmo trasformare la convenzione per la Protezione civile in un servizio associato. È impossibile pensare al nostro comune come un’ “isola” che non si unisca agli altri paesi, ma attualmente la sfida è quella di associare le funzioni e lavorare bene insieme, per poi trarre le dovute conclusioni. Come comune teniamo alla nostra autonomia, sono passati 65 anni da quando l’abbiamo riconquistata separandoci da Robbiate e Paderno. Siamo grandi come una frazione di Merate, e nonostante le difficoltà del momento possiamo dire che il bilancio generale non sia così negativo. Assicuriamo ai cittadini una serie di servizi che teniamo a mantenere”.

Se un discorso sulla “fusione” eventuale dei comuni dell’area non sembra per il momento toccare  Calco e Olgiate Molgora, che superano i 5000 abitanti e non hanno associato alcuna funzione con i comuni vicini, un percorso in questo senso è stato invece già avviato da alcuni mesi tra Airuno e Brivio. Questi due comuni, confinanti e sottoposti all’obbligo di associare 9 funzioni amministrative entro la fine del 2013, hanno già “in comune” il settore del sociale e dei rifiuti e relativi tributi, oltre alla Polizia locale in cui rientra anche Imbersago.
In quest’area del meratese, comunque, una riflessione su un eventuale futuro “comune unico” sembra ancora lontana, anche se il sindaco di Calco ha espresso un parere favorevole in merito.
Ecco quindi i commenti dei primi cittadini:



OLGIATE MOLGORA:

“Idealmente sono favorevole a provvedimenti che vanno nella direzione di abbassare i costi per le amministrazioni, ma attualmente non essendo obbligati non abbiamo associato alcuna funzione con i comuni vicini” ha spiegato il primo cittadino Dorina Zucchi.
“L’unico servizio che stiamo condividendo è quello dei pattugliamenti con la Polizia locale di Calco, ma i due uffici rimangono nettamente separati e non si tratta di una unione né di associare la funzione”.





CALCO:

“L’idea di unire i paesi di Calco, Olgiate, Brivio e Airuno significherebbe creare un bacino di utenza di circa 20.000 abitanti, un progetto senz’altro ambizioso. La primavera dell’anno scorso ho scritto ai tre sindaci per avviare una discussione in merito, ma non è mai stata affrontata” ha commentato il sindaco Gilberto Fumagalli. “Con Olgiate Molgora abbiamo molto in comune (l’Istituto scolastico è unico), e quest’anno ricorre il 60° anniversario da quando i due comuni si sono separati. Una ricorrenza che potrebbe dare spunto ad una nuova riflessione. Di certo non si tratta di un percorso semplice, ma personalmente non credo che abbia senso che esistano tanti comuni così piccoli sullo stesso territorio. I costi sono elevati, una unione sarebbe positiva per tutti”.
 

AIRUNO:

“Il nostro percorso in questo senso è avviato con Brivio, ed è partito dal basso” ha spiegato il sindaco Adele Gatti. “Abbiamo iniziato ad unire uffici e servizi, continueremo su questa strada e valuteremo l’efficacia di questa soluzione. Abbiamo incontrato i cittadini per spiegare cosa significa associare le funzioni, e lo faremo nuovamente. Sono convinta che Airuno non possa “chiamarsi fuori”, in questa fase stiamo rispettando le disposizioni della normativa e con Brivio si è instaurata una buona collaborazione. Quello che stiamo facendo ora è garantire servizi “uniti”, mettere insieme 9 funzioni facendo tornare i conti, il che non significa ridurre il personale ma migliorare l’efficienza e avere così un risparmio. I comuni piccoli permettono di avere un occhio di riguardo sul territorio, questo è un livello da salvaguardare. Una unione di secondo livello potrebbe creare idealmente qualche disagio, ma è importante che i cittadini si abituino a riflettere in questa ottica. Si perde qualcosa per guadagnare altro”.
Airuno e Brivio hanno associato la Polizia locale (anche con Imbersago) e tra di loro il settore sociale e quello dei rifiuti. La prossime ad essere associate saranno le funzioni relative a scuola e istruzione, ufficio tecnico e bilancio.

BRIVIO:

Non si sbottona il sindaco di Brivio Ugo Panzeri circa la descrizione di quelli che potrebbero essere gli scenari futuri per il paese ma non lesina alcune considerazioni sulla situazione attuale e critiche al Governo centrale a cui in primo cittadino rimprovera “l’incapacità di prendere decisioni”. “Se è diseconomico mantenere i comuni sotto una certa dimensione, devono dare i numeri sufficienti per poter lavorare” spiega infatti , bollando come “un suicidio il dimezzamento dei consiglieri comunali. Era più giusto dire: voi comuni sotto i 15.000 abitanti dovete mettervi insieme. Tu Brivio vai con Airuno, Calco e Olgiate. Così si sarebbe continuato ad avere la giusta rappresentanza anche in consiglio. A Brivio, ad esempio, siamo passati da 20 consiglieri a 17, poi 13 e a seguito delle prossime elezioni saranno solo 7-8. Così la situazione è ingovernabile”. Venendo invece al “tema calco” delle gestioni associate e delle eventuali Unioni/Fusioni di comuni, Panzeri  precisa: “stiamo lavorando. Il nostro vantaggio in questo momento è che ci stiamo muovendo solo come due comuni. Anche solo mettere insieme la Polizia locale di 5 comuni, con Calco e Olgiate, si è rivelato una cosa infattibile”. In questo momento, dunque, Brivio si sta avvicinando a Airuno, predisponendo come vuole la legge, l’iter per associare entro fine 2013 nove funzioni. “Per ora ci stiamo orientando sulla gestione associata. Cosa succederà poi non so” giudicando però la soluzione dell’Unione come “peggiore rispetto alla gestione associata”.
R.R.
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