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Scritto Mercoledì 18 aprile 2001 alle 08:36

ALBERTO BRAMBILLA, IL WELFARE DELLA CASA DELLE LIBERTA'

Domani sera giovedì 19 aprile 2001 a " Porta a Porta" Bossi presenta alla nazione il meratese che vuole al Ministero del Lavoro
 
Il Capo della Lega ha chiesto la presidenza della Camera per Roberto Maroni e il dicastero del Lavoro che comprende anche Salute e Politiche sociali per il Consigliere Inps, e per sottolineare la scelta ha deciso di portarselo nel "Tempio mediatico della politica" di Bruno Vespa.

Alberto Brambilla

Da settimane il suo nome compare puntualmente nel "totoministri", il gioco - ma poi nemmeno tanto tale - cui si esercitano gli opinionisti di fama, in base alle indiscrezioni che trapelano dagli schieramenti che il 13 maggio si contenderanno la guida del Paese. Ma lui, ha scelto la linea della massima prudenza e sino ad oggi ha navigato sottotraccia. E' un tecnico, prima ancora che un politico, e sa che in questo universo tutto è in movimento, comprese le candidature lanciate anzitempo giusto per essere impallinate. Sino ad oggi, dicevamo. Perché domani, giovedì 19 aprile, Alberto Brambilla dovrebbe fare il suo ingresso nel "tempio mediatico della politica" in compagnia del leader del Carroccio Umberto Bossi. Il numero uno della Lega Nord, colonna portante e indispensabile della Casa delle Libertà, ha da tempo designato il dottor Brambilla quale superministro al Lavoro, Salute e Politiche sociali. Un dicastero "pesante", perché dietro il Lavoro c'è la complessa questione della Previdenza, uno dei nodi più intricati che il futuro governo, quale che sia, dovrà sciogliere. E per ribadire che la scelta del Carroccio è questa, Bossi ha chiesto ad Alberto Brambilla di accompagnarlo nel salotto di Bruno Vespa, a "Porta a Porta", il luogo ormai deputato alle solenni dichiarazioni al Paese, al Parlamento o al proprio schieramento. La trasmissione viene registrata giovedì alle 16 circa e poi diffusa da Rai 1 alle 22.50. L'intervento del candidato superministro sarà naturalmente breve. Ma, si sa, da Vespa, un'apparizione vale come un imprimatur. Basterebbe questo a riempire di orgoglio il "nostro" Brambilla e ripagarlo di lunghi anni di studio e ricerca nel campo della previdenza di cui ormai è uno dei massimi e più ascoltati esperti nazionali. Abbiamo detto il "nostro" perché, Alberto Brambilla è un meratese doc. Da una ventina d'anni risiede a Usmate Velate, ma è nato nel settembre del 1950 nel centro storico della nostra città, in Via Roma al civico 10 e a Merate ha vissuto fino al 1980. Gli anziani genitori vivono a Novate in Via Cerri e molti vecchi e nuovi amici risiedono in città. Alberto Brambilla, laureato in Scienze politiche dopo un corso universitario in statistica, sposato, due figli, è consigliere dell'Inps dal 1994. Ha fatto parte del gruppo di lavoro, distaccato alla presidenza del Consiglio, durante il governo Berlusconi, che ha elaborato la prima riforma del sistema pensionistico, firmando con la commissione Castellino un'analisi molto preoccupata dei conti pubblici. Da allora l'esperienza di lavoro si è arricchita attraverso centinaia di incontri, relazioni, conferenze e dibattiti con i vertici imprenditoriali e sindacali. Ha scritto diversi libri sulla complessa materia previdenziale, editi da Il Sole 24 Ore. Professionalmente, dopo alcuni anni trascorsi nell'industria fino alla direzione generale di un'azienda del comparto meccanico acquisita poi da un gruppo olandese, ha percorso il sentiero di carriera nel segmento della finanza applicata all'ambito previdenziale ed oggi è il responsabile della Sgr, previdenza complementare, del gruppo Intesa.
Inutile chiedergli conferme o commenti sulla candidatura ministeriale. "Quanto scritto - spiega - corrisponde al vero. Ma le variabili sono ancora molte e di qui all'indomani del voto - posto che la Casa delle Libertà vinca le elezioni come i sondaggi lasciano intendere - possono accadere tante cose".
Di certo si sa che il via libera alla candidatura di Alberto Brambilla è giunto direttamente dal leader del centrodestra Silvio Berlusconi, durante una cena ad Arcore. Ed è stata confermata con una dichiarazione analitica, subito ripresa dal quotidiano telematico "Il Nuovo" che l'ha l'anciata in rete martedì nella tarda serata. Il 50 per cento degli incarichi ministeriali andrà a Forza Italia, gli altri a Lega Nord, Alleanza Nazionale e Ccd-Cdu. Umberto Bossi ha confermato la richiesta della presidenza della Camera per Roberto Maroni e del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali per Alberto Brambilla. La medesima proposta fatta ad Arcore a Silvio Berlusconi, nel corso di un vertice riservatissimo i cui retroscena li ha raccontati l'ottimo editorialista della Stampa, Aldo Cazzullo. "Tre settimane fa, un lunedì, il dottor Brambilla era a cena ad Arcore e non ha dovuto fare neanche molta strada, con Berlusconi sono quasi vicini di casa, lui vive a Usmate Velate, comune limitrofo. Con loro si sono accomodati Maroni e Bossi ("hai visto, Silvio, che testa che ti ho trovato?") e, in versione verificatori, Tremonti e Urbani. Né esame né adescamento, sorride il dottor Brambilla: "Una bella chiacchierata, molto amichevole, molto tecnica, del resto io sono un tecnico e Berlusconi un competente. Io gliel'ho detto subito, chi accetta a cuor leggero di farsi carico delle pensioni italiane o è un superficiale o è in malafede; con le pensioni si va a toccare i gangli vitali del Paese, per questo solo a nominarle tutti si mettono sulla difensiva. Gli ho detto anche che io non ho cercato nulla, stavo tanto bene a Milano a fare il mio lavoro". Ma no, vedrà che si troverà bene anche a Roma al ministero, ha rilanciato suadente il Cavaliere. Sì, ma quale?, è andato a vedere il Brambilla. Berlusconi deve aver raddoppiato la posta, "non sappiamo ancora se si farà l'accorpamento previsto da Bassanini - racconta Brambilla -, se davvero si metteranno insieme Lavoro, Sanità, Solidarietà sociale e parte della Funzione pubblica verrà fuori una grossa bestia. Un compito da far tremare le vene e i polsi". Dottore, che sarà delle pensioni dopo la cena di Arcore? "Tranquilli, il grosso della riforma è già fatto. Basterà mettere un po' d'ordine. Sì, i manifesti con le "pensioni più dignitose" mi preoccupano un po', ma cercheremo davvero di migliorare i casi più difficili. La popolazione invecchia, ma io la considero una buona notizia. E' il momento di un new deal, di mettersi attorno a un tavolo e stringere un nuovo patto tra le generazioni. Sono sicuro che i papà italiani non sono tanto egoisti dal pensare "io mangio mangio, finchè mio figlio mi paga la pensione, non me ne frega niente se poi lui morirà di fame", sono sicuro che i papà faranno volentieri qualche sacrificio, accetteranno di mangiare un po' meno per far mangiare pure i figli".
Alberico Fumagalli
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